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Ballottaggio: Cesaretti (Udc) incontra i candidati alla sfida finale

Paolo Cesaretti 2' di lettura 12/05/2012 - All¹assemblea convocata ieri da Paolo Cesaretti per confrontare l¹elettorato UDC con i due candidati al ballottaggio si è presentato solo Augusto Melappioni. Cesaretti invece, con a coerenza che lo contraddistingue, ha partecipato alla riunione indetta da Massimo Bacci.

"In un sistema democratico ­ ha detto Paolo Cesaretti ­ se vengo chiamato al confronto, io partecipo. Evidentemente non è così per tutti visto che i candidati più interessati, perché espressione di liste civiche, affini quindi al modo di pensare del candidato che li ha convocati, non si sono presentati. Questo la dice lunga sulla possibilità di vita di una eventuale coalizione. Diciamo quindi che in questo i due candidati si trovano sulla stessa barca: quando ci sono troppi galli a cantare, si dice, non si fa mai giorno. Mi domando invece da dove provenga l'entusiasmo dell'On. Ciccioli per appoggiare un candidato che, di fatto si fa alfiere della eliminazione dei partiti. Forse dopo essersi trasformato più volte per ottenere la carica di onorevole ora sta pensando di fare il salto della quaglia e sposare la moda delle civiche?

Quale coerenza dimostrano gli uomini dei partiti che si mascherano dietro liste che fanno della negazione dei partiti, credo che abbia fatto bene il presidente Casini ad abbandonare quei partiti che localmente hanno ammainato i propri simboli. In ogni battaglia, il primo riferimento è la bandiera e abbandonarla indica sconfitta. Solo il buon senso tipico delle persone moderate ha potuto permettere l'esperimento del modello Marche: la regione ha bisogno di stabilità per far fronte alla grave crisi e quindi si è chiesto questo sforzo anche a scapito di perdere pezzi rappresentativi ma ci si è trovati, dall'altra parte, alle rigide posizioni dei comunisti che in modo anacronistico pongono veti incomprensibili. C'è quindi la necessità che il modello Marche venga fatto crescere proprio da quelle aree che adesso vorranno condizionare un Sindaco e una nuova generazione che hanno portato avanti battaglie di rinnovamento.

Jesi ancora non vede nell'una e nell'altra parte quella sicurezza di conduzione di cui ha bisogno.

Forse chi si propone alla città dovrebbe dimostrare di essere degno di governare tutti gli jesini, eliminando ciò che divide e dare spazio alle opportunità. Dovrebbe evitare di cavalcare la facile onda del qualunquismo ma fare proposte concrete e convincenti e soprattutto avere la visione di come sarà Jesi al termine del suo mandato. Sono queste le parole che vogliono sentire dire gli jesini non basta la 'verginità', che viene proposta dall¹una e dall¹altra parte, del mandato perchè la città non si può permettere più l'incertezza".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-05-2012 alle 13:56 sul giornale del 14 maggio 2012 - 950 letture

In questo articolo si parla di attualità, politica, udc jesi, unione di centro, paolo cesaretti

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