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Dondero e Cristoffanini (Emergency): quando “la fotografia racconta la vita”

Mario Dondero 2' di lettura 04/01/2012 -

Incontro con il fotografo Mario Dondero e il co-fondatore di Emergency Giulio Cristoffanini. Il Comune di Jesi e la Consulta della Pace di Jesi organizzano  "Dondero per Emergency, la fotografia racconta la vita", il 6 gennaio alle ore 17 presso il Teatro Studio  V. Moriconi di Jesi in piazza Federico II



“L’esperienza che più mi ha coinvolto, a cui continuo a dare il mio sostegno e il mio contributo, è quella con Emergency, l’organizzazione non governativa fondata da Gino Strada. A differenza di altre ong, Emergency è una vera internazionale umanitaria. Recluta personale medico in molti paesi e, quando ero in Afghanistan, a Kabul, una delle responsabili era la gallese Kate Rowlands. Gli ospedali che ho fotografato sono a Kabul, nella valle del Panshir e in altri piccoli centro di soccorso che Emergency disloca in vari punti del paese.

Per me Emergency è un esempio ammirevole di umanità, di serietà, di bellezza. Con la loro dedizione, l’efficienza dell’organizzazione, riescono a salvare tante vite. In quel viaggio del 2005, ho fatto molte fotografie, che sono esposte in una mostra itinerante per sostenere l’ong milanese. (…) I medici che sono lì sono esemplarmente fedeli al giuramento di Ippocrate: curano tutti, senza distinzione, la popolazione civile e i feriti di tutte le fazioni e di tutte le etnie. Come tutti i medici dovrebbero fare. Con Emercency lavorano dottori indiani, etiopi, occidentali, orientali, c’è gente che proviene da ogni parte del mondo e di ogni credo religioso e questa è una garanzia di equità, di indipendenza, di atteggiamento super partes. Chi è completamente al di fuori di un conflitto genera sempre fiducia in chi vi è immerso. I medici di “guerra” sono solo dalla parte delle vittime, per loro non ci possono essere altri schieramenti.

Un giorno Vauro Senesi, giornalista e disegnatore, mi ha detto: “Devi assolutamente venire con me a fare un reportage in Afghanistan.”

E io gli risposi: “Guarda che sono ammalato, ho molte afflizioni della quarta età, sono vecchio!”

E lui mi ha convinto rispondendomi: “Per quello non ti devi preoccupare, tanto andiamo in un ospedale!”

Per me è stata un’esperienza molto importante.”
(dal libro intervista “Mario Dondero”, a cura di Simona Guerra)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-01-2012 alle 15:41 sul giornale del 05 gennaio 2012 - 1813 letture

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