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Jesi: 'La Dirindina', le origini dell'opera buffa in scena a Palazzo della Signoria

Palazzo della Signoria di Jesi 2' di lettura 03/05/2012 - C’è molta attesa a Jesi e in tutta la provincia per gli appassionati d’opera e i cultori delle belle arti, che le antiche architetture di Palazzo della Signoria attendono domenica 6 maggio alle 17.30 con un evento più unico che raro: è infatti in programma nella sua Sala Maggiore “La Dirindina”, opera buffa di Domenico Scarlatti che costituisce l’ultimo titolo in cartellone della fortunatissima Rassegna “Musica a Palazzo”, promossa dalla Fondazione “Lanari” per la direzione artistica di Gianni Gualdoni, con collaborazioni prestigiose che annoverano il Comune di Jesi, la Provincia di Ancona, la Diocesi di Jesi, la Fondazione “Federico II” e diversi sponsor privati.

“L’appuntamento con La Dirindina è un evento importante e pieno di significato – sottolinea Gualdoni, che è anche regista dello spettacolo - perché propone un’opera completa all’interno di uno dei più bei palazzi della Città, offrendo al pubblico un’occasione culturale ricchissima fatta di musica rara da godersi in spazi particolari”. La qualità dello spettacolo si preannuncia di altissimo livello: una compagnia di valore e riconoscimento nazionale (la soprano Paola Quagliata nel ruolo del titolo, il sopranista Angelo Bonazzoli in quello del castrato “Liscione” e il basso buffo Lucio Mauti che interpreta “Don Carissimo”), con un’ensemble strumentale raffinata che ricrea suoni e atmosfere della scrittura musicale settecentesca. È la prima volta che il Palazzo ospita un’opera lirica in tempi moderni e questo appare uno stimolo culturale in più per l’appuntamento già assai interessante dal punto di vista della qualità artistica proposta: “Si tratta di un recupero di radice storica – sottolinea Gualdoni - perché non tutti sanno che nei palazzi privati anticamente si tenevano concerti privati, mentre proprio il Palazzo della Signoria è stato addirittura il primo luogo teatrale di Jesi, essendo sede di spettacoli pubblici istituzionali sin da metà ‘500, quando ancora non esisteva in Città una struttura teatrale vera”.

La Dirindina è una deliziosa composizione che sta alle origini del genere oggi noto come opera buffa; questa “farsetta per musica” delinea in pochi tocchi il colorito ambiente musicale settecentesco: c’è Don Carissimo, un maestro di cappella sciocco, pedante e bacchettone; la sua allieva Dirindina, giovane cantante tanto ambiziosa quanto mediocre; Liscione, “evirato cantore” abile e spregiudicato. Scritta nel 1715 per il Teatro “Capranica” di Roma, quali intermezzi per l’opera seria di Domenico Scarlatti “Ambleto”, venne fermata all’ultimo momento dalla censura a causa del testo che costituiva un’acuminata satira della società del tempo, nei suoi aspetti più cinici del costume sociale con tutta la sua ipocrisia morale, ma anche dei vizi e degenerazioni del teatro musicale: costituendo un importante precedente per Benedetto Marcello e il suo celebre pamphlet “Il teatro alla moda”, pubblicato nel 1720.

Ingresso libero, fino a esaurimento dei posti. Info: 338.8388746.


da Fondazione “Alessandro Lanari”




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-05-2012 alle 22:36 sul giornale del 04 maggio 2012 - 817 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, Fondazione “Alessandro Lanari”, palazzo della signoria





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