x

Amministrative 2012: Punzo (Patto per Jesi), spieghiamo meglio cosa rappresenta Melappioni

Alfredo Punzo 12' di lettura 25/04/2012 - È ormai da alcune settimane che – con i miei amici di Patto x Jesi e di Jesiamo - ci stiamo impegnando per cercare di focalizzare questa campagna elettorale sui bisogni reali dei cittadini di Jesi.

Per coinvolgere nella discussione anche gli altri candidati sindaco abbiamo provato persino ad essere provocatori; non è stato trascurato – ne abbiamo fatto addirittura un tema “centrale” – la credibilità personale dei candidati sindaco e consigliere. Perché riteniamo che la “credibilità” in politica sia un valore assoluto, proprio in forza del fatto che, al di là di quello che si racconta nei programmi, difficilmente una persona, una volta eletta, farà cose molto diverse da quelle ha sempre fatto fino a quel momento.

Sulla qualità del personale politico ci siamo particolarmente spesi. Non solo abbiamo messo il merito e la competenza tra le caratteristiche indispensabili per essere un candidato nelle nostre liste, ma abbiamo dato vita con Massimo Bacci a quella che abbiamo chiamato “operazione trasparenza”.

Che è fatta di molte cose. Cose che, più di mille parole, fanno capire cosa intendiamo quando diciamo che a Jesi un’altra politica è possibile. Cose come “mettere in piazza” la storia del candidato sindaco, ovvero chi è, che fa nella vita, quali sono i suoi redditi e come li ottiene, le posizioni pubbliche ricoperte ed i risultati ottenuti in quelle posizioni. Oppure, cose come far conoscere alla cittadinanza – prima delle elezioni, così la gente può regolarsi – chi saranno le persone che, eventualmente, comporranno la squadra del sindaco all’indomani di una possibile vittoria, cioè i suoi assessori. E abbiamo spiegato anche che la scelta è stata e sarà una prerogativa assoluta del candidato Sindaco e non il frutto delle solite “trattative infinite” – per giunta dopo il voto - tra le singole liste o tra di esse ed il candidato Sindaco come invece le segreterie dei partiti di questo sistema “malato” ci hanno abituati da sempre. E, nel momento in cui scrivo, siamo già a tre indicazioni sulle sei complessive, ed andremo avanti così! Niente di più chiaro di questo – ne converrete – per ribadire che “la politica dei posti”, che sempre ha imperversato a Jesi come dappertutto, non ci appartiene! Al suo posto, nella nostra cultura – prima civile e solo dopo politica - c’è invece la trasparenza del patto con gli elettori: che è fatta da programmi chiari e dall’indicazione delle persone che li realizzeranno, persone selezionate in base all’adeguatezza a quei programmi sia delle loro motivazioni che delle loro caratteristiche come la competenza, la serietà ed il merito.

Reazioni? Praticamente – al di là di qualche mormorio allusivo e polemico – niente di niente!

In verità, soprattutto per il bene della città, auspicavamo che ci fosse – invece - una qualche reazione. Magari un pochino diversa dal solito “appiccicare etichette” che servono solo a “ungere” l’avversario con marchi generici e gratuiti quanto infondati, calunniosi e fuorvianti; come definire Massimo Bacci una volta uomo di destra, un’altra volta “seguace di Berlusconi” o, un’altra volta ancora, travisarne un’opinione di merito sull’inadeguatezza del mettere un infermiere ai lavori pubblici in un infamante giudizio classista …

La scorrettezza di questo modo di fare politica è evidente: “la calunnia è un venticello” e qualsiasi cosa tu dica o faccia per smentirla - nel corso di una campagna elettorale poi … - riesci solo ad amplificarne il danno soprattutto perché le calunnie sono prive di argomentazioni, completamente gratuite, non verificabili e perciò non confutabili!

Insomma auspicavamo un sussulto di dignità specialmente dal nostro avversario principale – sarebbe ipocrita non confessarlo – Augusto Melappioni e la coalizione dei “magnifici sei” – si, i partiti del centrosinistra che lo sostengono, gli stessi che hanno governato questo comune negli ultimi 30 anni.

La reazione non c’è stata e dubitiamo fortemente – ormai – che ci sarà. E l’abbiamo visto anche lunedì scorso in IIa circoscrizione, alla manifestazione organizzata dalle categorie produttive del territorio per mettere a confronto gli otto candidati sindaco sulle problematiche dello sviluppo e del lavoro. Anche ieri, un mare di chiacchiere, qualche polemica e – quando a causa di una domanda “impertinente” si è finiti sul terreno della trasparenza - l’esibizione di un tipo di verginità, specialmente da parte di Augusto Melappioni, che ha rasentato l’offesa all’intelligenza degli elettori presenti.

Allora, ci siamo detti, che fare? Possiamo mai accettare che si faccia la solita campagna fatta di incontri nell’ombra, strette di mano, promesse e profferte di scorciatoie e prebende di ogni tipo, eludendo qualsiasi tema o confronto anche lontanamente vicino ai bisogni delle persone?

C’abbiamo pensato, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo risposti di no! E siccome su “quel terreno” non vogliamo scendere (non sapremmo – tra l’altro – nemmeno da dove cominciare), allora con l’operazione trasparenza andremo avanti noi. Anche per conto dei nostri avversari!

Perché è tempo – votanti e non dei partiti che fanno parte della coalizione che sostiene Augusto Melappioni – che apriate gli occhi e che vi assumiate le vostre responsabilità quando dovrete decidere, nonostante tutto, di accordargli il vostro consenso.

A scanso di equivoci, non abbiamo nulla di “personale” contro Augusto Melappioni. Soltanto e semplicemente non solo riteniamo che non sia adatto a fare il Sindaco di Jesi ma siamo profondamente convinti che è bene sia tenuto lontano da qualsiasi incarico pubblico in cui ci siano da gestire risorse e soddisfare bisogni. Perché, come capirete tra un attimo, abbiamo tutti “già dato”! E tanto!

Perciò, voglio illustrarvi una “case history” (che significa “storia esemplare”) del recente passato di Augusto Melappioni che – se vorrete capirla – ve ne delineerà esattamente le caratteristiche e vi farà capire molto chiaramente perché Melappioni NON È “il nuovo che avanza” MA È “il vecchio che dovrebbe arretrare”. Per voltare pagina. Per tentare di andare avanti.

Il titolo della “case history” è:


“All Together now: la buonuscita di un politico trombato (a spese dei soliti noti…)”
Questa storia inizia nel 2005, quando fu chiaro che Augusto Melappioni – 10 anni alla guida della sanità regionale ed assessore nella giunta regionale delle Marche dal 2000 al 2004 – non sarebbe stato ricandidato per la terza volta al rinnovo del consiglio regionale.

In questi casi, specialmente quando il “servizio” reso al partito viene ritenuto importante, le abitudini della partitocrazia, abitudini non scritte ma solidissime e soprattutto ancora in vigore, prescrivono che il politico - per così dire - “trombato” venga “accompagnato” (si dice così …) al congedo con l’omaggio di un qualche incarico molto ben remunerato e di tutto riposo in una delle tante aziende controllate o partecipate da Comuni, Province o la stessa Regione. Che volete fare, così “usa” …

E – bisogna dirlo (altrimenti non si capisce la “storia” che vi stiamo raccontando) – Augusto, effettivamente, “grandi servizi” negli anni della sua permanenza in Regione alla guida della Sanità regionale li aveva resi effettivamente al “sistema”: basti pensare che nel periodo in cui è stato assessore il valore delle spese per la Sanità nel bilancio della Regione Marche è “schizzato” dal 57% del 1999 all’84% del 2004.

E capite tutti cosa significa: siccome non abbiamo visto i servizi raddoppiare né in quantità né in qualità, una cosa del genere significa solo che la macchina politica che distribuisce la ricchezza di tutti (quella costituita dalle nostre tasse …) alle aree di elettorato ritenute più “affezionate” e politicamente più “remunerative” è stata ristrutturata a dovere, nei meccanismi e nelle persone. Perché, si sa, per noi italioti “quando c’è la salute c’è tutto”, o no?

Sta di fatto che la “melappionizzazione” della sanità regionale la stiamo ancora pagando oggi! E ancora la dovremo pagare … (a cosa pensate che servano cose come l’IMU …) dal momento che ancora tanto rende in termini elettorali alla parte che l’ha voluta e resa possibile! D’altra parte a Jesi la Sanità è la prima attività della città, per fatturato ed addetti …

Ma questo – ahimè – è un altro argomento del quale abbiamo già accennato sia in una pubblica manifestazione di Patto x Jesi nel corso di questa campagna elettorale che in altro articolo (Vivere Jesi del 16 Aprile) sull’ “ospedale modello” di Jesi.

Ritorniamo alla “case history”. Il “posto di lusso” ad Augusto glielo hanno confezionato apposta, in quel di Falconara, grazie al divino Carletti (l’allora sindaco di Falconara, altro noto soggetto della politica che infiniti lutti è costato – non agli Achei - ma alle nostre tasche, in termini di quattrini bruciati …) che lo “invita” a dirigere un ente nuovo nuovo, creato sul momento, per accorpare tutti i servizi comunali alla persona. E il nome di questo nuova società è … “Together” che in inglese significa “Insieme”.

Mò, a parte lo “sfottò” insito nel nome della società (“insieme” a chi e per fare che …), capite tutti che un comune piccolo come Falconara dovrebbe già avere tutto quello che serve in termini di risorse umane interne per mandare avanti la macchina dei servizi alla persona: in fondo, si tratta di gestire asili nido, mense scolastiche, assistenza agli anziani ed ai disabili … insomma, roba “normale” per la quale un ex assessore regionale è evidentemente sovradimensionato, soprattutto nel compenso che nel 2005 ammontava a ben 95.000 €/anno!

I risultati? Basta andare a prendersi i bilanci dei due anni per i quali è andata avanti questa tragica farsa.

Il primo anno – esercizio 2005 – il bilancio chiude con un attivo di ca. 16.000 €, ottenuto solo perché il comune di Falconara ha “messo dentro” all’azienda, a titolo di conferimento iniziale, ben 740.000 €: in pratica tutti “andati” nel corso del primo esercizio!

Il secondo anno – esercizio 2006 – si chiude con un passivo “schietto” di quasi 760.000 €.

Nel 2007 – con la “stella” di Carletti ormai tramontata e seppellita da un mare di debiti - l’azienda è stata liquidata (29 persone mandate “a casa”) ed il Comune di Falconara ha dovuto – finalmente – liquidare i debiti (ovviamente da sola e non … together a chi questi debiti li ha accesi!) che hanno riservato la sorpresina finale (tanto per capire questi come li fanno i bilanci …): quasi 1.800.000 € !

Dal 2007, Augusto è politicamente “a spasso” e da allora sta cercando in tutti i modi di “rientrare” nel giro, a qualsiasi titolo, nonostante il vitalizio da assessore regionale che ormai – da bravo pensionato – gli spetta (appunto) vita natural durante è che è pari – grazie ai servizi resi – a oltre tre volte la paga di un metalmeccanico: ca. 4.000 €/mese, tredici volte l’anno!

E come vuole “rientrare”? Ne abbiamo già viste le gesta qualche anno fa (la competizione con Belcecchi a Sindaco, ricordate?) in “Jesi è Jesi”. Rieccolo oggi, la migliore proposta politica che i sei “disperati” del centrosinistra sono riusciti a fare, pensate, il “nemico” di ieri che diventa il loro portabandiera di oggi. Ma questa è un’altra storia!

La “case history” finisce qui e dimostra una cosa sola. Cari concittadini elettori, e mi rivolgo specialmente agli elettori del centrosinistra e del PD in particolare, MELAPPIONI NON È IL NUOVO, rappresenta solo un ESTREMO TENTATIVO DI QUESTA COALIZIONE DI SOPRAVVIVERE AL PROPRIO TEMPO. Mi chiedo perché una persona della sua innegabile intelligenza debba negarsi la lucidità di scegliere - semplicemente – di lasciare la scena ad altri e godersi il più a lungo possibile la “meritata” pensione. Per giunta, rischiamo - se vince - di fare "Ancona 2 la vendetta" ovvero di metterci in casa la “congrega” di David Favìa e compagnia a "fare progetti in comune a Jesi" proprio come ad Ancona. Si tratta di roba da brividi solo a pensarci ! Dio ci scansi e ci liberi … se gliela fa, MA NON CREDO, a meno che non ci pensiamo noi, cittadini di Jesi, e tutti insieme!

L’alternativa a tutto questo, cari concittadini c’è: QUESTA VOLTA NON AVETE SCUSE. Restare abbarbicati ai propri privilegi che questa politichetta usa per mendicare il vostro voto NON È DIGNITOSO. Il Paese – che è fatto dai piccoli, medi e grandi comuni come il nostro – ha bisogno di uno scatto di dignità e consapevolezza. Ogni volta che prendete una scorciatoia rendete più impervia la strada che qualcun altro deve percorrere, e quel qualcun altro – è inutile che facciate finta di niente – sempre più spesso sono i nostri figli! Abbiamo bisogno di progettare Futuro, non di conservare il “poco” che ormai ci è rimasto e che è destinato a “sparire” come nebbia al sole se non facciamo qualcosa!

Massimo Bacci e le liste civiche che lo sostengono rappresentano effettivamente qualcosa di nuovo. Lo si vede dalle persone che compongono le liste che lo sostengono, dalle loro storie, dalle cose che dicono e – soprattutto – dallo stile e dalle cose che fanno, già adesso, in questa campagna elettorale!

Dobbiamo voltare pagina, dobbiamo andare avanti; e un rinnovo elettorale è l’occasione istituzionale per farlo: facciamo tutti il nostro dovere il 6 ed il 7 Maggio andando innanzitutto a votare e votando con rinnovato senso civico, con intelligenza ed onestà!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-04-2012 alle 10:11 sul giornale del 26 aprile 2012 - 1756 letture

In questo articolo si parla di attualità, Alfredo Punzo e piace a Garlet

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve https://vivere.me/ye6





logoEV
logoEV