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comunicato stampa

Confartigianato Jesi: i saldi non ingranano, finito l’effetto “sprint” della partenza

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da Confartigianato Jesi

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I saldi non ingranano. Dopo una partenza “sprint” i negozi non vendono più. La merce continua a subire ribassi, già siamo a quota -70% su diversi prodotti, ma a questa scontistica sempre più spinta manca la risposta d’acquisto.

La folla c’è, i consumatori entrano comunque negli esercizi ma spesso è solo per curiosare: si limitano a girare, di vetrina in vetrina – commenta Giuseppe Carancini, responsabile Confartigianato Jesi – in pochi comprano. Vendite che hanno registrato un andamento alquanto deludente: segno, dice Giuseppe Carancini responsabile della Confartigianato di Jesi, che non bastano i saldi ad imprimere una spinta significativa ai consumi sui quali, al contrario, pesano negativamente gli effetti della perdita di potere d' acquisto dei salari e il clima di sfiducia e di incertezza sul futuro della nostra economia. Le famiglie jesine si tengono strette al portafogli a causa del progressivo e preoccupante costo della vita. Ci sono tariffe, tasse e bollette da pagare: le spese previste per abbigliamento, accessori, casa sono state tutte contenute per arrivare a fine mese.

Non si realizzano le speranze degli artigiani e commercianti che confidavano in questo periodo per recuperare i mancati incassi delle festività. Natale e le feste “sotto l’albero” non hanno garantito introiti e – a quanto possiamo constatare - l’esito non sarà diverso per i saldi di stagione. Merce che non è stata venduta durante i mesi invernali continua a rimanere invenduta e gli scaffali sono ancora pieni di giacenze. Una perdita per i piccoli esercizi. Temiamo con cognizione di causa che molti negozi accuseranno il colpo. Questa situazione penalizza tutta la città e la sua economia. Il micro commercio è parte integrante della struttura produttiva del territorio, la caratterizza per pregio e storia. Se è chiaro che alla base di queste difficoltà del commercio e dell’artigianato vi è la insufficiente capacità di acquisto delle famiglie è altrettanto vero che misure come la prossima liberalizzazione degli orari non contribuirà per nulla a migliorare le cose, anzi aggraverà ulteriormente la condizione di chi opera “nel piccolo” e nel piccolo produce e commercia in qualità. Così come va ripensato – conclude Giuseppe Carancini responsabile della Confartigianato di Jesi - il sistema dei “saldi” in generale che si dimostra da tempo incapace di andare incontro alle esigenze tanto dei consumatori quanto della categoria.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2012 alle 16:34 sul giornale del 28 gennaio 2012 - 961 letture