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Confindustria: Casali, la riforma sul lavoro è essenziale per il nostro futuro

giuseppe casali 3' di lettura 07/05/2012 - Per Confindustria Ancona è iniziata mercoledì scorso una settimana densa di appuntamenti sul tema del lavoro e della riforma in discussione in Parlamento. Il primo incontro è stato tra i vertici confindustriali e il Direttore delle Relazioni Industriali di Confindustria, Pierangelo Albini.

Obiettivo: "capire l'aria che tira a Roma sulla riforma del mercato lavoro - constata Casali, Presidente degli industriali dorici - e purtroppo devo dire ancora una volta che così non va. Cambiano i Governi, i tecnici subentrano ai politici, ma resta viva, urgente e vitale la questione fondante per il futuro del nostro Paese! Esiste qualcuno in Italia che comprenda come senza impresa, senza libera iniziativa economica non potrà esserci un domani né in termini occupazionali né per il futuro di questo Paese? Ebbene, dopo esserci confrontati con Albini, la conclusione è che le nostre critiche, avanzate circa un mese fa, sulla riforma Fornero non solo erano motivate ma oggi vanno amplificate! Siamo di fronte ad una riforma che rischia di tradursi in qualcosa di confuso e probabilmente approssimativo e che cambierà gli assetti esistenti senza tuttavia modificare e risolvere i vizi dell'attuale impianto normativo."

È un Casali buio e preoccupato: "fin dall'inizio abbiamo detto che a noi non stava a cuore solo la sorte dell'art.18. Noi imprenditori chiedevamo e chiediamo ancora una riforma vera, che assicuri snellezza e fluidità tra ingresso e uscita dal mercato lavoro, che sancisca un vero e proprio patto generazionale tra giovani e anziani, che dia una speranza a chi' a media età, si è trovato a misurarsi con la disoccupazione.

Chiediamo anche certezza di diritto, dei tempi della giustizia e rispetto per chi fa impresa, persona che ha a cuore i destini della propria azienda e di tutti i propri collaboratori.

Chiediamo la parificazione tra pubblico e privato, perché questi due mercati diventino finalmente tra loro vasi comunicanti."

Così non è secondo gli Industriali anconetani, impegnati in questi giorni a denunciare la scarsa attenzione riservata all'impresa, additata solo come causa dei problemi economici e sociali nel Paese. "Se il primo maggio siamo usciti sulla stampa con un manifesto di denuncia e richieste, lo abbiamo fatto perché siamo fortemente preoccupati per il destino economico del Paese. - aggiunge Casali - Evidentemente non è questione di chi governa, tecnico o politico che sia.

Siamo di fronte ad un problema culturale assai diffuso nella società e nelle istituzioni, ossia la mancanza di consapevolezza del ruolo economico che l'industria esercita nelle sorti del nostro Paese. Forse, prima di riformare il mercato del lavoro servirebbe un piano di politica industriale che tracci anche la strada sulla quale sviluppare l'assetto normativo del lavoro, per esempio.

Abbiamo però la sensazione che una visione così organica sia lontana dalla visione dei nostri Governanti."

Confindustria Ancona, comunque, non demorde e dedica nei prossimi giorni altri due appuntamenti al mercato del lavoro. Il primo giovedì 10 maggio in collaborazione con l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale sui temi del welfare con il Prof. Gabriele Fava e della flexsecurity con la presenza del Prof. Pietro Ichino, noto giuslavorista. Il secondo martedì 15 maggio in cui si parlerà degli effetti della riforma relativamente ai principali contratti di lavoro, alla presenza di Paolo Pennesi, Direttore Generale dell’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-05-2012 alle 11:50 sul giornale del 08 maggio 2012 - 809 letture

In questo articolo si parla di attualità, ancona, Confindustria Ancona

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