Idv: 'Per il bene comune, no alla Centrale Turbogas di Corinaldo'

stefano canti 4' di lettura 31/01/2012 - Con un atto istituzionale a 5 stelle la nostra Amministrazione comunale e la nostra maggioranza composta da Pd, Idv, Sel, Comunisti Italiani, Verdi e Vivi Senigallia hanno ribadito il loro no alla Centrale Turbogas di Corinaldo, in difesa del territorio e dell’ambiente beni comuni.

Il no alla centrale termoelettrica a ciclo combinato da 870 MWe nell’area industriale Z.i.p.a. presso il comune di Corinaldo è netto da parte nostra, numerosi gli atti compiuti. Già con Delibera di Consiglo n. 109 del 13/10/2010 abbiamo richiesto la chiusura del procedimento al Ministero dello Sviluppo Economico, affinché si fosse determinato alla immediata conclusione del procedimento illegittimamente sospeso, sine die, con Decreto direttoriale del 04/08/2010, assumendo quest’ultimo il carattere di giudizio negativo di compatibilità ambientale. Numerosi sono stati però gli atteggiamenti non rispondenti a lealtà istituzionale che abbiamo riscontrato, facendoci capire che di una battaglia tra “Davide contro Golia” si tratta, ma, noi dell’Idv, ricordiamo che Davide alla fine ha vinto.

Ora, con deliberazione della Giunta n. 3 del 03/01/2012 abbiamo chiesto in maniera decisa al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di revocare, in autotutela, la nota del 30/09/2011 con la quale veniva concesso alla Società Edison il termine ultimo per la presentazione dell’istanza di riavvio del procedimento, dopo gli inascoltati giudizi di carattere negativo di compatibilità ambientale da parte degli Enti e Organi preposti, il 10/08/2012, stante appunto il fatto che la mancata chiusura del procedimento appare illegittima sia sotto il profilo della legge, sia sotto il profilo del vizio dell’eccesso di potere e per contradditorietà ed illogicità manifesta anche con i precedenti scritti dello stesso Ministero.

Chiediamo anche alla Giunta della Regione Marche di inoltrare la richiesta di chiusura del procedimento sia al Ministero dell’Ambiente, relativamente al sub procedimento di valutazione d’impatto ambientale, sia al Ministero dello Sviluppo Economico, relativamente al procedimento principale. E alla Regione e all’Agenzia Arpa Marche di astenersi da ogni preventivo coinvolgimento, anche indiretto, o attività propedeutica alla definizione del SIA e nel dare indicazioni circa la realizzazione della campagna di monitoraggio della qualità dell’aria, sia perché l’attività avverrebbe al di fuori dei tempi dettati dal procedimento, sia perché non è previsto fra compiti dell’Arpam dare un supporto tecnico scientifico per le valutazioni di impatto ambientale a soggetti privati. Ponendo così la stessa agenzia in una posizione che confliggerebbe con il suo ruolo, tanto da pregiudicarne l’indipendenza e l’autonomia all’atto dell’espressione dei pareri di propria competenza sul progetto.

Nell’ipotesi in cui la Regione Marche e l’Agenzia Arpa Marche decidessero di dare corso alla richiesta Ministeriale, non potranno in nessun modo concordare le modalità dell’esecuzione della campagna di monitoraggio ante operam della qualità dell’aria con l’Edison, se non preventivamente concertate con la nostra Amministrazione comunale, essendo il territorio del nostro Comune impattato dalle ricadute degli inquinanti. Infatti le Amministrazioni comunali non possono essere chiamate ad adottare provvedimenti straordinari per ridurre l’inquinamento e, al contempo, essere escluse dai processi decisionali che determinano aumento considerevole dell’inquinamento stesso, con pregiudizio della salute di stretta e determinante competenza dei Sindaci.

Il nostro Sindaco Maurizio Mangialardi si è impegnato ad intraprendere ogni azione, se necessaria, anche di natura legale e giudiziaria al fine di impedire la realizzazione dell’impianto prospettato e di tutelare i cittadini ed il territorio amministrati. Noi dell’Idv Senigallia siamo al suo fianco per questa difesa del nostro territorio bene comune.

Ricordiamo inoltre che la Regione Marche risulta già sanzionata per gli sforamenti da polveri sottili (PM 10), tanto che, in data 18 novembre 2010, è stata sottoscritta l’intesa Regione Marche, Anci Marche, Upi Marche per combattere tale inquinamento. L’Asur Marche ha persino richiesto in via d’urgenza l’adozione di provvedimenti urgenti per fronteggiare e ridurre l’inquinamento da polveri sottili. Le emissioni attese della prospettata centrale sarebbero un inammissibile peggioramento della qualità ambientale, tale da rappresentare un pericolo per la salute pubblica. Le emissioni inquinanti conseguenti alla realizzazione delle centrale Edison richiederebbero brutali misure restrittive tali da compromettere lo sviluppo economico e delle attività del territorio già colpiti dalla crisi economica. L’incertezza dei tempi comprometterebbe anche gli investimenti economici nel nostro territorio, facendo questa centrale da deterrente per gli investitori, si locali che extraterritoriali, dando un colpo durissimo al lavoro e alla crescita economica. E’ un dato di fatto che la presentazione del progetto ha comportato una diminuzione dei valori del mercato conseguenti alla cessata attrattiva da parte degli investitori stranieri.

Noi abbiamo chiara la scelta da fare per il bene comune: no alla centrale Turbogas.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-01-2012 alle 13:14 sul giornale del 01 febbraio 2012 - 1419 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, italia dei valori, idv senigallia, stefano canti, centrale turbogas

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Mi sembra strano che l'ARPAM non debba monitorare la compatibilità ambientale, un soggetto privato vuole realizzare un opera è giusto che un organo tecnico-scientifico statale dia un parere. E poi scusate se la centrale non si farà lì perchè non la volete ma necessita (nessuno spende soldi a vanvera) dove secondo voi andrebbe fatta ? Visto che siete preparati date delle alternative. Ciclo combinato spiegatelo cosè.....rendimento di quanto si consuma e cioè gas metano (il più sicuro e pulito attualmente) fino al 56 % contro un 30% di una centrale termoelettrica tradizionale. Oltre al fatto che il calore residuo può essere convogliato alle abitazioni o fabbriche in zona per il riscaldamento evitando che loro accendano i propri bruciatori (magari a gasolio che producono molte più polveri sottili). Non sto a scrivere molto ma do questa mia personale considerazione.... dire no a tutto quello che spaventa al cittadino senza guardare al futuro di sicuro porta voti ma non crea futuro e poi sono curioso di sapere a chi volete scaricare la centrale. Noi italiani abbiamo il difetto di guardare il nostro orticello che deve essere bello e ce ne freghiamo degli altri che magari si tengono in casa anche centrali a carbone (come in Umbria, e lì è tutto caratteristico) per darci energia. Se viviamo di energia tutti, tutti devono dare il loro contributo cercando ovviamente di rispettare l'ambiente nel miglior modo possibile.




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