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Amministrative 2012: Fava (Jesiamo), la cultura a Jesi e le proposte di Jesiamo

Maurizio Fava 5' di lettura 02/05/2012 - Dopo aver letto l’ultimo libro di F. Tonello ed essere stato sollecitato dall’amico Simone Moretti, scrivo questa riflessione sul tema della cultura in vista anche delle prossime amministrative.

Vorrei iniziare parlando del ruolo della cultura nella vita sociale e di come si pone la cultura all’interno di una città e della sua amministrazione.

La Cultura non è apparato esteriore della vita, è consapevolezza pratica legata alla propria esperienza individuale, ed è anche un fatto sociale.

La cultura nel senso dei prodotti letterali, artistici, cinematografici di qualità può avere un ruolo sociale solo se esiste un ecosistema che la sostiene; lasciata al mercato si trasforma in un prodotto di massa o scompare. Si deve notare che l’idea di “dare al pubblico ciò che vuole” respinge la produzione artistica di tutta l’umanità: la cultura è sempre trascinata dall’offerta, mai dalla domanda. Un’esperienza culturale esiste solo nel momento in cui viene offerta. E per essere offerta ha bisogno di investimenti, infrastrutture e interventi accurati; ma soprattutto ha bisogno di quello che mi piace chiamare lo “spazio mentale delle persone”, cioè della loro capacità e volontà di avere esperienza ricche e complesse.

Per concludere questa premessa ci tengo a chiarire che cultura non significa accumulazione di dati, ma capacità di capire e di fare; è un rapporto con pratiche sociali che arricchiscono la vita: è un sapere socratico, non enciclopedico.

E vista l’importanza della cultura, ci si deve chiedere come un’amministrazione si pone a riguardo.

Per quanto riguarda Jesi c’è da dire che la cultura è divisa in due parti: c’è quella istituzionalizzata - la biblioteca planettiana, la biblioteca dei ragazzi, il teatro Pergolesi, il teatro Moriconi, la ludoteca, l’università, la pinacoteca, il museo diocesano e il museo archeologico (temporaneamente chiuso), il SAS - studio per le arti della stampa - e il CAG - centro di aggregazione giovanile - e poi c’è la cultura dal “basso”, quella non istituzionalizzata, fatta dalle associazioni di volontari.

Il teatro, che è il nostro fiore all’occhiello, offre una stagione lirica che è conosciuta in tutta Italia, è gestito dall’associazione Pergolesi-Spontini e prende parecchi soldi comunali assorbendo gran parte del già risicato bilancio dell’assessorato alla cultura. Il resto del bilancio è ripartito fra le altre già dette strutture. Per quanto riguarda le associazioni invece, bisogna sapere che a Jesi esistono più di cento associazioni culturali iscritte all’albo e altrettante non iscritte che comunque operano nel territorio organizzando eventi che oscillano dal cineforum, al concerto, alla presentazione di libri, a mostre d’arte ecc. E facendo anch’io parte del mondo dell’associazionismo, posso dire che è grazie a queste associazioni che Jesi è un po’ vivace culturalmente, per esempio senza le associazioni non si sarebbe fatta JesiEstate!

I problemi che le associazioni espongono sono innanzitutto il rimanere inascoltati da parte dell’amministrazione, che difficilmente patrocina un evento, anzi spesso lo ostacola, l’assenza di pubblicità e visibilità senza le quali è impossibile farsi conoscere, e il più importante dei problemi è l’assenza di spazi. Questa dello spazio è una faccenda curiosa perché, come ho detto in precedenza le associazioni sono tante, più di cento, ed è logicamente impossibile trovare 100 spazi a disposizione. Quindi, ad alcuni questo spazio viene concesso e ad altri no. Semplice. Emblematico per far capire come funziona questa amministrazione il caso raccontatomi dagli amici anarchici: volevano una sede ed erano disposti a pagarla, in cambio al comune hanno solo chiesto di vedere quanto pagassero le altre associazioni per le loro sedi. Il comune, pur di non dire come stanno le cose, ha concesso gratuitamente la sede. Questo è come funziona l’amministrazione Pd, queste sono le politiche clientelari sottostanti. In ultimo infatti, notizia di poco fa, il Pd ha concesso al TNT un’altra sede. In profumo di elezioni fanno sempre bene 50 voti in più!

La proposta di Jesiamo è quella di creare maggiore coordinamento ed armonizzazione delle iniziative culturali della città, al fine di promuovere diffusamente la fruizione dei luoghi di cultura, ed al tempo stesso incentivare la produzione di attività culturali ad opera di associazioni e cittadini. Questo sarà possibile con l’istituzione di un Centro Cittadino per la Cultura che funga da fulcro delle attività culturali cittadine, che disponga di una sala conferenze, di una sala cinema, di spazi per organizzare mostre, di una sala registrazione per i gruppi musicali, di sale per le associazioni, un centro che organizzi corsi di formazione per attività di interesse quali fotografia, teatro, pittura … Il Centro vedrà, nella propria gestione, la partecipazione diretta delle Associazioni che ne beneficeranno, la fruizione della struttura sarà gratuita o, comunque, ad un costo accessibile, in cambio della “produzione” di cultura da parte dei beneficiari, sotto il coordinamento ed il monitoraggio dell’assessorato alla cultura tramite un portale unico informatico in cui siano disponibili tutte le informazioni su eventi ed opportunità circa l’offerta culturale nel territorio urbano.

Giustamente mi si chiederà da dove verranno presi i soldi per realizzare il tutto. La risposta è semplice, abbiamo già queste strutture, come il complesso san Martino e l’università. L’università per esempio dopo le 18 è chiusa. Potremmo utilizzare quella struttura che già predispone di aule, sale conferenza ecc per aprirle al pubblico anche nel dopo cena.

Il mio sogno, non lo nego, sarebbe quello di avere ogni domenica un’ampia scelta di cose da fare e faremo di tutto con Jesiamo, tramite il nostro Luca Butini, futuro assessore alla cultura, affinché queste mie parole si traducano in scelte concrete.


da Maurizio Fava
QuiJesiLibera e Jesiamo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-05-2012 alle 15:38 sul giornale del 03 maggio 2012 - 1387 letture

In questo articolo si parla di attualità, Jesiamo, Maurizio Fava

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