No allo shopping no-stop: i piccoli esercizi rischiano il K.O.

shopping 2' di lettura 13/01/2012 -

No allo shopping non stop. I piccoli rischiano di finire k.o. Confartigianato si schiera contro la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali. Questa misura rischia di esacerbare il già ampio divario competitivo tra “grandi” centri commerciali e “piccole” botteghe di artigiani e commercianti, commenta Giacomo Cicconi Massi segretario della Confartigianato di Senigallia.



Una lotta senza armi pari che contrappone i megastore della periferia agli esercizi storici del centro. Lo shopping non stop garantirà ai grandi centri commerciali una posizione di forza assoluta: i megastore hanno tutte le possibilità, in termini di risorse umane, logistiche, finanziarie, per mantenere i propri locali sempre aperti alla clientela. Situazione diametralmente opposta per la microimprenditorialità artigiana e per i commercianti dei piccoli esercizi del centro: si tratta infatti di aziende per lo più a conduzione familiare o quantomeno con un numero estremamente ridotto di dipendenti che non possono in alcun modo far fronte ai costi necessari per tenere aperta la propria attività in forma continuativa.

La liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, ribadisce la Confartigianato, consegnerà un’arma in più in mano ai megastore, perché, tradotta nei fatti, solo i grandi centri commerciali saranno nelle condizioni di mantenere aperta l’attività 24h con tutto il vantaggio di un maggior afflusso di clientela e incassi. Gli orari lunghi nei negozi tuttavia non garantiranno un calo dei prezzi, anzi. C’è da ipotizzare con cognizione di causa che alle maggiori aperture nei grandi centri commerciali corrisponderà un aumento dei costi per i megastore che ricadrà, a cascata, sul prezzo dei prodotti. Il risultato finale perciò non sarà un incremento dei consumi, già del resto in calo, ma una ulteriore stretta ai portafogli della clientela.

Lo shopping non stop – conclude il segretario della Confartigianato Giacomo Cicconi Massi - metterà a tappeto una economia già duramente provata dalla crisi, sostenuta a livello locale non certo dalle catene della grande distribuzione ma dalla micro e piccola impresa: un ecosistema di aziende commerciali e artigiane che produce e vende prodotti di qualità, che caratterizza nella sua unicità il territorio, ne veicola tradizioni, storia, cultura.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-01-2012 alle 10:47 sul giornale del 14 gennaio 2012 - 2839 letture

In questo articolo si parla di confartigianato, economia

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Io la vedo così: tenere aperto un piccolo negozio di alimentari costa meno che un grande supermercato. Quindi, i piccoli esercizi, adattandosi alle esigenze dei clienti (per esempio, trovate ora in città un negozio dove acquistare un pacco di spaghetti a mezzanotte) hanno solo da guadagnare con la liberalizzazione degli orari di apertura.

Resto convinto che la soluzione di liberalizzare gli orari sia da sperimentare,ma che sia una possibilità concessa e non un obbligo. e che non valga x i grossi centri commerciali.

Io resto favorevole alla liberalizzazione dell'orario dei negozi.
L'importante è che lo Stato non obblighi ma dia possibilità di decidere gli orari e i gioni di apertura di un esercizio commerciale.

Potrei decidere di stare aperto dalle 11 alle 15 e poi riprendere dalle 18 alle 22 per esempio. Oppure chiuso la mattina e aperto dalle 15 alle 23. Potrei scegliere i miei giorni di chiusura di martedì e mercoledì, privilegiando l'apertura di Sabato e Domenica. Ognuno si regoli come meglio crede, senza lacci da parte dello stato o di corporazioni di categoria.

Personalmente, visti i miei orari di lavoro, ad oggi mi resta quasi impossibile andare in centro per fare acquisti. Con degli orari flessibili sarei molto più contento di acquistare in centro che nei centri commerciali. Sono per i piccoli ma i piccoli si devono adattare alle esigenze dei clienti.

Parlo da persona che sta nel mercato e per esigenze di mercato lavora quando è richiesto di lavorare dal mercato. Senza santi che tengano. Magari poi, mentre tutti lavorano io me ne sto a passeggio lungomare.





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