Quantcast

Rocconi: il Vangelo di domenica 13 maggio

vescovo Gerardo Rocconi 4' di lettura 12/05/2012 - Dal Vangelo secondo Giovanni In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».


CON IL SIGNORE RISORTO LA VITA E’ GIOIA
Questo tempo di pasqua, in cui la liturgia ci presenta il Risorto e pertanto ci invita ad vivere vicini a lui, è un tempo pieno di serenità e gioia. E’ importante imparare a vedere il nostro rapporto con il Signore come fonte di gioia. Del resto noi viviamo per la gioia, siamo assetati di gioia e la fede ci apparirà come una realtà meravigliosa nella misura in cui è apportatrice di gioia. La vita dell’uomo è sempre un rincorrere la gioia. Si cerca, si fugge, si desidera, si ha paura. Ma il motivo è sempre quello: la gioia. Il problema è che spesso si prendono delle delusioni: dove si sperava di trovare tanta gioia alla fine si trova il vuoto. E si cade in una tristezza più grande.
Ma è possibile per l’uomo avere gioia piena sulla terra? La Madonna a Fatima ha detto: “La gioia piena ve la prometto solo in paradiso”. La gioia è Dio. Qui sulla terra la gioia vera è possibile solo nella misura in cui si è realizzato un po’ di paradiso.

IL PARADISO E’ GIOIA
Cos’è il paradiso? Qualcuno si chiede: cosa si fa in Paradiso? Possiamo dire solo questo: Il Paradiso è stare nel cuore di Dio, essere perennemente nell’abbraccio di Dio. Un abbraccio che produce una gioia sconfinata.
E il Paradiso sulla terra è possibile? Sì, nella misura in cui riusciamo a rimanere nell’abbraccio di Dio. Comprendiamo allora le due frasi che ascoltiamo nel vangelo di oggi: Rimanete nel mio amore. E poi: Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Dio è amore. Il Padre ama il Figlio. Il Figlio ci ama dello stesso amore di cui è amato. Rimanete in questo amore, dice Gesù. Gesù ci chiede di abitare nel suo amore, di mettere le radici.

SULLA TERRA E’ GIOIA SE SCENDE IL PARADISO
Anche per rimanere nell’amore di Gesù c’è una strada da percorrere, una scelta da fare: ascoltare la sua parola, osservare il suo comandamento che è quello di imitarlo nel donare la vita. Così come ha fatto lui: l’amore consiste nel donare la vita, nell’offrire la propria esistenza. Il Padre ha donato Gesù, Gesù ha donato se stesso per noi. Noi dobbiamo prolungare questa catena di amore. Così, imitando Gesù si rimane nel suo amore.
Tutto ciò è fonte di gioia! Gesù dice che la gioia è nel costruirci il più possibile il paradiso in terra, rimanendo nel suo amore. E questo è possibile osservando il suo comandamento. Per il mondo sembra che la gioia sia nella trasgressione: Gesù propone un’altra via, quella dell’obbedienza.
E’ nel guardare Gesù che comprendiamo il senso della vita e come deve essere vissuta: dare la vita come Egli ha dato la vita.
Questo dare la vita trasforma il rapporto fra le persone: Gesù parla di amici: Egli ci ha dato la sua vita e ci ha resi amici, non più servi.
E quando si vive così si entra in un nuovo rapporto anche con gli altri. L’amico di Dio, chi vive fin d’ora nel Paradiso, infatti, comprende la tenerezza di Dio, la sua misericordia e la sua preoccupazione verso tanti altri che sono lontani.
La tenerezza del Padre coinvolge gli amici del Figlio nel suo progetto di amore per l’umanità, perché nessuno vada perduto: ecco il frutto da portare.
Che sappiamo spargere tanti semi di gioia e di consolazione. E’ questa la missione di coloro che Gesù ha chiamato amici miei!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-05-2012 alle 13:30 sul giornale del 14 maggio 2012 - 1106 letture

In questo articolo si parla di chiesa, attualità, gerardo rocconi, jesi, diocesi di jesi, vescovo gerardo rocconi

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/yXW





logoEV
logoEV