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Amministrative 2012: le richieste dell'Anffas ai candidati sindaco

Anffas 5' di lettura 02/05/2012 - Vivere Jesi riceve e pubblica il documento consegnato ai candidati sindaci prima dell'incontro pubblico della settimana scorsa, contenente le richieste a loro rivolte.

Siamo lieti di avervi qui, la Vostra presenza denota sensibilità e attenzione alle problematiche delle disabilità.

La competizione alla quale Vi accingete, per la carica di Sindaco della Città di Jesi, siamo certi, Vi vede molto impegnati, ciononostante, ci siamo permessi di chiedervi un po’ del vostro prezioso tempo perché, il tema che poniamo alla Vostra attenzione, ci sembra di grande importanza, per tutta la comunità di Cittadini.

Le disabilità, nell’ultimo ventennio, sono passate dal 1,8% al 5% circa della popolazione con età inferiore ai 65 anni.

Se si considera che accanto ad ogni persona con disabilità, generalmente, ne vive e opera altre tre, le disabilità coinvolgono, almeno il 20% della popolazione.

A questo va aggiunto un altro dato non trascurabile: in media, ogni persona, passa 7 anni da disabile, ciò è dovuto a quanto può accadere nell’intero arco della vita.

Considerando il fatto che: la disabilità è tanto più grande quanto più ostile è la comunità che la ospita, tanto più ostile è la comunità che la ospita quanto più costosa è la disabilità.

Per quanto su esposto, noi Vi chiediamo un serio impegno per far sì che:
1) L’Amministrazione Comunale smetta di costruire barriere, figlie di un’ignoranza nefasta e dannosa, che non tiene conto di quanto prima detto e del fatto che, nella maggior parte dei casi, un gradino, anche quello che è nella testa, crea problemi a tutti.
2) Che l’Amministrazione Comunale si adoperi affinché cresca, nella comunità dei cittadini, una cultura delle disabilità, favorendo, con interventi diretti o indiretti, la conoscenza delle cause scatenanti le disabilità, molte delle quali, con comportamenti diversi e consapevoli, possono essere evitate.
3) Che l'Amministrazione mantenga e rafforzi l'impegno per favorire la collocazione al lavoro, delle persone con disabilità, onde evitare loro il fardello aggiuntivo del sentirsi un peso pur essendo importante risorsa.
4) Che Jesi, anche in quanto Comune capofila, si adoperi per il buon funzionamento dell'ASP (Azienda Servizi alla Persona), attraverso le necessarie risorse economiche da conferirvi al fine di assicurare i servizi, perché, quelli per la disabilità in generale e quelli per la disabilità intellettiva, grave, in particolare, sono servizi non negoziabili.
5) Che l’Amministrazione tenga in seria considerazione il “dopo di noi”, che ci vede impegnati “durante noi”, per non lasciare la comunità priva di adeguate risorse abitative e di supporto alle disabilità intellettive gravi, che altrimenti vedrebbe la migrazione dei nostri figli, sradicandoli dagli affetti, dagli odori, dai sapori e dai saperi. Inoltre, ciò priverebbe la comunità di ingenti fette di conoscenza e di risorse economiche, le quali se ne andrebbero in rette, pagate altrove.
6) Che l’Amministrazione Comunale ci consideri un importante patrimonio, perché questo siamo noi e l’intero nostro agire è donato alle comunità dei Cittadini di tutta la Vallesina, territorio di nostra pertinenza, dove operiamo da 20 anni e dove, con l’amore, la costanza, la competenza e la tenacia che ci contraddistingue, abbiamo agito a supporto di tutte le persone, con disabilità o meno, senza distinzioni, perché le disabilità, non distinguono, non sono razziste né classiste.
7) Che l’Amministrazione si impegni, presso chi di dovere affinché nel nostro territorio ci sia un adeguato sistema sanitario, vuoi per gli interventi di cura, vuoi per gli interventi di pronto soccorso, vuoi per gli interventi di prevenzione perché, molte disabilità e la loro gravità, dipendono proprio dalla qualità e dalla tempestività dell’intervento stesso e perché, i P.E.I. (progetti educativi individualizzati) siano puntuali e di qualità, da questo spesso dipende la trasformazione delle disabilità, da costo in risorsa e viceversa.
8) Che l’Amministrazione comunale e tutti coloro che la compongono, a qualsiasi livello e in qualsiasi ruolo operino, non dimentichino mai che, la disabilità non è una colpa, che, la disabilità non è una scelta, che, il disabile vero non è responsabile del disabile falso.
9) Che l’Amministrazione comunale e tutti coloro che la compongono, a qualsiasi livello e in qualsiasi ruolo operino, non dimentichino mai che: il tagliando arancione per disabili, non è un’autocertificazione. Chi ne è in possesso, ha i requisiti necessari, previsti dalle leggi in vigore, riconosciuti dalle apposite commissioni mediche.

Quando giunge la disabilità, non si è preparati. Un serio lavoro di prevenzione e di informazione però può evitarne, a nostro avviso, molte, riducendo la tanta, ed inevitabile, sofferenza che consegue.

Per le moderne disabilità, e sono la maggioranza, che insorgono a causa degli stili di vita pericolosi o sbagliati, interrompendo percorsi già avviati, si può fare molto, sarebbe un ottimo investimento: economico - umano – morale – affettivo, riuscire ad evitarne il maggior numero possibile.

Noi Vi promettiamo la continuità dell’impegno e delle azioni di stimolo, anche di protesta, anche eclatanti qualora ci fossero comportamenti inadeguati, ovvero, non rispettosi della persona, dei suoi diritti e dell’ordinamento in vigore, con particolare riferimento alle barriere, che ci feriscono, oltre il gradino. Qualora se ne costruiscano in futuro, potremo anche decidere di abbatterle, da soli, poi mandare il conto.

Noi non vogliamo pietà, ma neanche disprezzo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-05-2012 alle 09:50 sul giornale del 03 maggio 2012 - 1111 letture

In questo articolo si parla di attualità, associazione, famiglie, anffas, anffas jesi, disabilità relazionale, disabilità intellettiva, anffas pesaro

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