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comunicato stampa

Caimmi e gli Onafifetti danno la voce ai padri fondatori

2' di lettura
2409
dal Comune di Jesi
www.comune.jesi.an.it

Parolepotere

Lo spettacolo trae spunto da una selezione di testi consistenti nelle lettere scritte dal carcere dai padri fondatori dell'Italia, sia risorgimentale che della resistenza antifascista, testi che vanno da Felice Orsini ad Alcide de Gasperi, fino ad arrivare alle lettere di Gramsci e tre lettere di condannati a morte della resistenza Europea.

Questi testi descrivono la sofferenza dei condannati ma anche la loro grandezza morale, la coscienza di essere parte di un processo rivoluzionario giusto, la cui grandezza oltrepassava la loro vita. Per loro la morte è dunque relativamente facile da accettare, in quanto coronamento di un'azione eroica. L'umanità descritta dai testi è messa in forte contrasto dall'azione scenica di una performer (Chiara Caimmi) che, al centro del palco, in un altare bianco, isolato, mostra la preparazione alla morte di una giovane ragazza adolescente, contemporanea, che per il suo gesto estremo prende coraggio dall'assenza totale di valori nella sua vita. I grandi valori danno coraggio e fanno vivere la morte con serenità agli eroi del passato, inscrivendoli in un orizzonte mitico dell'umanità.

L'assenza di ogni tipo di valore (a parte quello vile del denaro) fa perdere l'adolescente di oggi che è costretto a cimentarsi in gesti estremi per "sentire" la vita e arriva alla morte anch'esso con un'apparente serenità che in realtà è apatia, anestesia feroce. Il montaggio che deriva da queste due situazioni contrastanti dà carne e sangue alle lettere dei vinti e le fà arrivare al pubblico nella loro dualità di vita e morte, di gioia e disperazione, di giustizia e menzogna.

Canzoni di protesta che vanno da metà '800 fino ai canti della resistenza partigiana, interpretate dal gruppo Onafifetti di Jesi, accompagnano l'azione scenica: le loro voci e le loro presenze risultano lontane e vecchie, malinconiche; un altro aspetto di un Italia che canta, legge e si commuove, ma non si muove.

Ingresso: intero € 12 ridotto € 8 ridotto scuole € 5
prima nazionale
da una idea di Gian Franco Berti
raccontato da Chiara Caimmi e dagli "Onafifetti" (Giovanni Filosa, Piergiorgio Memè e Mario Sardella) drammaturgia e regia di Simone Guerro

Info:
Biglietteria del Teatro Pergolesi



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2012 alle 12:19 sul giornale del 10 gennaio 2012 - 2409 letture