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Amministrative 2012: Movimento 5 Stelle, beni comuni e partecipazione, per una nuova socialità

Movimento 5 Stelle Jesi 4' di lettura 03/05/2012 - Il concetto di bene comune si situa al di là sia della proprietà privata sia di quella pubblica: non può essere ricondotto all’idea di merce. Noi non “ abbiamo” un bene comune ( un ecosistema, l’acqua, il terreno agricolo fertile, la cultura, la conoscenza..) ma “siamo partecipi” del bene comune.

Non a caso, lo stesso termine di proprietà privata ha in sé l’etimologia di «privare», «sottrarre» qualcosa a qualcuno che prima ne godeva. Il bene comune è invece di tutti, non di qualcuno né di chi è chiamato a gestirlo (lo Stato).

La commissione Rodotà nel 2008 definì i beni comuni come “le cose che esprimono utilità funzionale all’esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona”, sono beni (materiali e immateriali) che possono e debbono essere oggetto dell’esercizio dei diritti fondamentali dell’uomo per un libero e pieno sviluppo della persona umana (art. 3, 2° comma, Cost.).

Dunque, i beni comuni hanno una natura di relazione, in altre parole non possono essere astrattamente elencati (un bene è comune se è di tutti, e come tale risponde a un diritto fondamentale) ma si radicano all’interno della vita quotidiana ed emergono, oggi soprattutto, come urgente necessità: si pensi al referendum sull’acqua in Italia, ma anche, in un’ottica globale, alla lotta contro l’esproprio dei campi in Africa, per la difesa delle sementi in India, per la democrazia in Egitto e Tunisia. Abbiamo quindi a che fare con quella che il giurista Ugo Mattei definisce una necessaria «tutela militante dei beni comuni».

Il Movimento 5 stelle, ritiene pertanto, che in questo momento storico, più che mai, la battaglia a tutela dei beni comuni sia fondamentale, non solo per il territorio dove si è nati e si vive, ma una battaglia per il paese, che non puo’ di certo limitarsi ai singoli comuni, insomma, una battaglia di civiltà.

Crediamo che il sistema della democrazia basato esclusivamente sulla rappresentanza e sulla delega, sia un modello del tutto insufficiente e ormai imploso per una serie di fattori, quali la circolazione dei flussi informativi e la formazione sempre più consapevole dei cittadini. Questi fattori hanno portato, per contro, ad un progressivo svuotamento dei partiti, divenuti meri centri di potere interessati all’accaparramento del consenso e all’interesse particolare invece che alla formazione consapevole della coscienza critica, spesso guardata con timore e sospetto.

La tutela dei beni comuni è dunque un processo che parte dal basso, spontaneo, che nasce dalla percezione che qualcosa che ci appartiene come collettività, ci viene quotidianamente sottratto da progetti affaristici a vantaggio di pochi. La questione della privatizzazione dell’acqua ne è espressione attuale e tangibile: il Movimento 5 stelle si prefigge che l’acqua sia gestita attraverso un modello di governance diverso, non secondo le logiche di profitto e di mercato ma attraverso la costituzione di un consorzio di diritto pubblico basato su una partecipazione trasparente.

La partecipazione, quindi, intesa come riflesso dell’impegno attivo e della coscienza dei cittadini da un lato, ma anche, e soprattutto, come effettivo ascolto e ricezione dei bisogni degli stessi da parte dell’ amministrazione, dall’altro, è per il Movimento 5 stelle, un’esigenza primaria ed imprescindibile.

Molti di noi, come cittadini membri del Comitato tutela salute e ambiente della Vallesina, hanno condotto in questi anni importanti battaglie a tutela del territorio, per colmare le lacune di una classe politica, nella migliore delle ipotesi, impreparata e sorda alle esigenze dei cittadini e, nella peggiore, volutamente orientata a favorire gli interessi speculativi di pochi, sacrificando la collettività.

La questione della riconversione del sito ex Sadam, la battaglia contro il mega elettrodotto Fano-Teramo, a fianco al Comitato locale No Elettrodotto, nonché quella contro il rigassificatore Api al largo di Ancona, hanno di fatto un unico filo conduttore: il prevalere degli interessi di pochi sui diritti di molti, nascosto da un silenzio assordante e colpevole delle autorità politiche, di maggioranza e di opposizione.

Dunque, come cittadini che hanno vissuto sulla propria pelle la prepotenza delle istituzioni e del potere politico, bravo a far promesse ma poi ancor più abile a ricompattarsi nel momento del voto ( ricordiamo per esempio che il progetto del rigassificatore è stato approvato con larga maggioranza bipartisan ), siamo fieri di essere, in questa campagna elettorale, non solo gli unici ad aver preso posizioni chiare e senza tentennamenti, ma anche, di aver dimostrato una preparazione profonda sulle problematiche del territorio a fronte di evidenti lacune di novelle liste civiche e partiti tradizionali.

Il movimento lavorerà pertanto, in concreto, al rafforzamento delle pratiche di democrazia partecipativa, coniugandole con la democrazia rappresentativa, affinchè la partecipazione divenga un diritto reale di influenzare le scelte dell’amministrazione e la tutela effettiva dei beni comuni sia veicolo di una nuova socialità.


da Donatella Agostinelli
Candidata alla carica di consigliere comunale

Massimo Gianangeli
Candidato Sindaco

MoVimento 5 Stelle Jesi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-05-2012 alle 15:08 sul giornale del 04 maggio 2012 - 1361 letture

In questo articolo si parla di attualità, Massimo Gianangeli, Movimento 5 Stelle, Donatella Agostinelli

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