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Rifiuti: Petrolati (Prc), la sinistra genuflessa all'accordo Pd - An

fabrizio petrolati 2' di lettura 24/11/2011 -

Il modo in cui si è consumata la vicenda della modifica del piano rifiuti provinciale in consiglio provinciale ci consegna, oltre a un grande rammarico, un esempio su cui riflettere e trarre indicazioni.



È noto che questa proposta avanzata a fine legislatura, mai preceduta da un confronto democratico con i territori, le comunità ne tanto meno con le forze politiche che hanno avuto la responsabilità del governo in provincia, rispondesse innanzitutto al tentativo di riparare in qualche modo ai ritardi, alle incertezze che avevano caratterizzato il governo di questo problema visto che si erano disattesi in più occasioni gli indirizzi, che il piano stesso prescriveva: dalla localizzazione degli impianti all’individuazione del sito, di una possibile, anche se non augurabile terza discarica, al ruolo che i consorzi dovevano svolgere. Insomma un vero e proprio colpo di mano della presidente per tentare di riparare ai limiti della sua azione e anche la possibilità, grazie a questo nuovo modello, dell’ingresso di privati in questo settore.

A tutto ciò le forze di sinistra della coalizione avevano risposto con l’impegno unitario tra loro e quindi con la proposta, costituita da un gruppo di emendamenti all’atto che consentisse coerenza con il piano in essere affinché il sacrificio di questi impianti fosse equamente e razionalmente distribuito nel territorio. Il PD ha però scelto un’altra strada, quella, attraverso l’accordo con la destra (AN in particolare) di dirottare tutta l’impiantistica e di conseguenza tutti i rifiuti della provincia su una porzione, sempre quella, del territorio provinciale, chiudendo di conseguenza ogni dialogo a sinistra respingendone le richieste e le osservazioni.

Purtroppo di fronte a quella che può ritenersi una vera e propria offesa la sinistra non ha saputo trovare le ragioni dell’unità preferendo, alcuni, l’umiliazione e la genuflessione. Con quali obbiettivi sinceramente non si capisce. Quello di conquistare accordi in catene per qualche scranno istituzionale? Quello di mostrarsi forze di governo, anche quando il governo è conflittuale con gli interessi dei cittadini e del territorio?

Forse sbaglio ma si è aperta una fase nuova che richiede alla sinistra il coraggio di affermare la propria autonomia e la lungimiranza di costruire ponti e relazioni con la società e i conflitti prima che con soggettività politiche, che hanno come primo e unico obiettivo la conservazione di se stesse. In fin dei conti, il voto di martedì in consiglio provinciale costituisce un paradigma apre un confronto a sinistra e segna nuovi confini, riguarda tutti, il PRC come SEL, e nelle Marche dove il PD sta sperimentando un modello di alleanze con forze moderate conservatrici e vuole una sinistra supina e muta, necessità di un'altra determinazione e la voglia di cercare altre e nuove possibilità.


da Fabrizio Petrolati
Consigliere provinciale Prc




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-11-2011 alle 15:20 sul giornale del 25 novembre 2011 - 881 letture

In questo articolo si parla di attualità, fabrizio petrolati, Consigliere provinciale Prc

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