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“Musica a palazzo”: opera e concerti nei palazzi storici

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da Fondazione “Alessandro Lanari”

Fondazione “Alessandro Lanari”

Si apre a Jesi domenica 15 aprile “Musica a Palazzo”, una raffinata e intrigante iniziativa culturale che apre le porte dei luoghi storici e architettonici più importanti della Città per programmare all’interno dei loro più bei saloni appuntamenti musicali di alta qualità.

Prodotta dalla Fondazione “Alessandro Lanari” e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Jesi, in collaborazione con vari soggetti istituzionali pubblici e privati - tra cui la Provincia di Ancona, la Diocesi di Jesi e la Fondazione “Federico II Hohenstaufen” - l’iniziativa è originale nei contenuti e innovativa nella formulazione di proposta: di carattere musicale e con forte implicazione di ordine storico e artistico, Musica a Palazzo si snoda per quattro domeniche in successione dal 15 aprile al 6 maggio tra i “Saloni delle feste” di dimore storiche eccellenti: Ripanti, Pianetti Tesei, Baldeschi Balleani, Signoria.

Una nuova, preziosa Rassegna musicale – per la Direzione artistica di Gianni Gualdoni - il cui raro Cartellone offre un repertorio non consueto, di profondo stimolo culturale; le serate - tutte ad ingresso libero - sono dislocate nei saloni dei Palazzi suddetti, prestigioso patrimonio architettonico della Città di cui si richiama in tal modo l’uso delle origini in quanto sedi storiche privilegiate di incontri d’arte musicale di qualità: ciascun appuntamento sarà aperto da una breve introduzione discorsiva in merito alle peculiarità del palazzo medesimo, a cura di studiosi specialisti del settore.

Tra gli eventi in programma, concerti di rara esecuzione con interpreti di grande valore e riconoscimento internazionale e anche l’opera, che chiude la Rassegna il 6 maggio con il divertentissimo intermezzo buffo “La Dirindina” di Domenico Scarlatti, appositamente allestito nella Sala Maggiore del Palazzo della Signoria quale richiamo alla radice storica teatrale del luogo, prima sede in Città adibita ad uso di rappresentazione di spettacolo già nella seconda metà del XVI secolo.

Inaugura invece il Cartellone, domenica 15 aprile a Palazzo Ripanti alle ore 17.30, la virtuosa internazionale del flauto Elena Cecconi, artista prestigiosa invitata abitualmente dalle maggiori istituzioni musicali internazionali, dall’Europa al Giappone, dagli Stati Uniti alla Russia: suona un flauto Haynes d’oro appartenuto a Severino Gazzelloni ed un flauto d’ebano G.H. Hüller del 1930, in un repertorio che attraversa le epoche e gli stili, con titoli dei compositori più significativi dal Barocco al Novecento. Ingresso libero. Info: 338-8388746.

Palazzo Ripanti Nuovo, 15 aprile ore 17.30: FLAUTO RECITAL Viaggio nel mondo del flauto
Musiche di Bach, Telemann, Gluck, Kuhlau, Mercadante, Debussy, Ferroud
ELENA CECCONI Flauto

Un repertorio virtuosistico che attraversa le epoche e gli stili, con titoli dei compositori più significativi dal Barocco al Novecento. Un Recital raro, perché sono davvero pochi in tutto il mondo i concertisti che accettano di eseguire un intero programma di flauto solo.

Palazzo Pianetti Tesei, 22 aprile ore 17.30: CANTATA BAROCCA La meraviglia della Voce
Musiche di Vivaldi, A. Scarlatti, Platti, Araja*, Galuppi, Haydn
* Prima esecuzione in epoca moderna
ENSEMBLE “NOVO INCANTO”: ANGELO BONAZZOLI Sopranista, ANDREA ZEPPONI Clavicembalo, PERIKLI PITE Violoncello

Alcune delle più belle cantate dei principali autori dell’epoca, con la voce oggi desueta del sopranista -autentico protagonista dell’estetica e della mondanità del barocco musicale- la cui qualità “di artificio” ricrea atmosfere di profonda raffinatezza e coinvolgimento emotivo, attraverso l’espressività della poetica di “maraviglia” tipica del periodo. Nel ricco programma del concerto spicca anche una partitura di Francesco Araja, riscoperta e proposta in prima esecuzione moderna a Jesi. Angelo Bonazzoli inizia la formazione musicale a 10 anni; dai 16 si dedica al canto come sopranista-contraltista con Gilberto Del Chierico, rivolgendo particolare attenzione al recupero del repertorio barocco sacro e profano dei castrati. Diplomato nel 2006, si perfeziona con William Matteuzzi, Alberto Zedda, Fabio Biondi, Angelo Manzotti. Intensa l’attività esecutiva, concertistica e scenica, presso i più importanti enti musicali e teatrali specialistici.

Palazzo Baldeschi Balleani, 29 aprile ore 17.30: MAGICHE VIBRAZIONI Lo strumento incantato
Musiche del repertorio internazionale per vibrafono
MARCO PACASSONI Vibrafono

Strumento nato nel ‘900 e in breve esploso al più variegato uso artistico grazie alle sue particolari sonorità rarefatte che sembrano evocare una dimensione magica, il vibrafono si afferma negli ambienti del jazz e della musica leggera, ma è molto apprezzato anche dalla musica d’arte: in programma brani della tradizione jazz e di autori contemporanei come Metheny, Corea, Gillespie, Shorter e dello stesso Pacassoni.

Marco Pacassoni, fanese, è un riconosciuto talento e virtuoso del vibrafono. Titoli accademici “cum laude” al Conservatorio di Pesaro -e altrettanto al prestigioso Berklee College of Music di Boston- vanta innumerevoli borse di studio da istituzioni musicali internazionali e perfezionamento con maestri dello tra i maggiori al mondo: da Daniele Di Gregorio a Ed Saindon, a Victor Mendoza, fino a Gary Burton, considerato il vero padre del vibrafono moderno. Aperto ai vari generi musicali, Pacassoni si esibisce da solista e in diverse formazioni.

Palazzo della Signoria, 6 maggio ore 17.30: LA DIRINDINA Opera buffa
Libretto di Girolamo Gigli, Musica di Domenico Scarlatti
PAOLA QUAGLIATA Dirindina, ANGELO BONAZZOLI Liscione, LUCIO MAUTI Don Carissimo
Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale delle Marche, Regia Gianni Gualdoni

Deliziosa composizione che sta alle origini del genere oggi noto come opera buffa, questa “farsetta per musica” delinea in pochi tocchi il colorito ambiente musicale settecentesco: c’è Don Carissimo, un maestro di cappella sciocco, pedante e bacchettone; la sua allieva Dirindina, giovane cantante tanto ambiziosa quanto mediocre; Liscione, “evirato cantore” abile e spregiudicato. Scritta nel 1715 per il Teatro “Capranica” di Roma, quali intermezzi per l’opera seria di Domenico Scarlatti “Ambleto”, venne fermata all’ultimo momento dalla censura a causa del testo -del celebre drammaturgo toscano Girolamo Gigli-perché costituiva un’acuminata satira della società del tempo. Con realismo e sarcasmo, il racconto scenico tratteggia un mondo nei suoi aspetti più cinici e ridicoli del costume sociale, con tutta la sua ipocrisia morale; ma anche convenzioni, vizi e degenerazioni del teatro musicale: costituendo un importante testo di riferimento per Benedetto Marcello e il suo celebre pamphlet “Il teatro alla moda”, pubblicato nel 1720.



Fondazione “Alessandro Lanari”

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-04-2012 alle 12:41 sul giornale del 05 aprile 2012 - 1821 letture

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