Quantcast

Sel: acqua bene comune a Jesi

sel 1' di lettura 30/04/2012 - Ci sono voluti 26 milioni di cittadini che hanno votato il referendum, per riconoscere che sull'acqua non si possono fare speculazioni e che non va consegnata al mercato privato.

Di fronte all’esito referendario bisogna considerare il servizio idrico integrato come un servizio pubblico essenziale, d'interesse generale, privo di rilevanza economica e, come tale, non soggetto alla disciplina della concorrenza e deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione delle rappresentanze pubbliche e procedure di assoluta trasparenza.

Ricordiamo che però l'esito referendario non è ancora stato rispettato ed i cittadini sono in attesa che sia abolita dalla tariffa l'applicazione del 7% di remunerazione del capitale investito.

Risulta quindi opportuno promuovere un serio dibattito pubblico di confronto con i cittadini per spiegare cosa intende fare per rispettare il loro voto popolare. Questo lungo silenzio post-referendario che dura ormai da 10 mesi non è una risposta democratica.

Pertanto Sinistra Ecologia Libertà sosterrà e parteciperà all’iniziativa promossa dal Comitato 2 SI per l’Acqua Bene Comune, denominata: “Campagna di obbedienza civile: il mio voto rispettato”.

Infatti, il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti.


da Andrea Dignani
Sinistra ecologia e libertà Jesi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-04-2012 alle 13:31 sul giornale del 02 maggio 2012 - 946 letture

In questo articolo si parla di attualità, jesi, Andrea Dignani, sel - sinistra ecologia e libertà

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/yr9





logoEV
logoEV