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Editoriale

Amministrative 2012: Rizzitiello (Jesiamo), una vera ZIPA deve avere la fibra ottica

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da Daniel Rizzitiello
Jesiamo


Daniel Rizzitiello

La ZIPA di Jesi dovrebbe, e dico dovrebbe, perche´ ad oggi poco rimane di quella potente area industriale di 10 anni fa, garantire una certa sicurezza economica ai cittadini della Vallesina ed oltre che svolgono il proprio lavoro nella industrie piu` o meno grandi situatevi. Eppure questa sempre presente crisi che ha indebolito se non distrutto il tessuto industriale della ZIPA, di sicurezze, ad oggi non ne da.

Che fare dunque? Le amministrazioni che si sono succedute, l'ultima in particolare, il Ministero dell'Abbondanza di Jesi (o Minabbon in neolingua) che distribuisce mele digitali ha sempre sviluppato una politica incentrata sulla bassa manovalanza, pensando che nel ventunesimo secolo la gente ancora pieghi il ferro, trasporti bancali a mano e raccolga barbabietole, esattamente come 10 anni fa e piu´. Del resto queste persone non hanno la piu´ pallida idea di quali siano i lavori del futuro (presente) che molte piccole e medie aziende incentrate sullo sviluppo del software hanno coraggiosamente e faticosamente iniziato nella nostra ZIPA. Cosi come leggendo in giro in tutti i programmi di partiti e liste civiche nessuno abbia veramente idea di cosa significhi pensare ad una ZIPA nuova e con nuovi requisiti. Ma quali sono le reali necessita' di chi compie un lavoro in ambito informatico di sviluppo software, ad oggi uno dei pochi che possono ancora risollevare le sorti dell´Italia e sicuramente di Jesi? Il primo requisito e' una connessione ad altissima velocita' come la fibra ottica. Tale fibra e' disponibile sotto forma di cavi, flessibili, immuni ai disturbi elettrici ed alle condizioni atmosferiche più estreme, e poco sensibili a variazioni di temperatura. Vengono comunemente impiegati nelle telecomunicazioni come mezzo trasmissivo di segnali ottici anche su grandi distanze ovvero su rete di trasporto e nella fornitura di accessi di rete a larga banda cablata (dai 10 Mbit/s al Tbit/s usando le più raffinate tecnologie WDM).Mi sono dunque informato leggendo in internet quando la messa in posa nella ZIPA fosse attivata, nel sito si legge chiaramente che in tutti i lotti questa cosa sara' da realizzare. E chiaramente chissa quanti altri decenni ci vorranno prima che qualcuno si renda conto della necessita' immediata di risolvere la questione.

Io mi sono preso a carico anche questa annosa questione e combattero' per realizzarla facendo sedere al tavolo delle trattative, comune, regione e aziende di telecomunicazioni interessate ad entrare nel mercato di Jesi.

Mi immagino gia' che mio nonno storcera' il naso dicendo che "Danie statte zitto, sai che casi' buca' tutte ste strade". No nonno, non ti preoccupare, grazie alla recente tecnica di messa in posa tramite scavo in minitrincea, permette una drastica riduzione dei tempi e costi di costruzione dei cavidotti in fibra ottica. Lo scavo è rettilineo con raggi di curvatura ridotti al minimo, largo da 5 a 10 a 15 cm e profondo dai 30 ai 45 cm, realizzato a secco con un'incisione netta dell'asfalto tramite idonee frese a disco, evitando di lesionare la strada e l'interramento dei cavi ad alcuni metri di profondità, come era richiesto in passato.

La mini trincea è una tecnica utilizzata per la posa di 4 monotubi su strade periferiche o lungo le strade provinciali; permette l’esecuzione contemporanea di fresatura del manto stradale, posa dei monotubi e riempimento con miscela cementizia.

I tempi di posa e riasfaltatura sono limitati ad alcune ore in un'unica fase per km di cavidotto. Rispetto alle tecniche tradizionali, la minitrincea offre una riduzione stimata fino all'80% i costi socio-ambientali in termini di disagi per i cittadini e per le amministrazioni (polveri, ingombro e rumorosità dei cantieri).

Dunque quello che rimane da fare e' di sviluppare un nuovo Metrocore, come fu fatto a Pisa come esperimento. La rete civica di Pisa infatti collega la sede nazionale del CNR all'Università di Pisa. Ad essa sono allacciate anche la Questura, il Comune e le utenze private. Si tratta di una rete fotonica in fibra ottica che amplifica di circa 10 volte la banda disponibile, "colorando" i bit d'onda in modo da ampliare l'informazione trasportata.

Raggiunge velocità intorno ai 10 gigabit/sec. Perche' a Jesi non possiamo avere una soluzione del genere fondamentale per il nuovo sviluppo della zona industriale?
Non ci sono i soldi? Vi ho gia' proposto un metodo nel precedente articolo per risparmiarli tramite il quasi azzeramento delle spese telefoniche da reinvestire nella fibra ottica, senza contare i soldi di regione e dell'Europa per progetti del genere.

Ma vogliamo smettere di pensare che un vero lavoro si faccia ancora piegando la schiena davanti ad un tornio, oggi i paesi dell'Est propongono condizioni economiche migliori per farlo, noi a Jesi, sviluppiamo i software usando la mente ma avendo una rete ad alta velocita' adeguata per farlo.

Ed io, come candidato di JeSiamo combattero' questa battaglia perche' credo in questa tecnologia ed in questo futuro.

P.s. il 26 Marzo,a Pisa, sono riusciti a sviluppare una tecnologia che permette di raggiungere su fibra ottica la ragguardevole velocità di 1 Terabit al secondo su un solo canale. Un record mondiale. A Jesi abbiamo investito i soldi per comprare le biciclette, cosi ci andiamo a lavoro alla ZIPA (no, neanche quello).



Daniel Rizzitiello

Questo è un editoriale pubblicato il 06-04-2012 alle 22:06 sul giornale del 07 aprile 2012 - 1654 letture