Quantcast

Lettere: parola d'ordine cambiamento

Lettere 3' di lettura 02/05/2012 - Cosa resterà di questa campagna elettorale, giunta al suo crepuscolo? Presto si voterà e conosceremo il volto del nuovo sindaco. Il desiderio di ognuno è che il primo cittadino possa lavorare in maniera responsabile e dare risposte importanti, di cui la città ha bisogno. Qualcuno, forse molti, si augurano che possa anche esprimere quell’ansia di cambiamento di cui tanto si parla.

Ma quali sono o dovrebbero essere le incoraggianti premesse di un simile auspicio? Proviamo a rispondere con nomi e cognomi e lasciamo stare la retorica. Sergio Garofoli, Rolando Roncarelli e Luca Butini. Ovvero Traffico, Personale e Cultura. Gli ultimi assessori della giunta Bacci avranno queste deleghe, che seguono quelle precedentemente ufficializzate: Servizi Sociali e Educativi a Barbara Traversi e Sport a Ugo Coltorti. Quella del candidato sindaco di JesiAmo e Patto per Jesi è stata una scelta chiara, inusuale e coraggiosa, certamente unica nella storia politica della città del leone rampante: trasparenza innanzi tutto, perché i cittadini devono sapere chi sarà chiamato ad amministrare la città. I programmi sono tutti buoni sulla carta, ma saperli attuare è altra cosa, perché spesso (sempre?) a mettersi di mezzo sono stati i cosiddetti intrallazzi della vecchia politica, quella per intendersi delle convenienze e della ricerca del consenso ad ogni costo. Massimo Bacci ha pubblicato i propri redditi e la loro provenienza ed ha invitato anche gli altri candidati a fare altrettanto: “Diffiderei di chi non lo facesse – ha spiegato – chi intenda impegnarsi pubblicamente deve spiegare agli elettori chi è e cosa ha fatto nella vita”.

Ma le buone intenzioni non bastano, serve anche un’altra forma di credibilità, quella appunto che viene dalla nostra storia, da quello che abbiamo fatto: Massimo Bacci, un tempo giovane promessa del calcio, 52 anni, commercialista, marito e padre di due ragazzi, è sì figlio d’arte, ma non è certo campato di rendita o… di lauti vitalizi da consumato politico. Il suo studio in via Cavour è sempre aperto, tutto il giorno! Una vita di lavoro e di soddisfazioni, come alla Progetto Jesi, società partecipata del Comune, forse l’unica realtà di successo dell’era Belcecchi, il cui patrimonio la gestione Bacci ha incrementato in pochi anni di oltre 670mila euro. Parlarne però non si può, perché a plasmarla e trasformarla in un gioiello è stato lui, un tecnico ora candidato alle elezioni. Responsabilità: quella stessa impiegata nella gestione della Progetto Jesi che lo ha spinto a candidarsi, seguito da un gruppo appassionato di donne e uomini di ogni colore politico, stanchi di vedere Jesi male amministrata, genuflessa ai poteri forti e desiderosi di cambiarla in meglio. Già, cambiare in meglio. Perché si può davvero riuscirci, anche se il compito più duro sarà dei cittadini. Essi dovranno infatti vincere una comprensibile sfiducia, nonché l’antica consuetudine di un voto dato più a dei gloriosi simboli, purtroppo svuotati di valore, che non alle persone. Sarà la volta buona? Chi ha davvero a cuore Jesi se lo augura davvero…


da Maria Felicita Triccoli
simpatizzante Jesiamo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-05-2012 alle 09:44 sul giornale del 03 maggio 2012 - 770 letture

In questo articolo si parla di attualità, lettere al giornale, Jesiamo, Maria Felicita Triccoli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/yuK





logoEV
logoEV