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Amministrative 2012: Punzo (Patto per Jesi), appello al voto per le liste civiche

Alfredo Punzo 5' di lettura 04/05/2012 - Ci siamo. Tra qualche giorno si vota. E già Lunedì 7, in serata, sapremo come sarà andato il primo turno. Al di là delle legittime aspirazioni di tutti (e quindi anche le “nostre”) di vincere, magari già al primo turno oppure - più verosimilmente - di andare al “ballottaggio”, personalmente aspetto dalle urne due responsi, secondo me, ancora più importanti, in relazione al “momento” che stiamo attraversando.

Il primo riguarda la percentuale dei voti validi rispetto al totale degli aventi diritto. Il secondo riguarda l’affermazione delle liste non collegate con i partiti tradizionali.
Ovviamente, sul primo punto, il mio accorato appello è che la percentuale di concittadini che non si recheranno affatto a votare o che intenzionalmente annulleranno la propria scheda o la lasceranno in bianco sia la più bassa possibile. Quanto bassa? Non credo che il riferimento delle ultime elezioni comunali sia un riferimento valido: si tratta - sotto molti punti di vista - di 1000 anni fa, insomma un contesto sociale ed economico completamente differente!

Per come la vedo io, se la percentuale dei voti validi non supererà in maniera molto decisa (penso ad almeno una decina di punti) quel 71,44% cui ci fermammo nel 2007, sarebbe un segno bruttissimo: perché sancirebbe una rinuncia al voto proprio nel momento dell’emergenza civile, economica e sociale che rende così diverso l’oggi rispetto a 5 anni fa! Sarebbe un’occasione persa per “voltare pagina” e correggere le cose che non vanno. La frattura inequivocabile tra la politica e le istituzioni da un lato ed i cittadini dall’altro, in definitiva il dilagare di quell’antipolitica che tutti – sia pure per motivi diversi – temiamo più di ogni altra cosa! Specie se - come temo – la gran parte del popolo del non-voto potrebbe essere costituito da giovani e cittadini – a vario titolo - in difficoltà. Sarebbe molto difficile non leggere in una possibile bassa partecipazione una vera e propria “resa” generalizzata!

L’appello che faccio a tutti è, perciò, quello di “crederci” all’istituzione del voto democratico, credere soprattutto che è proprio il voto dei singoli l’unico strumento che può determinare il cambiamento. E che non è vero che “non contiamo nulla” o che “tanto finirà come sempre”! Purché si voti con la testa, sapendo quello che si fa; per un progetto concreto, fatto di persone “reali” e “credibili” per interpretare un programma realistico e di buonsenso, soprattutto rinunziando alle “abitudini” ed ai “vizi” di sempre, gli stessi che ci hanno condotto nel bel mezzo del pantano in cui ci troviamo già!

Ed è per questo che nutro la seconda aspettativa: un diffuso voto, non di protesta, ma di alternativa a favore delle liste “civiche”, tutte quante! Sarebbe un’espressione forte dei cittadini in favore di un profondo cambiamento del sistema dei partiti, nella direzione di far sì che tornino ad essere quello che erano nelle intenzioni dei Padri Costituenti. Ovvero i Partiti come luogo “trasparente” dove i cittadini possano partecipare alla costruzione delle diverse Visioni Valoriali in competizione tra loro e nei quali si possano condensare le energie per realizzare quella tra di esse che dalla competizione elettorale emergerà come maggioranza.

Non si può rinunziare al sistema dei partiti. L’ho detto già in altre occasioni e lo riaffermo ancora una volta: al di là di un ambito territoriale molto ristretto – come può essere un comune – l’esigenza di fare sintesi e rappresentatività allo stesso tempo su territori più vasti “richiede” ambiti organizzativi che un movimento civico non è in grado di fornire. Il senso di una forte affermazione delle “civiche” in una competizione come questa di Jesi adesso o quella di Ancona tra non molto darebbe la giusta forza e la spinta decisiva all’ormai non più rinviabile ricambio degli “interpreti” della scena politica, interpreti che – ed è sotto gli occhi di tutti - hanno ridotto l’attività politica ad un “farsa” le cui conseguenze non possiamo più permetterci! Si tratta di sostituire gli uomini, allargare la partecipazione, separare i destini personali degli “interpreti” da quelli politici, insomma fare “piazza pulita” dei mestieranti, gli avventurieri ed i mediocri!

E non è che servano chissà quali riforme; in realtà è sufficiente introdurre e pretendere “trasparenza” nell’azione amministrativa. Che è fatta di poche e semplici cose, ma essenziali affinché si cambi rotta: le regole sul numero di mandati consecutivi elettivi e non; i criteri di selezione delle posizioni apicali nelle società partecipate e controllate perché queste gestiscono il grosso dei nostri soldi e sono responsabili della qualità e dell’agibilità dei servizi alla persona ed alle aziende; eliminazione delle segreterie dei Partiti dalla lista dei soggetti che decidono quelle posizioni ed abbandono del sistema dei “debiti” occulti, restituendo rigore, efficacia ed efficienza alla gestione di quelle aziende; la restituzione al Sindaco della sua principale prerogativa che è quella di scegliere in completa autonomia – senza essere costretto alle estenuanti trattative infinite di sempre con le segreterie dei Partiti - gli assessori della Giunta ed indirizzarne l’azione; sottoporre SEMPRE alla preventiva approvazione da parte del Consiglio qualsiasi variazione di programma o di bilancio, curando più di ogni altra cosa l’informazione degli elettori e delle parti sociali sulle scelte che si faranno, le loro ragioni ed il loro significato economico.

Ecco, è questo che mi aspetto sopra ogni altra cosa da questa tornata elettorale. Ed è anche la ragione – la capacità di interpretare questo tipo di cambiamento – per la quale ho “messo la faccia” in Patto x Jesi per sostenere insieme a Jesiamo la candidatura a Sindaco di Massimo BACCI, una persona che ha fatto del “merito” e della “trasparenza” la sua guida e la sua ragion d’essere in politica.

A risentirci dopo il primo turno!






Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2012 alle 11:35 sul giornale del 05 maggio 2012 - 735 letture

In questo articolo si parla di attualità, Alfredo Punzo

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