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comunicato stampa

Amministrative 2012: Rizzitiello (Jesiamo), car-sharing come idea per una reale nuova mobilità

5' di lettura
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da Daniel Rizzitiello
Jesiamo


Daniel Rizzitiello

A parlare di investire nuove ingenti consulenze (che tanto i soldi il comune non li ha) per ristudiare da zero la mobilità di Jesi privata e pubblica; pagare per un anno gli autobus per farli girare vuoti, perché tanto è un problema di mentalità di Jesi se ancora non si fosse capito, non risolverebbe praticamente nulla.

Nessuno dei partitelli nel suo programma ha inserito correttamente la settimana europea della mobilità ne un reale uso del carsharing, del resto bisognerebbe sbattersi e non poco per entrare in questa iniziativa e chi ha voglia di farlo?

Immaginiamo però che Napoleon e Palla di Neve non riescono ad imporsi alle amministrative e quindi vince un volto nuovo, come può essere una lista civica. Che accade dunque? Che useremo nuove idee già adottate in altre città, all`estero in particolare dove il car sharing è divenuto ormai di uso comune.

Mi sono quindi informato su wikipedia e riporto le informazioni essenziali: il car sharing infatti (dall'inglese auto condivisa o condivisione dell'automobile) è un servizio che permette di utilizzare un'automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio vicino al proprio domicilio, e pagando in ragione dell'utilizzo fatto.

Questo servizio viene utilizzato all'interno di politiche di mobilità sostenibile, per favorire il passaggio dal possesso del mezzo all'uso dello stesso (cioè all'accesso al servizio di mobilità), in modo da consentire di rinunciare all'automobile privata ma non alla flessibilità delle proprie esigenze di mobilità. L'auto, in questo modo, passa dall'ambito dei beni di consumo a quello dei servizi. Tipicamente si tratta di un servizio commerciale erogato da apposite aziende (e quindi che crea lavoro), spesso con l'appoggio di associazioni ambientaliste ed enti locali.

Visto il notevole beneficio che una comunità urbana ottiene con tale servizio, i Comuni (di concerto con le aziende di trasporto pubblico locale) tendono in genere a favorirne l'uso, con importanti agevolazioni quali, ad esempio: l'uso delle corsie preferenziali e l'accesso gratuito alle ZTL; la sosta gratuita in centro; la possibilità di circolare anche in periodi di limitazione del traffico (es. targhe alterne, blocchi della circolazione per superamento delle soglie inquinanti ecc.).

Inoltre quando si possiede un'auto privata, gran parte dei costi relativi sono tendenzialmente indipendenti dall'utilizzo che se ne fa: acquisto, manutenzione, assicurazione, tasse. Chi possiede un'auto tende spesso a percepire solo i "costi vivi" (carburante, pedaggi, sosta) o al massimo quelli relativi all'usura (gomme, freni ecc.), visto che i costi fissi non possono essere evitati. Questo porta a sottovalutare il costo dell'utilizzo dell'auto, e quindi ad utilizzarla più di quanto sia opportuno anche dal punto di vista del proprio bilancio individuale o familiare (o aziendale). Il possesso di un'automobile implica, oltretutto, il costo di acquisto e la svalutazione al momento della vendita, oltre agli ovvi rischi di furto o danneggiamento. L'auto condivisa rende invece i costi relativi all'uso dell'auto prevalentemente dipendenti dall'utilizzo, distribuendo invece i costi fissi tra più persone in modo da abbattere significativamente la quota di costo fisso sostenuto da ogni utente. In tal modo si percepisce il vero costo dell'auto ogni volta che si deve decidere di usarla (o, viceversa, l'effettivo risparmio che si otterrebbe non usandola). Di conseguenza, usare un'auto in condivisione invece che una di proprietà tende a ridurre l'utilizzo che se ne fa.

Ricordo inoltre che nel gennaio 2007 il Ministero dell'Ambiente ha coordinato la prima riunione del Tavolo Nazionale per la Mobilità Sostenibile, confermando che nella legge finanziaria del 2007 è stato inserito un fondo per la mobilità sostenibile di 90 milioni di euro annui per il triennio 2007-2009. A tali somme si aggiungono circa 200 milioni di euro l'anno per il triennio 2007-2009, dal fondo rotativo di Kyoto, ed altre somme derivanti dai fondi europei per ricerca e innovazione.

Nel 2012 la Comunita Europea sta incentivando moltissimo la mobilità sostenibile ed i Finanziamenti sono spesso un tema centrale. La Commissione Europea lavorerà infatti per rendere più accessibili le fonti di finanziamento UE con un occhio anche ai bisogni di finanziamento futuri. Preparerà anche un documento guida sulla mobilità urbana sostenibile e uno studio sulla efficacia ed efficienza delle differenze soluzioni di tassazione del trasporto urbano. Le campagne di informazione, educazione e di crescita di consapevolezza (per es. la Settimana Europea della Mobilità) giocano un ruolo importante nella creazione di una nuova cultura della mobilità urbana. Per questo la commissione continuerà a finanziare le organizzazioni che le promuovono.

Jesi con una giunta ed un sindaco nuovo del mondo della politica (e quindi senza le manette del partito), che realmente vuole il bene della città e con un assessore alla viabilità competente (e perché no anche della cultura) potrebbe aderire alla Settimana Europea della Mobilità e ricevere quindi ingenti benefici.

Qui tutte le informazioni http://www.mobilityweek.eu/

Abbiamo fatto una cosa simile con le biciclette, le piste ciclabili però non le abbiamo ma le strade si (che stanno sistemando in questi ultimi giorni pre elezioni!).

Jesi oggi è la Fattoria degli Animali, quattro zampe (ruote) buono, due zampe cattivo.
Cambiamo Fattoria.



Daniel Rizzitiello

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2012 alle 15:33 sul giornale del 20 aprile 2012 - 2323 letture