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Amministrative 2012: Punzo 2012 (Patto per Jesi), vogliamo il confronto con Melappioni

Alfredo Punzo 7' di lettura 30/04/2012 - Queste foto si riferiscono alla manifestazioni di domenica 30 Aprile ore 11 in Piazza della Repubblica, in cui i cittadini dovevano fare delle domande al candidato sindaco Augusto Melappioni e dove – non l’ho mai capito bene il come, dal momento che non siamo stati mai contattati per organizzare “insieme” l’incontro che si voleva fare (vedi articolo di ieri l’altro) - dovevano chiarirsi anche i rilievi che, come Patto per Jesi, ho mosso in ben due articoli usciti su questo giornale all’adeguatezza di Augusto Melappioni a diventare sindaco di Jesi.

In una, la piazza quasi mezz’ora dopo l’orario di inizio della manifestazione (vedi particolare dell’orologio); nell'altra una panoramica di Corso Matteotti (alla stessa ora, fidatevi …) in cui si vede che di “gente a passeggio” ce n’era, come tutte le domenica mattina senza pioggia, tantissima.

Personalmente (ma vale anche per Massimo Bacci) mi sono recato sul posto, come promesso, un pò prima delle 11 (alle 10:50 ero seduto sotto i portici del Caffè Imperiale insieme ad altri amici), non per fare domande (l’ho già spiegato in altri articoli) ma per essere disponibile ad un eventuale confronto, ove si fossero create le condizioni per averlo; prima tra tutte, la presenza di un congruo numero di cittadini, non i soliti “coscritti” ovviamente, ma cittadini realmente interessati alla faccenda. Un po' ho ed abbiamo atteso; alle 11:30, vista la situazione (documentata dalle foto di cui sopra) mi sono unito al resto dei concittadini e ho fatto una bella passeggiata al sole del corso. Al ritorno (era quasi mezzogiorno) la situazione “partecipativa” non era cambiata e, quindi, ho fatto ritorno a casa. Sin qui è cronaca, opinabile pure quella se uno vuole, ma saldamente attaccata ai fatti (è lo scopo delle foto).

Cosa devo commentare. Due cose soltanto e la faccio molto corta e per dare un segnale di “buona volontà”.

La prima cosa. La manifestazione di Melappioni somiglia a tutte le manifestazioni – incluse le nostre – di questa campagna elettorale. A parte gli “addetti ai lavori” ed i “coscritti” (i partiti che ancora se li possono permettere, ovviamente) le manifestazioni sono andate tutte quasi deserte, esattamente come questa. Le manifestazioni in cui c’erano tutti i candidati hanno dato l’impressione di essere più partecipate, ma solo perché gli addetti ai lavori erano moltiplicati per il numero dei candidati, otto; un esempio per tutti, l’incontro con le categorie produttive, al quale (per alzata di mano) gli artigiani ed i commercianti presenti in sala si contavano sulle dita di due o tre mani … Qualche manifestazione si è “salvata”: ma solo per merito di chi l’ha organizzata, vedi ad esempio quella che ha messo su l’AGESCI nei locali della parrocchia S. Massimiliano Kolbe o quella che – come Patto per Jesi - abbiamo fatto alla sede della Bocciofila di Via la Malfa. Ma sono le eccezioni che confermano il dato generale. La gente ci sta ignorando e, quel che è peggio, ci sta “soffrendo”!

Quando parlo del disastro fatto alla democrazia dalla “politichetta” che imperversa nel “dettaglio” del territorio (quindi non parlo tanto di politica nazionale ma, soprattutto, di politica locale) mi riferisco a questo. La gente si sente impotente, usata, esclusa, rapinata, privata di Futuro per se ed i suoi figli: e l’unica forma di difesa che le è rimasta è ignorarci tutti quanti. Poi al momento del voto, quelli che sono “coinvolti” o “contigui” al sistema dei partiti voteranno comunque perché ne hanno “interesse”, mentre una quota dei molti che si sentono “esclusi” ed “esautorati” alla fine si faranno prendere dai sensi di colpa ed andranno a votare per un malinteso “senso civico”, purtroppo senza molta consapevolezza o convinzione di quel che fanno, e la “strada” che prenderanno i loro voti sarà quella indicata dal marketing politico dei vari leaders nazionali (sennò perché pensate che ne invitino tanti a Jesi …). E questo, ancora una volta, riguarda tutti, e non solo una particolare parte politica.

Piaccia o meno questo è! Purtroppo “il fastidio” riguarda anche le liste civiche, perché arrivare alla gente è difficilissimo: le civiche, poi, non hanno nemmeno quel minimo di struttura (con addetti a tempo pieno), organizzazione, finanziamento e “leaders nazionali” da invitare di cui invece godono i partiti ufficiali. In compenso, hanno un aggancio con l’elettorato più “minuto” e più “personale”: vedremo se questa cosa aiuterà oppure no. Con tanti saluti alla “rappresentanza democratica”!

La seconda cosa. Proprio nel tentativo “disperato” (c’è un’ultima settimana di campagna elettorale) di dare ai miei concittadini un appiglio per investire ancora della “democrazia rappresentativa”, io sono ancora disposto a farlo l’incontro che veniva chiesto da Melappioni. Ma sul tema, e con le regole che ho posto (decidiamole pure assieme) e senza eluderlo il tema.

E qual è il tema. Ribadisco quanto spiegato nel mio articolo del 29 aprile scorso Amministrative 2012: “Punzo (Patto per Jesi), per Melappioni non ho domande, ma solo affermazioni”: nessuno sta “fissando” la discussione sulle cose che sono state fatte in Sanità nel quinquennio 1999 – 2004 od in Together nel biennio 2005-2006 sulla cui giustezza (sia chiaro io non concordo nel modo più assoluto) si può anche pensare di aprire una discussione. Il punto è, invece, Politico ed anche Etico e riguarda le mani libere che chi ci governa ritiene di avere sulle risorse del Paese, usandole per “fare cose” che servono solo a costruire consenso in una campagna elettorale perenne che non conosce pause. La faccio molto corta, leggetevi il suddetto articolo di cui riporto solo una frase:
“Il problema che ho illustrato non è un problemino da niente: è “il problema” della politica italiana che con i nostri soldi fa “quello che gli pare” (non necessariamente rubare, anche se – ed è cronaca quotidiana – poi fatalmente, quando si perde di vista l’obiettivo, succede pure quello), ci mette le mani in tasca e ci toglie qualcosa senza darci nulla in cambio o dandoci cose inadeguate e comunque diverse da quelle che volevamo. Io la chiamo “politica dei posti”: è su questo che dobbiamo voltare pagina”.

Ecco, per noi di Patto per Jesi questa coalizione di centrosinistra ed il candidato sindaco che ha espresso non meritano di governare Jesi perché – come descritto per le due vicende che hanno riguardato Melappioni - si sono resi protagonisti di quel tipo di politica. Riteniamo invece che la coalizione civica per Massimo Bacci Sindaco di Jesi sia un’ottima chance per questa città. Mi pare tutto molto chiaro e semplice. E non mi pare una bestemmia od un insulto, e nemmeno roba da “avvocati”.

Un “cambio” al governo in democrazia è una cosa “normale”, non è la fine del mondo, non è una “guerra di religione”. Tra l’altro, il cambio toglierebbe chi fa opposizione dall’alibi di poter dire di tutto e di più su tutto quello fa, ha fatto o farà chi invece governa da sempre! E metterebbe chi governa da sempre nella condizione di rinnovarsi e liberarsi dalle “incrostazioni” che troppi lustri di contiguità al governo inevitabilmente favoriscono. L’alternanza è il “sale” della democrazia. È così in tutte le democrazie più mature e consolidate al mondo. Non c’è niente di male! Cerchiamo di tornare a somigliare ad un Paese normale!

Pertanto, noi non disperiamo di essere contattati dalla coalizione di centrosinistra per organizzare insieme un confronto “vero”, “sereno” e – soprattutto – “partecipato” sul tema proposto, che riteniamo centrale per i cittadini di Jesi!








Questo è un editoriale pubblicato il 30-04-2012 alle 09:33 sul giornale del 02 maggio 2012 - 1740 letture

In questo articolo si parla di attualità, editoriale, Alfredo Punzo

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