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Chiaravalle: Prc, dopo la sceneggiata di questi mesi occorre una proposta forte di cambiamento

rifondazione comunista prc 3' di lettura 02/05/2012 - Finalmente si è conclusa la sceneggiata Chiaravallese. Otto mesi di isterie, di insulti, di reciproche delegittimazioni hanno avuto come epilogo l’abbraccio ipocrita di tutta la maggioranza felice di condividere un riassetto delle deleghe tra i medesimi assessori, senza logica e senza progetto.

Intanto in questi mesi il tempo è trascorso senza che la giunta e la maggioranza si accorgessero dei problemi della città e della crisi gravissima che colpendo il paese colpisce anche a Chiaravalle gli strati più deboli della società. Così si è varato un bilancio approssimativo dove sono state indiscriminatamente aumentate tutte le tariffe, cancellate le esenzioni ISEE per le fasce deboli, escluso ogni intervento sui lavori pubblici, ignari di un consuntivo con un avanzo importante e quindi oggi destinato a essere “sprecato” senza programmazione e senza controlli come tesoretto preelettorale. Per non dire la trascuratezza ai problemi di area vasta che assediano il territorio di Chiaravalle, dai lavori per la terza corsia, agli insediamenti, questi permanenti, di infrastrutture pesanti come il casello di Gabella, o onerose per l’economia cittadina come i tre (diconsi tre) grandi centri commerciali di Jesi (area ex Sadam), Camerata (ex Mulino Americano) e Falconara (Quadrilatero – area casello A14), o dell’assenza nel dibattito sulla ristrutturazione della sanità regionale che rischia di prevedere un ridimensionamento dei servizi ospedalieri e territoriali nella nostra zona e alla quale occorrerebbe rispondere con una proposta partecipata e la mobilitazione anziché con qualche estemporaneo ordine del giorno, per altro tanto generico quanto velleitario.

Se a ciò aggiungiamo l’inconsapevolezza dei dati tristissimi sulla disoccupazione cittadina, la sciatteria con cui si monitora l’agonia della Manifattura (erano previsti in questi mesi step di verifica del piano industriale), l’assenza di mappe sul disagio sociale (sarà per questo che è stato defenestrato l’assessore ai servizi sociali?) le preoccupazioni sulla qualità della nostra amministrazione crescono.

Potremmo continuare, purtroppo, questa lista dei dolori, magari sottolineando l’improvvisazione e la reticenza con cui si affronta “la madre di tutte le varianti” quella dell’ area ex Cral che determinerà il profilo e il futuro della città, escludendo i cittadini dal confronto e magari estraendo conigli dal cilindro, come il project financing sulle scuole Montessori da trasformare in residenze, che fa nascere più di un sospetto. Un fallimento, ci pare, generale nato dall’inconsapevolezza della Montali e della sua giunta di essere stata eletta da una minoranza di cittadini (meno del 40%) che avrebbe richiesto una grande capacità di ascolto e di autocritica, l’apertura di un confronto con la città e le sue molte articolazioni sociali, la valorizzazione dello statuto comunale, soprattutto nella parte che prevede la realizzazione di istituti forti di partecipazione. Al contrario questa maggioranza e questa giunta hanno preferito l’autoreferenzialità, i compromessi al loro interno, la subordinazione genuflessa alle segreterie provinciali e ai “potenti” della regione ricavandone umiliazioni, per tutti noi, purtroppo, ben più grandi delle elemosine che il Sindaco ha gradito per “rispettare” il patto di stabilità.

Appare evidente anche ai ciechi che a Chiaravalle c’è bisogno di una svolta e pur con umiltà, crediamo che la sinistra, i cittadini e le forze che hanno dato vita all’Arcobaleno prima (tra cui Rifondazione Comunista) e poi alle tante iniziative di proposta e partecipazione, abbia dignità e proposte per esserne il fulcro, auspicando che quanti, anche nella maggioranza, hanno evidenziato il bisogno del cambiamento, siano capaci di coerenza e emancipazione.

Lavoreremo a questo obiettivo con impegno e determinazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-05-2012 alle 13:42 sul giornale del 03 maggio 2012 - 778 letture

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