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Rocconi: il Vangelo di domenica 22 gennaio

mons. gerardo rocconi 4' di lettura 21/01/2012 -
Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 22 gennaio

Dal Vangelo secondo Marco
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono .
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui. Parola del Signore


Gesù è all’inizio della sua predicazione: una predicazione che consiste nel portare una bella notizia, un “vangelo”: è vicino il Regno di Dio.

IL REGNO DI DIO
Gli Ebrei, attendevano, appunto, il Regno di Dio. A volte confondevano il Regno di Dio con un regno umano: per questo alcuni pensavano che il Regno di Dio sarebbe stato addirittura tempo di potenza, di ricchezza . Ma una cosa era chiara per tutti: il Regno di Dio doveva essere un intervento di Dio nella storia degli uomini per liberarli da ogni forma di schiavitù. Ed ecco l’annuncio: il Regno è arrivato. Il Regno di Dio è l’amore di Dio riversato sugli uomini. E’ l’amore di Dio che vince il potere di Satana, vince la morte, vince il peccato, offre la vita. Il Regno di Dio, allora, è la tenerezza e la misericordia di Dio riversata su ciascuno di noi; è la liberazione dai nostri peccati; è la speranza che Dio agisce in mezzo a noi aiutandoci a vivere una vita libera dall’odio e dall’egoismo; è un futuro di immortalità quando Dio ci chiamerà accanto a sè e per tutta l’eternità. E tutto questo Dio ce lo dona attraverso Gesù. Ecco perchè accogliere il Regno e accogliere Gesù è la stessa cosa. Sì, accogliere Gesù: la sua persona e il suo messaggio.

ACCOGLIERE GESU’ E’ CONVERTIRSI E CREDERE
Gesù usa due parole per indicare come lo si deve accogliere: Convertitevi! Credete! Convertirsi è cambiare il cuore e la mente. Imparare a pensare come Dio, gustare il suo amore, capire che i doni di Dio sono tutti importanti, ma non tutti sullo stesso piano. Ci sono dei doni per la terra, ma che non devono diventare idoli, bensì una via per raggiungere il dono più grande, l’unico che rimane per sempre: la vita eterna.
Credere, poi, è capire che Gesù è il dono di Dio Padre. E’ giungere alla consapevolezza che siamo veramente liberi non perchè possiamo fare quel che ci pare, ma perchè Gesù ci ha conquistati con il suo sangue, facendoci figli di Dio.

L’ESEMPIO DEI PRIMI DISCEPOLI
Il Vangelo di oggi poi ci propone l’esempio dei primi discepoli che poi saranno gli apostoli. Simone, Giacomo, Giovanni, Andrea già avevano incontrato Gesù sul fiume, in Giudea, durante la predicazione del Battista. Quel giorno che erano rimasti con Gesù avevano capito, almeno un po’, che era arrivato il Regno, che Gesù era il salvatore. E allora prendono sul serio l’invito di Gesù che dice: Convertitevi e credete. Accolgono Gesù, lo seguono, lo scelgono come Maestro e come loro ricchezza. Oggi siamo noi ad ascoltare la Parola di Gesù, oggi abbiamo questo invito, oggi il Signore chiama. La prima cosa importante è rendersi conto che quel che ascoltiamo è proprio per noi. Non cadiamo nella tentazione di dire: “In fondo il vangelo è sempre quello da duemila anni. No, Gesù passa proprio oggi, proprio oggi parla per ciascuno di noi. Lasciamoci toccare, permettiamo al Signore di mettere una certa inquietudine nel nostro cuore.

QUANDO CAMBIARE? OGGI!
Come gli apostoli sono stati pian piano educati a scegliere totalmente Gesù, così deve accadere per noi: è necessario che subito, dall’invito che ci viene dalla lettura di questo vangelo, viviamo una scelta, una decisione, una scommessa, un impegno, una risposta. E’ necessario rispondere a quelle domande che il Signore oggi ci suggerisce: Qual è il peccato che devo buttare? In che cosa il mio modo di ragionare è da cambiare perchè è così simile a quello del mondo, invece di essere come quello di Dio? Cosa devo fare per stare di più con Gesù, da vero innamorato, da vero seguace? Cosa devo fare per lasciarmi istruire da Lui? E la risposta, carissimi, non può essere sempre rimandata a domani!






Questo è un editoriale pubblicato il 21-01-2012 alle 17:59 sul giornale del 23 gennaio 2012 - 1066 letture

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