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Amministrative 2012: Prc, leciti i finanziamenti degli sponsor, ma è giusto che i cittadini sappiano chi siano

rifondazione comunista prc 4' di lettura 07/04/2012 - Rispondiamo brevemente al M5S per dare ai cittadini la possibilità di comprendere anche le nostre ragioni. Nei giorni scorsi Daniela Cesarini, la nostra candidata Sindaco, ha annunciato che prima delle elezioni avrebbe reso pubblico il bilancio della sua campagna elettorale, indicando la provenienza delle entrate e la natura delle uscite. Inoltre ha invitato gli altri candidati Sindaco a fare altrettanto.

Bene, ci sorprende che proprio il M5S, che da sempre inneggia alla trasparenza, tanto da averne fatto un cavallo di battaglia nel caso dell’accesso agli atti amministrativi, si sia sentito offeso da questa nostra richiesta, bollata addirittura come “suicidio politico”. Una richiesta che invece noi qui intendiamo rivendicare come questione politica. Per almeno tre motivi.

Primo. Di fronte al proliferare di gigantografie patinate dal sapore berlusconiano e di nuove sedi elettorali, sorte d’improvviso nelle zone nevralgiche della città, pensiamo che sia una questione politica chiedersi chi paga tutto questo. Perché è bene che i cittadini sappiano prima di andare a votare se i candidati una volta eletti avranno le mani libere in Consiglio Comunale o se viceversa dovranno rendere conto a qualche lobby o ai grossi finanziatori locali della loro campagna elettorale. Sia chiaro: il finanziamento privato ai partiti, anche attraverso ingenti somme, è del tutto legittimo; chiediamo solamente che sia fatto alla luce del sole, in modo che i cittadini elettori possano venire a conoscenza di eventuali sponsor dei loro candidati. Tanto per fare un esempio, noi riteniamo che ricevere un grosso contributo da parte di un costruttore edile locale abbia delle ripercussioni politiche diverse su di un partito rispetto alla raccolta di decine di piccole sottoscrizioni da parte di dipendenti pubblici, operai, studenti, lavoratori precari, pensionati.

Secondo. Noi di Rifondazione Comunista siamo per una politica vera, che scende in piazza, che dialoga con i cittadini, che costruisce quotidianamente pezzi di integrazione sociale, ad esempio allestendo doposcuola e corsi di italiano per stranieri nei quartieri ghettizzati. Queste sono le cose in cui crediamo e in cui da tempo abbiamo deciso di investire le nostre pur esigue risorse. Siamo contrari al consumismo pubblicitario di certe campagne elettorali, fortemente invasive, che puntano tutto sull’immagine, in modo da allestire dei partiti di plastica che dureranno due mesi, giusto il tempo di incamerare i voti. Per questo chiediamo che i cittadini possano conoscere prima di votare come e quanto i candidati hanno speso per la loro campagna elettorale.

Terzo. Rinnoviamo a tutte le liste l'invito ad aderire alla pubblicazione delle entrate e delle uscite per la campagna elettorale in corso perché in tempo di crisi ci sembra utile che i cittadini sappiano come i futuri amministratori della città gestiscono le loro private risorse economiche. Per quanto ci riguarda noi di Rifondazione Comunista ci impegniamo a fare una campagna elettorale all’insegna della sobrietà, nel rispetto di tutti i cittadini colpiti dalla crisi economica. Di fronte alla cassa integrazione, al precariato, ai licenziamenti, al taglio delle pensioni ci vuole rispetto. E nel caso di una campagna elettorale questo significa scegliere di non sperperare risorse in vetrine tirate a lucido, gigantografie patinate, magliette o altre trovate pubblicitarie che durano lo spazio di un giorno. Noi preferiamo percorrere la via meno invasiva ma più vera del rapporto diretto con le persone, del contatto con i quartieri, del dialogo. Nei prossimi giorni daremo il via ad una campagna elettorale popolare e low cost. Perché in tempo di crisi la buona amministrazione comincia da una campagna elettorale sobria.

Due parole infine sugli altri punti sollevati dai grillini. Per quanto riguarda la questione dei rimborsi elettorali siamo alla pura demagogia. Cosa c'entrano i rimborsi elettorali regionali, che rispondono ad una normativa nazionale, con la nostra richiesta di trasparenza dei bilanci delle elezioni comunali? Vogliamo parlare della necessità o meno di eliminare i rimborsi elettorali? Facciamolo, ma non c'entra niente con l'argomento di cui stiamo trattando. Un conto è il rimborso elettorale che è una diretta conseguenza di una legge statale, giusta o ingiusta che sia; un conto è un contributo economico dato da privati ad una lista elettorale cittadina. Ripetiamo: un contributo privato spontaneo non è illecito, ma politicamente rilevante. Infine, vogliamo tranquillizzare i nostri elettori.

Nonostante le insinuazioni del M5S, è escluso un nostro presunto accordo con gli ex alleati del centro-sinistra in fase di ballottaggio. Abbiamo deciso di non appoggiare Melappioni perché, secondo noi, non rappresenta nessuna discontinuità con il Sindaco uscente, oltre ad essere stato il nostro rivale alle precedenti Amministrative. Ci chiediamo, cosa può essere cambiato in questi pochi anni? I nostri elettori possono stare sereni, non ci sarà nessun tipo di accordo con il centro-sinistra. Abbiamo un programma, basato sui Beni Comuni, che ci differenzia e che apre le porte ad un nuovo modo di amministrare la città.


   

da Prc Jesi
Circolo K.Marx





Questo è un articolo pubblicato il 07-04-2012 alle 12:16 sul giornale del 10 aprile 2012 - 1032 letture

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