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Ballottaggio: Traversi (Jesiamo), la rinuncia all'alternanza ha trascinato Jesi nel pantano

Barbara Traversi 2' di lettura 10/05/2012 - Qualche tempo fa, durante il Festival dell'Educazione qui a Jesi, ho avuto occasione di ascoltare Edoardo Martinelli, allievo di don Lorenzo Milani. Tra i tanti riferimenti emozionanti alla vita di quella che, per me, è sempre stata una figura di riferimento, mi ha colpito in modo particolare un'osservazione.

Rispondendo a una domanda sull'atteggiamento del Priore di Barbiana nei confronti della politica, Martinelli ci ha raccontato sorridendo che quando in paese il vento tirava troppo a favore della Democrazia Cristiana don Milani cercava di portare acqua al mulino dei Comunisti e viceversa, nei periodi in cui sembrava prevalere eccessivamente il PC, sosteneva i Democristiani. Il senso era chiarissimo e per me, che partecipavo ai primi incontri di quella che poi sarebbe diventata Jesiamo, illuminante: l'alternanza è una condizione irrinunciabile della democrazia. Per qualsiasi forza politica, la consapevolezza di essere periodicamente sottoposti da parte del cittadino ad un reale giudizio e di poter essere confermati nel proprio ruolo o mandati a casa è una molla fondamentale, che dovrebbe spingere a una tensione costante verso il miglioramento del proprio operato, ad un ricambio di persone che lasci spazio via via alle forze migliori che emergono, nell'interesse di tutti.

Noi abbiamo rinunciato per decenni a questa possibilità, e ciò ha contribuito in modo determinante, dal mio punto di vista, a far scivolare Jesi nel pantano in cui si trova ora.

Non penso che le categorie destra e sinistra siano superate, spero anzi che tra dieci anni, quando il mio figlio maggiore che oggi ne ha otto, andrà a votare per la prima volta, si possa tornare a scegliere tra due o più parti politiche che abbiano dei riferimenti ideali e culturali chiari ed esprimano una propria visione della società, si chiamino pure destra e sinistra, conservatori e progressisti, popolari e socialdemocratici o altro.

Il problema è che non ci si può affidare a queste etichette in modo acritico, da tifoseria calcistica o fede religiosa. Devono essere persone e realtà credibili e quelle che ci governano adesso non lo sono! Abbiamo bisogno di rinnovare completamente la nostra classe politica e l'unica strada per farlo, oggi a Jesi, è il civismo. Questo è il senso di Jesiamo e delle altre liste civiche, che mi auguro scelgano di andare fino in fondo insieme a noi, ciascuno con il proprio percorso ma con un intento comune di rinnovamento che in questo momento, ne sono convinta e ce lo hanno detto i numeri, costituisce una priorità assoluta per la gran parte dei cittadini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-05-2012 alle 21:59 sul giornale del 11 maggio 2012 - 1475 letture

In questo articolo si parla di attualità, barbara traversi

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