Montemarciano: due 'Casette d'acqua', obiettivo incentivare l'utilizzo dell'acqua pubblica

Acqua 3' di lettura 05/04/2012 - Nei giorni scorsi sono state posizionate nel territorio del Comune di Montemarciano due “Casette dell’Acqua”. Si tratta di due strutture in cui l’acqua dell’acquedotto viene filtrata e distribuita al pubblico in maniera naturale o gassata, allo scopo di incentivare l’utilizzo di acqua pubblica – che nel nostro territorio ha tutti i crismi di “acqua minerale” ma su cui talvolta pesano ancora ingiustificati pregiudizi – e di ridurre la produzione di rifiuti di plastica, oltre che l’inquinamento per la produzione delle bottiglie, il loro trasporto, ecc.

Le due Casette dell’Acqua, realizzate dall’azienda italiana leader nel settore degli impianti ed accessori per la spillatura di bevande e punto di riferimento importante a livello europeo, sono state collocate a Montemarciano nei Giardini Quincy-sous-Sénart ed a Marina in Piazza Michelangelo: due zone centrali e frequentate dei centri abitati principali del Comune per agevolare l’utilizzo delle stesse da parte della cittadinanza.

L’Amministrazione comunale è fiduciosa, sulla scorta di analoghe esperienze maturate anche in comuni limitrofi, che l’iniziativa andrà a raccogliere i favori dei cittadini, sia perché può rappresentare un’evidente fonte (mai termine fu più appropriato) di risparmio economico per le famiglie, e tutti sappiamo quanto di questi tempi ciò sia importante, sia perché sta crescendo in maniera costante e visibile la sensibilità ecologica della popolazione montemarcianese: prova ne è, ad esempio, l’innegabile successo della raccolta di rifiuti “porta a porta”, che nel giro di pochi mesi ha fatto sì che la percentuale di differenziazione triplicasse. L’auspicio è perciò quello che si metta in moto un circolo virtuoso che porti i cittadini a considerare una sana abitudine “farsi una passeggiata a piedi o in bici fino alla fonte”, cogliendo il controsenso che sarebbe l’usare l’acqua pubblica e prendere l’auto, inquinando, per farlo.

Del tutto fuori luogo è invece la polemica innescata dalla minoranza, di cui peraltro l’Amministrazione apprezza il consenso sull’istallazione delle “Casette”, e riguardante le strutture idrauliche sotterranee di Piazza Vittorio Veneto. Si tratta di tre cisterne che nel secolo scorso e fino al secondo dopoguerra consentivano lo sfruttamento attraverso una pubblica fontana di una falda acquifera che scorre sotto il capoluogo. Un insieme di strutture che ha certamente una grande valenza anche simbolica e che andrebbe quindi certamente recuperato sia per il suo valore storico e culturale che per quanto ha rappresentato per la vita sociale del capoluogo; tale recupero architettonico, tuttavia, molto difficilmente potrebbe portare ad un nuovo utilizzo funzionale dell’opera anche per via delle mutate esigenze ed i differenti standard qualitativi, come del resto si è già avuto modo di constatare per l’altrettanto storica Fonte Bella, posta nell’omonima via. Inoltre i costi di restauro non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli relativi al posizionamento ed all’entrata in funzione delle due “Casette”.

Nel primo caso è infatti ipotizzabile un costo di diverse decine se non centinaia di migliaia di euro e tra l’altro questo tipo di spesa, al di là della possibile sostenibilità o meno da parte dell’Ente, è ad oggi preclusa per via delle attuali e discutibili normative sui vincoli di bilancio, che vietano anche le operazioni di recupero del proprio patrimonio storico. Nel secondo caso parliamo invece di una cifra prossima allo zero. Con soddisfazione si constata tuttavia che sul piano generale del recupero urbano del centro storico – che come l’area ex Consorzio testimonia è da tempo nelle principali attenzioni delle amministrazioni che si sono susseguite alla guida del Comune – si può trovare con la minoranza un costruttivo terreno di confronto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2012 alle 14:26 sul giornale del 06 aprile 2012 - 2176 letture

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Dite che per andare a prendere l'acqua il cittadino potrebbe fare due passi allora potrebbe farli anche per portare nel centro raccolta presidiata anche carta, plastica/lattine e vetro. Anche questa è una fonte di risparmio oltre che la raccolta risulterà migliore in quanto selezionata dall'operatore. Forse non si fa perchè il CIR33 dice che con il Porta a Porta integrale si creano posti di lavoro; è vero ma anche vendendo l'acqua in bottiglie si creano posti di lavoro...ALLORA ?
Con l'installazione di queste casette, che a me come consumatore va bene, ma per chi vende acqua in bottiglia è come se il Comune mi facesse la concorrenza e sleale tra l'altro perchè utilizza i soldi delle tasse che anche questi venditori pagano per togliergli il lavoro. Quindi se vogliamo intraprendere la strada del risparmio e dell'ottimizzazione questa va fatta a 360 gradi e non una parte si e l'altra no. Basta vedere come funzionano bene Serra dè Conti e come sta andando bene anche Corinaldo incentivando la popolazione a portare il differenziato trasportabile nel centro raccolta. Coinvolgere anche i supermercati a fare raccolta incentivandoli cosicchè il cittadino prima di fare la spesa deposita il differenziato (meno strada da percorrere e poi pesa meno quello che si butta che quello che si acquista...se qualcuno avesse da ridire).

L'utente 55727223 ha scritto: " per chi vende acqua in bottiglia è come se il Comune mi facesse la concorrenza e sleale tra l'altro perchè utilizza i soldi delle tasse che anche questi venditori pagano per togliergli il lavoro"

Poverine... ora ci preoccupiamo anche delle multinazionali dell'acqua imbottigliata, come se non facessero già lucrosi guadagni alle nostre spalle sfruttando i costi ridicoli delle concessioni statali.

Potrei consigliare un paio di libri sull'argomento acqua: 1) http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__qualcuno_vuol_darcela_a_bere.php

2) http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__valore-dell-acqua.php

Non sei obbligato a comprare l`acqua in bottiglia ma non arrivare alle multinazionali ma pensa ai negozianti. Per quel che mi riguarda io ho un impianto di depurazione quindi non mi muovo neanche da casa. Dove invece volevo arrivare è sulla differenziata che viene gestita all'esatto opposto del concetto espresso per l`acqua. Come mai ? Forse ci sono troppi interessi dietro ed è meglio che giri più denaro ? Poi siete i primi a parlare male delle multinazionali dell'acqua ma in questo caso, come ti ho dimostrato posso scegliere, nel caso della raccolta differenziata il cittadino è costretto a prenderequello che il comune con il cir33 decidono. Perché i comuni non presentano vari costi ai cittadini sulla base divarie tipologie di raccolta affinché la maggioranza decida ? La completa gestione del rifiuto sarà a totale costo del cittadino ese permetti voglio decidere.

Poi non bastava una semplice fontana ? Mi sembra che la Multiservizi in base alle analisi risulti che l'acqua al rubinetto sia ottima quanto quella in bottiglia (direi meglio) pertanto spesa inutile o per fare propaganda ? Mettere quel sistema di mineralizzazione come detto sopra è come "fare concorrenza" perchè se un cittadino vuole una minerale o gassata invece di andarla a comprare va lì a spese della comunità.




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