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Rocconi: il Vangelo di domenica 27 novembre

vescovo Gerardo Rocconi 4' di lettura 26/11/2011 -

Il Vangelo di domenica 26 novembre commentato da Mons. Gerardo Rocconi



Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!». Parola del Signore


AVVENTO, TEMPO PER USCIRE DAL TORPORE
E’ possibile vivere una vita da addormentati, oppure con il cuore sempre più indurito. Questo accade quando si vive una esistenza dove Dio interessa sempre meno. Il cuore dell’uomo cerca la sua gioia in cose che sembrano più immediate, più facili da raggiungere, ma Dio scompare dall’orizzonte. E tutto questo ha conseguenze terribili nella vita morale. Lo vediamo nella profanazione della famiglia, della vita, della persona.
Sono cose che può valutare ognuno, anche le persone più semplici. Ma ci sono anche altre cose che preoccupano: la mancanza di pace, le grandi ingiustizie, lo schiacciare nella povertà e nella fame intere popolazioni. Bisogna aprire gli occhi ed essere consapevoli di come va questo mondo. E non è poi così difficile avvertire la gravità del momento: ci si accorge di un mondo senza gioia, e allora sorge spontanea la preghiera che il profeta Isaia ci propone nella prima lettura di oggi: Se tu squarciassi i cieli e scendessi!

SE TU SQUARCIASSI I CIELI E SCENDESSI!

Questa invocazione esprime il bisogno di salvezza che c’è nel cuore di ogni uomo di buona volontà. Ma a volte, anzi spesso, il Signore non lo si cerca e non lo si attende. Con conseguenze nefaste. Anzitutto a livello morale: se la gioia non la si cerca nel Signore, poi la si cerca altrove, a qualsiasi prezzo; e inoltre non attendere il Signore porta alla disperazione anche su questa terra, perché si perde il senso della vita. Infine non attendere il Signore porta alla perdizione per l’eternità.

Sta qui il senso dell’Avvento che oggi inizia.

AVVENTO, IL SIGNORE E’ ALLA PORTA
E’ il Signore che bussa, che ci dice che è sempre alle porte, ci chiede di entrare nella nostra vita per offrirci il suo amore, ci chiede di liberarci dalla zavorra che abbiamo nel nostro cuore, ci offre la sua pace e il suo amore e nello stesso tempo ci chiede, per favore, di parlarci. Per questo nel vangelo ci si ripete: Vegliate, vegliate, vegliate!
Vegliate: Questa raccomandazione è ripetuta più volte. Serve A poco che il Signore sia lì pronto ad offrirci il suo amore se poi non ci si accorge di lui.
Perché non ci si accorge del Signore, del suo venire? Cosa ci blocca?

I NEMICI DELL’INCONTRO CON IL SIGNORE
* Il primo nemico dell’incontro con il Signore è la distrazione, l’affanno, l’appesantimento del cuore. E’ vero che in certi momenti si grida a Lui... per esempio nella sofferenza, quando ci manca qualcosa. E allora lo si incolpa per chiedergli dov’era. Chissà dov’era? Era fuori casa, lasciato fuori da noi, dimenticato da noi!
* Il secondo nemico è la pigrizia. Attendere il Signore per fargli posto richiede impegno e fatica. Obbedire alla sua Parola richiede fatica. Imparare a ragionare come Lui richiede fatica. Andare contro corrente in un mondo in cui conta solo potere, ricchezza, prestigio richiede fatica. Seguire il Signore scomoda.
* Terzo nemico è la mancanza di preghiera e di ascolto della sua Parola. Chi non prega, chi non gusta la Parola di Dio non farà mai posto al Signore.

VEGLIATE
Gesù dice: Vegliate. Vuol dire: “Datevi da fare per vincere questi tre nemici che impediscono di accogliermi: un cuore appesantito, una volontà impigrita, una fede languida”.
Ognuno prenda delle decisioni per accogliere il Signore che viene sempre: nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio, nel vivere con un po’ più di sobrietà e carità, nel cercare la gioia scommettendo sul Lui. Apriamo gli occhi su un mondo in difficoltà. Solo il Signore potrà salvarci: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi!” E’ già sceso, aspetta solo di essere accolto!






Questo è un editoriale pubblicato il 26-11-2011 alle 15:01 sul giornale del 28 novembre 2011 - 1077 letture

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