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Monsano: il sindaco Fioretti scrive ai cittadini per spiegare IMU e Patto di Stabilità

Gianluca Fioretti 10' di lettura 09/05/2012 - Patto di stabilità e IMU: i Comuni diventano esattori dello Stato e “muiono” nella loro funzione costituzionale di garanti e “costruttori” del territorio.

Cari concittadini,

la difficilissima situazione economica italiana ci è costata nell’ultimo periodo innumerevoli manovre economiche, che andranno di riflesso ad incidere pesantemente anche sul prossimo Bilancio del nostro Comune. Ci attendono molti sacrifici, e come ho sempre fatto risponderò a voi delle scelte operate per il bene della nostra Monsano…

Desidero però fare un po’ di chiarezza.

Con la reintroduzione dell’IMU (ex ICI) si sta facendo largo la convinzione, completamente infondata, che questa sia una tassa che resterà ai Comuni. Non è così! La nuova imposta è “municipale” solo nel nome, perché – nonostante gli aumenti rispetto alla vecchia ICI – non porterà risorse aggiuntive nel bilancio del nostro Comune, anzi: i Comuni, tenuto conto dei tagli alle risorse, avranno nel loro bilancio solo il 73% del gettito della vecchia ICI, nonostante il prelievo immobiliare ammonti ad oltre il doppio (233% rispetto all’ICI 2011).

L’unico gettito che rimane per intero al Comune è quello derivante dall’abitazione principale.
L’IMU per la categoria “altri fabbricati”, invece, non andrà al Comune, ma in buona parte allo Stato, perché lo Stato taglierà i trasferimenti ai Comuni per ogni singolo Euro che la nuova tassa dovesse portare in più rispetto alle entrate attuali. Anzi, ai Comuni viene imposto un ulteriore taglio di 1,45 miliardi. Il conto è presto fatto: lo Stato incassa la tassa “comunale”, e il Comune ci rimette sia la faccia che la cassa.

Di fatto, tutti i Comuni italiani, a seguito di questa macchinosa previsione si trovano ad affrontare una situazione di estrema difficoltà: lo Stato, che già negli anni precedenti ci aveva imposto pesanti sacrifici, con quest’ultima manovra sull’IMU, ha reso ancora più precari i bilanci locali e con essi la possibilità di continuare ad erogare servizi essenziali alla cittadinanza. Ad oggi (e si è arrivati al mese di maggio!...) il Comune di Monsano si trova, per la prima volta, in estrema difficoltà, non essendo ancora disponibili elementi precisi per la predisposizione del Bilancio di Previsione 2012. Non sono ancora definitivi né i dati relativi alle attribuzioni da federalismo fiscale né le stime ministeriali relative all’IMU, che generano la riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio.

L’unica libertà che ci è stata lasciata è quella di aumentare le aliquote dell’IMU. Sulla categoria “altri fabbricati” lo Stato tratterrà il 3,8‰, a fronte dell’aliquota comunale 2011 (ex ICI seconda casa) del 7‰. Questo significa, semplicemente, che per mantenere lo stesso livello di entrate degli scorsi esercizi, il Comune si troverebbe costretto ad aumentare tale aliquota fino al massimo consentito, il 10,6‰!

Lo stesso meccanismo (quello di tenersi parte delle entrate derivanti dai tributi comunali) è previsto con l’introduzione dal 2013 della nuova “TRES” (Tassa Rifiuti e Servizi), che andrà a sostituire l’attuale TARSU.

Ci sarà inoltre la possibilità da parte del Comune di variare le aliquote IMU entro il 30 settembre 2012 (in deroga ad ogni norma tributaria di statuto del contribuente e di contabilità pubblica) e la possibilità per lo Stato (alle prese con evidenti errori di stima) di variare le aliquote di base “altri fabbricati” entro il 10 dicembre 2012 (con il conseguente rischio di incertezza sull’assestamento generale di bilancio dei Comuni, da farsi entro il 30 novembre 2012), tenuto anche conto che il gettito definitivo non sara conoscibile prima del primo trimestre 2013.

Questa complessa applicazione della disciplina dell’IMU, con una pesante incertezza sul gettito come stimato e sugli oneri finanziari gravanti sugli stessi Comuni per gli immobili di proprietà, con effetti attualmente devastanti sulla corretta, ordinata e ordinaria gestione finanziaria dei Comuni e sulla possibilità stessa di predisporre i Bilanci, unita alle gravi difficoltà sul versante delle entrate determinate dai cospicui tagli ai trasferimenti erariali (per Monsano del 20%, con i € 495.522,53 previsti per il 2012, rispetto ai € 614.160,26 del 2011) e alla lesione dell’autonomia inferta dalle disposizioni in materia di tesoreria unica, mettono il Comune, soprattutto quello di piccole dimensioni, in una condizione oggettiva di estrema difficoltà, mai così sentita e subita nella nostra storia repubblicana.

Siamo consapevoli della grave crisi che il Paese sta attraversando, non vogliamo sfuggire alle nostre responsabilità, né scaricarle su altri. Il nostro contatto quotidiano con i problemi reali dei cittadini, delle famiglie e delle categorie economiche ci porta ad affrontare sul campo molte delle complesse questioni che ostacolano la fuoriuscita dell’Italia da questa crisi drammatica. Tuttavia, i Comuni italiani, diversamente da altre Pubbliche Amministrazioni, hanno già dato un grande apporto al contenimento del debito, risultando negli ultimi dieci anni il settore pubblico più efficiente e meno “sprecone”. Con gli altri miei colleghi ne abbiamo parlato molto, in queste settimane, trovandoci “spalle al muro”, soffrendo solamente al pensiero di aumentare le tariffe ai cittadini (a tutti noi…), già sufficientemente tartassati. L’alternativa a questo, però, è la riduzione dei servizi spesso essenziali per i cittadini, che al Comune costano molto di più di quanto non sia coperto dalle rette e dalle tariffe.

Penso ad esempio ai servizi scolastici, ai servizi agli anziani, ai giovani, alle famiglie, alle situazioni, sempre più numerose e delicate, di disagio sociale. Alla casa, alla Biblioteca e alla cultura, e all’associazionismo.

E non basta. Anche il nostro Comune, come gli altri dai 1000 ai 5000 abitanti entrerà da gennaio 2013 nel rispetto del Patto di Stabilità.

Il “Patto di Stabilità Interno” (PSI) è quel meccanismo (perverso, dico io…) che ci impedisce di spendere i soldi che avremmo già nelle nostre disponibilità, e che potremmo utilizzare per le opere sul territorio, dalla manutenzione delle scuole e delle strade, alla tutela e gestione dell’Ambiente, fino agli investimenti che abbiamo già programmato (su tutti, la riqualificazione dello stabile della scuola media di via Roma, con il progetto pronto dallo scorso ottobre, in parte finanziato, già inserito nel nostro Piano delle Opere Pubbliche), pronti a partire con l’approvazione del Bilancio di Previsione ma che non possiamo avviare, data l’impossibilità, per rispettare il Patto, di poter pagare gli stati di avanzamento dei lavori, pena pesanti sanzioni, fino a quelle pecuniarie a carico degli Amministratori e ai funzionari, al blocco delle assunzioni e al commissariamento. Questo perché dobbiamo, coi soldi del nostro Comune, garantire il debito dello Stato! Salito nella percentuale con il PIL (Prodotto Interno Lordo) al 120%, mentre i parametri europei di Maastricht, prescrittivi per il Patto, ci chiedono di scendere al 60%.

Un meccanismo, insieme a quello, altrettanto perverso, dell’IMU, che assegnerà ancor più all’Amministrazione il ruolo, ingrato e non meritato, di “esattore”, con l’impossibilità di spendere quelle risorse (dovute da una gestione oculata e virtuosa dei nostri Bilanci, sempre in salute negli anni), in direzione di quegli investimenti in Opere Pubbliche e in quei progetti di Programma indispensabili per la nostra Comunità.

Ricordo inoltre alcuni fattori, importanti e decisivi, che manifestano il fatto che non sono i Comuni gli Enti “colpevoli” della disastrosa situazione economica del Paese, anzi, nel corso degli anni, grazie alle loro politiche di bilancio e di oculatezza, hanno contribuito ad alimentare in modo virtuoso le casse dello Stato:

• I Comuni presentano un saldo obiettivo positivo, ai fini del PSI, di ben 3,6 miliardi, di cui 1,5 miliardi da realizzarsi (in Opere Pubbliche e investimenti) nel solo anno 2012; a ciò si aggiungono i tagli disposti sia dalla legge di stabilità per l’anno in corso che dal decreto legge 78 del 2010 che ammontano ad un totale di 2,5 miliardi. In altre parole, se confrontiamo i tagli all’Ici, i comuni possono disporre del 73 per cento della vecchia imposta;

• Le modifiche della disciplina applicabile dell’IMU dal 2012 approvate in Parlamento modificano ulteriormente il tributo ed il relativo gettito a disposizione per ogni Comune, aumentando l’incertezza negli Enti e nei contribuenti in merito agli adempimenti relativi.

A Monsano vogliamo garantire ancora i servizi essenziali alle fasce più deboli della popolazione, a quei cittadini che in questi mesi di crisi hanno cercato un aiuto proprio in Comune.

Vogliamo investire i soldi che abbiamo per lo sviluppo del territorio, vogliamo continuare a mantenere vive l’identità e le tradizioni della nostra Comunità.

Si parla di tagli agli sprechi e ai privilegi, ma quando si parla di Comuni, spesso si vedono sprechi e privilegi anche dove non ci sono. La verità è che dopo anni di tagli i Comuni hanno contribuito più di altri a diminuire la spesa pubblica, chiudono in attivo i Bilanci, gli stipendi medi sono più bassi che in altre Amministrazioni, come il rapporto tra dirigenti e dipendenti.

La mia indennità mensile (€ 813 lordi, netti € 531) e quella dei miei assessori (€ 162 l’Ass. Melappioni, € 122 gli Ass. Cecconi e Danti, € 244 l’Ass. Rinaldi, sempre al lordo di Irpef e di Addizionale regionale e comunale) sono una frazione degli stipendi dei politici, di cui tanto si discute, e una parte infinitesimale degli enormi sprechi della spesa pubblica (dai Ministeri agli apparati governativi, agli Enti e alle loro cariche, inutili e frutto della partitocrazia, fino alle Regioni).

Oggi, si tagliano i fondi ai Comuni con la convinzione (o la scusa, per l’incapacità e la mancanza di volontà politica?...) che questi siano solo una fonte di spreco. Falso! Domani, in questo modo, molti servizi che i Comuni garantiscono non si potranno più avere.

In conclusione. L’assoluta rigidità espressa dal Governo in tema di tesoreria unica, Patto di Stabilità, trasferimenti statali, il groviglio normativo sull’IMU che vedrà da una parte i cittadini tartassati da tasse e imposte e dall’altra parte i sindaci nelle vesti di ‘crudeli esattori’ per conto dello Stato senza avere neppure una minima certezza di veder tornare quel gettito investito sul proprio territorio, impone uno stop e una profonda riflessione da parte del Governo. Non si sta andando nella giusta direzione. In piena recessione il Paese ha bisogno di politiche territoriali che diano ossigeno alle imprese, alle famiglie e ai cittadini. I Comuni possono essere fondamentali in questo momento e fare la differenza. Senza liquidità né gettito, senza trasferimenti statali, senza autonomia impositiva, si torna indietro e si condanna il futuro dell’Italia.

I tagli al Comune sono tagli a noi cittadini: insieme dobbiamo riuscire a far valere le ragioni della nostra Comunità. Io, insieme a molti altri Sindaci, ci stiamo provando, con i mezzi a noi consentiti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-05-2012 alle 16:36 sul giornale del 10 maggio 2012 - 2550 letture

In questo articolo si parla di attualità, monsano, gianluca fioretti

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