Landi: demolire l'hotel Marche per un accesso al mare e un waterfront importanti

4' di lettura 08/01/2012 -

Visto dal mare, lo skyline di Senigallia, appare piatto e incolore, spezzato solo dalla Rotonda e dal porto. E’ necessario ridare consistenza a questo profilo, in particolare nel tratto prospiciente la città vecchia, esaltandone e marcando gli elementi significativi e interrompendo la monotonia con l’apertura di varchi che segnano e inquadrano nuovi e monumentali accessi al centro.



La proposta si pone l’obiettivo di realizzare tre brevi e suggestivi percorsi trasversali, che legano la spina del corso a un sorprendente lungomare, che, tra la Rotonda e l’l’hotel International, trova la sua nuova centralità, impreziosito dalla congiunzione sul porto e dalla diversificazione di un tracciato più vario. Insieme, questi segmenti, costruiscono una preziosa e unica passeggiata, concorrendo a determinare una crescita elevata della qualità urbana.

E’ la Rotonda, per il percorso a sud, il totem identificativo del passaggio che, attraverso piazza della libertà e un nuovo sottopasso ferrovia-statale, all’angolo di via Corridoni, raggiungerà viale Leopardi, mentre a nord, sarà un porto, ulteriormente ampliato, a marcare l’origine di un percorso ramificato e diretto, che punterà naturalmente al centro, attraverso un suggestivo scenario mozzafiato, esaltato dal fiume.

L’ipotesi di un percorso, intermedio da costruirsi sull’asse Rocca – Giardini Morandi – lungomare Marconi, nasce come esigenza del superamento diffuso della barriera ferroviaria e come opportunità creata dalla vendita dell’hotel Marche, da parte della provincia. La condizione migliore per una valida proposta progettuale imporrebbe l’abbattimento dell’albergo, idea già condivisa sia dall’atelier di studi delle università di Tor Vergata e di Toulouse, promosso dall’amministrazione comunale, che dalla relazione Campodonico – Castelli, commissionata da alcuni operatori turistici. La stessa amministrazione si sta convincendo della validità di ricercare un progetto importante su questo asse, tant’è che si appresta a promuovere un concorso internazionale di idee, corredato però da imput scarni e inadeguati, che, inevitabilmente, porteranno a un flop progettuale, magari firmato da un nome illustre dell’architettura. Non si parla di demolire l’hotel Marche, si pensa di cambiare destinazione allo IAT e di utilizzare una somma di 742.000 euro, da accantonare dalla vendita, troppo poco, per pretendere di ridisegnare adeguatamente il volto di una parte strategica della città.

L’unica soluzione, seriamente praticabile, può venire da un progetto concertato, con solidale cointeresse, tra i soggetti protagonisti; acquirente, provincia e comune, su un comparto, definito tra la Rocca, il Lungomare Marconi, le vie Rattazzi e Nigra, estrapolando l’hotel Massi, su cui va impostata una nuova variante di piano, che ne fa’ il riquadro su cui promuovere una proposta di elevata qualità tecnico architettonica, basata sui moderni principi della fisica urbana.

Su quest’area di 32.000 mq. oltre all’agevole passaggio ciclo pedonale di collegamento trasversale, vanno ricercati spazi, più fruibili, organizzati, godibili e anche, una permeabilità visiva, che dalla spiaggia scorga la Rocca. Visuale, ampliabile anche con la demolizione della stazione, da ricostruire interrata sul lato opposto della ferrovia, separata, dallo strategico parcheggio in struttura, di oltre 300 posti, dalla passeggiata che riguadagna quota dall’uscita in sottopasso.

Il blocco dell’hotel Marche, con le appendici estreme dei privati, viene anch’esso demolito per ottenere il varco di apertura, ricostruito e ampliato con nuove destinazioni residenziali e la restituzione delle superfici ai privati, compensative delle vecchie. L’impronta del nuovo costruito è marcata da due edifici a L, uno esteso fino allo IAT , che supera a ponte via Zara e l’altro, tronco, posti a specchio ed elevati di 7 piani, con una potenzialità di circa 500 residenti e ingombro complessivo, pressoché identico rispetto all’ attuale.

La destinazione alberghiera pari all’attuale superficie dell’hotel Marche viene mantenuta a ridosso dello IAT utilizzato a sala congressi.
La vendita dell’hotel Marche dovrebbe quindi trasformarsi da specifica alienazione di struttura ricettiva a operazione immobiliare che realizza tutte le opere del comparto, in contropartita dell’incremento volumetrico.

Nelle illustrazioni è riportata:
L’hotel Marche oggi
L’alterativa con la demolizione
La circuitazione delle passeggiate (in rosa)








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-01-2012 alle 10:58 sul giornale del 09 gennaio 2012 - 4099 letture

In questo articolo si parla di attualità, urbanistica, hotel marche, Paolo Landi

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Concordo, idea buona. Quando si devono tenere in piedi casermoni inutilmente meglio abbatterli e dare ossigeno agli spazi della città.

veramente interessante questa tesi,
speriamo che l'amministrazione ne tenga conto.

Anche se, per come si muove, sembra sempre più un'amministrazione legata ai costruttori, vedi il parco della Cesanella, di cui è già iniziata l'ennesima cementificazione speculativa.

Commento modificato il 09 gennaio 2012

Purtroppo viviamo in Italia, Paese dove abbattere anche l'edificio più inutile, brutto e fatiscente pare sia impossibile perché c'è sempre qualcuno che ci trova un "valore storico e architettonico".
Neanche la ciminiera della Sacelit siamo riusciti a buttar giù.

Cosa si aspetta, ad esempio, ad abbattere Villa Baviera e ad attrezzarci un parcheggio come Dio comanda al posto di quella topaia che c'è ora?

Spendere qualche soldo in demolizioni, invece che in riqualificazioni civettuole come quella che ci sarà in Piazza Saffi, renderebbe bella la città molto più di quanto si creda.

Mi stupisco che nessuno abbia mai proposto di riqualificare la zona ex iat-hotel marche costruendo un complesso con palazzo dei congressi.
Da riccione fino a pescara non esiste a mia conoscenza una struttura capace di ospitare con agio congressi con 800-1000 iscritti.
Construire un palazzo congressi sarebbe un bel volano per la città permettendo un turismo su 12 mesi (con incassi per tutto l'indotto: ristoranti, bar, alberghi, taxi, etc). Sarebbe inoltre una ottima vetrina per il turismo della stagione estiva successiva.
La sede è perfetta: vicina alla stazione ferroviaria, vicina al centro storico, accessibile dall'autostrada tramite viale 4 novembre.
Si potrebbe usare l'hotel marche riammodernato come hotel annesso al centro congressi (cosa estremamente usuale negli USA) e costruire un bel centro congressi (magari moderno come quello di rimini o riccione) dove attualmente stanno iat e parcheggio (che magari basta interrare).
Mi sembra una idea così semplice ed efficace che non capisco perché non realizzarla.
Meditate gente...meditate.

..... mi sembra molto più sensata questa ipotesi che quella della demolizione. habbiamo bisogno di strutture che creino turismo no che lo "demoliscono".. vai con il centro congressi.

Fabrizio

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Un attimo esagerato, fantasmagorico, ovvero, il lungomare mi piace perché non vedo la città. quindi ritiro quanto detto prima.




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