Sarà Twitter il social network del futuro? Intervista con Luca Conti

Luca conti 3' di lettura 10/02/2012 - Cresce sempre più l'interesse verso il social network Twitter, lo si vede anche da come ci seguono i nostri lettori. Abbiamo intervistato Luca Conti, senigalliese ed autore del libro Twitter al 100%. Comunicare, creare relazioni, divertirsi per Hoepli.

Negli ultimi mesi aumentano più in fretta i "follower" dei nostri giornali su twitter che i "mi piace" su facebook. Come è possibile che un social network minimale come Twitter abbia tanto successo?
"Twitter risponde a varie esigenze informative e di comunicazione di un gruppo variegato di utenti. Può fare presa su chi vuole sapere le ultime dei suoi beniamini (sportivi, cantanti, attori, personaggi della tv) direttamente dalla loro voce, vedi il fenomeno Fiorello, oppure può voler dire la sua e partecipare alle conversazioni sull'attualità o durante la visione di un programma di prima serata, confrontandosi con gli altri utenti. Non è necessario dover scrivere qualcosa per divertirsi con Twitter e seguo le fonti che preferisco, qualsiasi esse siano".

Edizioni Vivere rilancia su Twitter solo una selezione delle proprie notizie, per non creare un effetto "spam" che infastidisca i lettori. La maggior parte dei giornali invece preferisce veicolare su Twitter tutte le proprie notizie. Che ne pensi, da esperto di comunicazione e da lettore?
"Penso che VS segua la strada giusta, seguita anche da grandi giornali internazionali. In genere c'è un flusso dove passa tutto e altri flussi tematici curati, ovvero filtrati come fa Vivere Senigallia. Personalmente non amo chi spara un messaggio ogni 5 minuti e non seguo questo genere di profili, che trovo noiosi".

Ci sono altri metodi con cui la stampa, specie locale, può interagire con i social network e Twitter in particolare? Puoi farci degli esempi?
"Può integrare Twitter sul proprio sito, con un box (widget in gergo) dove far apparire tutti i messaggi (tweet) che riguardano una lista di utenti o una parola chiave calda (di questi giorni #neveurbino o #neveroma sono andati alla grande). Questa tecnica è usata da L'Unità, dal Fatto quotidiano e da altri giornali. Il Mattino di Padova ha raccolto i tweet su Volunia, il progetto web lanciato proprio a Padova nei giorni scorsi".

E' soprattutto a causa di Twitter che è nata la moda degli shorturl. Quale è il loro vantaggio? Ci sono altri esempi di shorturl personalizzati come il vivere.biz che adotta Edizioni Vivere?
"Bit.ly è probabilmente il più noto e anche vivere.biz potrebbe usarlo (come motore interno) per tenere statistiche dei click e altri numeri interessanti. Il vantaggio sta nell'occupare meno caratteri in un messaggio che non può superare i 140 caratteri e aggiungere elementi di metrica, come riferimento sopra. New York Times, Economist hanno un loro shorten, usato anche come branding".

Perché un lettore di Vivere dovrebbe iscriversi a Twitter se non lo ha già fatto?
"Per ricevere informazioni in tempo reale dalle fonti che preferisce (Vivere Senigallia, i propri amici, altri giornali, giornalisti, istituzioni, associazioni, aziende, personaggi pubblici, aeroporti, ecc.) e dire la propria condividendola con gli altri, ma non è obbligatorio farlo".

Che apporto può dare Twitter al'informazione iperlocale?
"Offrire una piattaforma affidabile e centrale nel real time web per avere visibilità su un motore di ricerca del tempo reale sempre più usato ed efficace, oltre a incontrare un pubblico sempre più vasto, in un ambiente dinamico e curioso di novità e di notizie".








Questa è un'intervista pubblicata il 10-02-2012 alle 13:41 sul giornale del 11 febbraio 2012 - 2326 letture

In questo articolo si parla di attualità, michele pinto, riccardo silvi, luca conti, intervista

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Onestamente ancora non mi sento di iscrivermi anche su Twitter: già ho poco tempo da dedicare a cose extra lavoro/famiglia.
Già Facebook, che sfrutto a 'mo di database di conoscenze, è più che sufficiente.
Temo l'eccesso, cioè che troppe fonti di collegamento "alternativo" tra persone possano arrivare (e spesso già fanno) al paradosso di una minore interrelazione diretta tra la gente.

..... ma è una tristezza Twitter ed è anche un pò noioso, se facebook lo uso quotidianamente twitter in 4 anni lo aperto 3 volte......




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