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Monte San Vito: conclusi gli “Stati Generali della Cultura” del Pd provinciale

Partito Democratico 4' di lettura 27/11/2011 -

Si sono svolti venerdì 25 novembre a Monte San Vito (An) presso il Teatro “La Fortuna” gli “Stati Generali della Cultura”, manifestazione preparatoria dell’assise nazionale tematica di Roma del 3 e 4 dicembre. L'iniziativa si è caratterizzata per il fatto che, oltre a presentare le proposte del PD, sono intervenuti lavoratori e operatori territoriali della cultura.



Da qui il titolo della tavola rotonda “Noi che con la cultura ci mangiamo…o quasi”, ovvero l'avvicendarsi delle storie e delle esperienze di una generazione di lavoratori ed operatori culturali del nostro territorio che hanno fatto o cercano di fare, dopo studi ed esperienze qualificate, della cultura il proprio lavoro.

Sono intervenuti il Sindaco di Forlì, Roberto Balzani, Francesco Verducci, della direzione nazionale del PD, il Segretario provinciale del PD Emanuele Lodolini, la Presidente della Provincia, Patrizia Casagrande. il Sindaco di Monte S. Vito, Sabrina Sartini, il capogruppo in Consiglio provinciale Leonardo Animali e Sandro Giorgetti del Forum cultura provinciale, il consigliere regionale Enzo Giancarli e gli assessori comunali Andrea Nobili (Ancona) e Stefano Schiavoni (Senigallia)
Le Marche e la Provincia di Ancona presentano un insieme di Beni ed Attività culturali di grande valore, che negli anni gli Enti pubblici e gli operatori privati, con ruoli diversi, hanno concorso a tutelare e valorizzare. La bellezza e la varietà del paesaggio, la ricchezza e la qualità del patrimonio artistico, archeologico e architettonico, la originalità e l’importanza della ricerca culturale e della tradizione musicale, teatrale e in genere dello spettacolo.

Tenendo presenti i principi costituzionali (in particolare art. 9 e art. 33) nelle Marche, come in Italia, bisogna avere la consapevolezza di dover custodire e valorizzare un patrimonio culturale ricchissimo, frutto di arte e scienza, espressioni della genialità umana, individuale e collettiva. Un impegno che, comunque, si fa enormemente più complesso in questo momento di crisi sociale ed economica e in un contesto internazionale che ci costringe a ripensare forme e modi dello sviluppo economico.
Peraltro, in questa fase di avvio del federalismo fiscale, fare politica culturale per le Marche significa anche avviare spazi di confronto con lo Stato per definire fabbisogni e costi standard dei servizi culturali, nonché sistemi perequativi per il trasferimento e l’allocazione delle risorse.

Di fronte a questa situazione la Regione Marche ha scelto, con coraggio e in controtendenza rispetto ad altre aree del Paese e alle politiche nazionali, di guardare alla cultura come risorsa e come valore, inserendo questo settore tra gli assi strategici del suo Programma di sviluppo.

Siamo impegnati per approfondire l’analisi delle situazioni concrete e contribuire a sviluppare Progetti realizzabili che facciano della Cultura un settore di sviluppo economico capace di produrre nuovo sviluppo e di favorire pratiche per una buona e nuova occupazione. I progetti per lo sviluppo della cultura dovranno contenere precise indicazioni di sostegno alla ricerca e all’innovazione, dovranno orientarsi verso la crescita di una società che fa della conoscenza un terreno fondamentale di impegno, dovranno dimostrare capacità di produrre buona e nuova occupazione, dovranno favorire lo sviluppo della moderna impresa culturale, dovranno, infine, avere la capacità di connettersi con altri settori, a partire dalla formazione e dal turismo. Il nuovo cimento è intrecciare la tutela e la valorizzazione dell’esistente alla crescita di nuove esperienze facendo sì che questo settore sia capace di produrre valore economico, ma soprattutto valore in termini di sviluppo complessivo di un territorio e di una comunità. Va esaltata la relazione che esiste tra cultura e innovazione, tra accesso culturale e qualità della vita, tra formazione permanente, istruzione, occupazione e sviluppo, tra patrimonio culturale e attrazione internazionale degli investimenti.

I tagli alla cultura e alla ricerca sono ingiusti e sbagliati. Dobbiamo invece investire in questo settore affrontando la crisi come opportunità di riforma e di rilancio. Ma contemporaneamente dobbiamo impegnarci a misurare risultati e ricadute, attenti a un rendiconto sociale ampio e percepibile della spesa pubblica nel settore. Oggi, di fronte di sconcertanti riduzioni nei trasferimenti statali, bisogna lavorare per sviluppare un comune sentire e una comune volontà di Regione, Province, Comuni e operatori privati, evitando una riduzione degli investimenti alla Cultura in sede locale. E’ indispensabile, in tal senso, anche che nascano proposte condivise e capaci di superare i limiti di un eccessivo attaccamento al proprio specifico e alla propria realtà e consapevoli della drammaticità della situazione finanziaria. Va capita e correttamente interpretata in questo senso la volontà di stimolare progetti condivisi fra una pluralità di Enti, lo sviluppo di sistemi e di reti che vedano il coinvolgimento anche di soggetti privati, delle fondazioni bancarie, la collaborazione degli operatori dei beni e delle attività culturali con le Università, le Accademie, i Conservatori e gli Istituti di ricerca, l’intreccio fecondo tra il mondo della cultura e quello dell’economia e del lavoro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-11-2011 alle 13:24 sul giornale del 28 novembre 2011 - 553 letture

In questo articolo si parla di attualità, provincia di ancona, partito democratico, pd ancona

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