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Amministrative 2012: Butini (Jesiamo), la sanità usata come propaganda elettorale

Massaccesi, Bacci e Butini 3' di lettura 02/05/2012 - Egregio Signor Tonelli, la lettura del suo contributo mi induce alcune considerazioni che vorrei condividere con lei e con i lettori di VJ.

La prima è relativa ai ruoli rispettivi che il piano sanitario regionale affida a Torrette ed alla rete dei presidi sanitari delle Aree Vaste, allo scopo di soddisfare il bisogno di salute dei cittadini: definendo “di pregio” e “più importanti” le attività che si intende concentrare a Torrette, la cito testualmente, lei di fatto sminuisce qualitativamente attività, prestazioni e quindi operatori che si trovino a svolgere il proprio lavoro nelle altre sedi. Credo sia un errore.

Da operatore della sanità lei dovrebbe sapere che la qualità a beneficio del cittadino va perseguita anche nelle prestazioni di primo livello, quelle di cui c’è bisogno tutti i giorni, i prelievi di sangue, gli esami radiologici ed ecografici, le consulenze specialistiche ambulatoriali; lì sì che c’è bisogno di accorciare le liste d’attesa, di disporre di professionisti aggiornati e motivati, quello è l’ambito in cui il cittadino richiede e deve trovare soddisfatta la sua maggiore richiesta di assistenza!

Non confonda la complessità della prestazione con la qualità della medesima: tanto un trapianto multi organo quanto una appendicectomia debbono essere eseguite a regola d’arte! Ciò significa che la struttura che le esegue deve essere sempre “allenata” ma mai “ingolfata”, per cui la concentrazione dei primi in un’unica sede e la diffusione delle seconde sul territorio ha, viste le dimensioni della nostra regione, una sua logica.

La professionalità degli operatori sanitari, entrambi lo siamo, non è proporzionale alla complessità del loro lavoro, ma piuttosto al loro grado di aggiornamento ed al modo di porsi nei confronti dell’utente: l’infermiere di un poliambulatorio e l’affermato neurochirurgo possono e debbono entrambi operare sempre con la massima dedizione, non trova? Pur non condividendo molto dell’operato della Regione in ambito sanitario, trovo che nel merito sia assai logico differenziare l’offerta in modo da conservare, anzi potenziare, nel territorio ciò che lì più serve – assistenza per post-acuzie e patologie croniche, servizi forniti in modo integrato da Medici di base ed Ospedali di rete, diagnostica di primo livello, e così via.

Come tutti gli jesini mi trovo invece concorde con lei sul metodo applicato dalla Regione per l’individuazione delle aree vaste, e qui vengo alla seconda breve considerazione: mi sbaglio di molto se le attribuisco doti di vaticinatore e prevedo, insieme con lei, una “ricomparsa” della sesta area vasta montana per Fabriano subito dopo le elezioni, con annessa “promozione” di Jesi a capoluogo dell’attuale? Non le risulta che sia già pronta una coccarda ad uso e consumo del nuovo Sindaco di Jesi nell’ipotesi (che io non mi auguro, Augusto Melappioni mi vorrà perdonare) che egli sia del PD? Qualcuno sta ritardando ad arte una geografia più ragionevole della sanità provinciale a beneficio della propria parte politica? Qualcuno sta esasperando gli animi di operatori della sanità ed utenti, e francamente visti i tempi non ce n’è proprio bisogno, solo a mero scopo elettorale? Fra poche settimane avremo la risposta, per lei una possibile incoronazione quale oracolo!






Questo è un articolo pubblicato il 02-05-2012 alle 08:55 sul giornale del 03 maggio 2012 - 1594 letture

In questo articolo si parla di attualità, luca butini, Jesiamo

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