Quantcast

L'altra guerra, il diario di Kruger Berti sull'occupazione tedesca a Staffolo

Patrizia Rosini, Gian Luca Tesei 3' di lettura 09/11/2011 -

Chiuso in un cassetto del comune di Staffolo dal 1956, dopo 55 anni viene riscoperto e pubblicato il memoriale di Kruger Berti, in un libro scritto a due mani da Patrizia Rosini e Gian Luca Tesei, su alcuni fatti accaduti a Staffolo dal 14 aprile al 21 luglio 1944, quando Berti, jesino di nascita e sfollato a Staffolo nel periodo bellico, fu commissario prefettizio.



Il libro, edito dalla casa editrice Affinità elettive, racconta diversi episodi che si verificarono nelle località situate tra le province di Ancona e Macerata, località in cui i tedeschi uccisero almeno 26 civili nell'arco di due giorni alla fine del giugno del 1944. In particolare, viene narrata una vicenda che si svolse il 29 giugno.

Quel giorno giunse a Staffolo un reparto di militari tedeschi, con dieci deportati dal campo di concentramento di Sforzacosta. Il comandante della formazione militare giunto nel piazzale Esino, chiese al commissario prefettizio di Staffolo, Kruger Berti appunto, di consegnargli sette partigiani da fucilare immediatamente. Il Berti, come ha raccontato il figlio stesso, Alberto, presente alla conferenza stampa di presentazione del libro, offrì se stesso e la propria famiglia in cambio di quanto richiesto. Il tenente tedesco decise allora di giustiziare uno ad uno sette dei dieci uomini che aveva condotto con sé da Sforzacosta. Quindi ordinò di lasciare i corpi esposti sul piazzale per almeno 48 ore, a monito per tutti i cittadini di Staffolo. Il Berti, con l'aiuto di altri cittadini, ebbe il coraggio di disobbedire e si preoccupò di impartire a quei giovani una degna sepoltura.

Per la prima volta vengono dunque raccolte in modo organico le vicende che Kruger Berti si era preoccupato di porre su carta riguardo quei terribili momenti vissuti durante l'occupazione tedesca. "Spesso ci si dimentica di eventi storici considerati minori - sostiene l'Assessore alla Cultura del Comune di Jesi Leonardo Lasca - eventi che, come in questo caso, non riguardano solo Staffolo e Jesi, ma riguardano tutto ciò che siamo noi oggi."

"Questo libro - spiega Patrizia Rosini, docente di materie letterarie nelle scuole superiori di Jesi - ci ha impegnati tre anni. La motivazione che ci ha portato a rendere pubblico questo memoriale è il cercare di capire meglio cosa fosse realmente accaduto in quella vicenda narrata da Berti sull'eccidio dei sette giovani. Inoltre crediamo possa essere utile a chi è interessato a studiare quella fase di passaggio tra la fine di un regime e l'inizio di una democrazia."

"Storia importante che non può essere dimenticata - conclude Valentina Conti, editrice del libro - e che anzi deve esser fatta conoscere ai giovani, attraverso le scuole."

La prefazione del libro è affidata a Massimo Papini, direttore dell'Istituto Regionale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche che, assieme all'Istituto Gramsci Marche ha sostenuto il lavoro fin da subito.








Questo è un articolo pubblicato il 09-11-2011 alle 14:16 sul giornale del 10 novembre 2011 - 945 letture

In questo articolo si parla di cultura, staffolo, ilaria cofanelli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/rro





logoEV
logoEV