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Chiaravalle: Fiamma Tricolore, Imu, basta tasse ai più deboli!

Fiamma Tricolore 5' di lettura 14/05/2012 - Durante l'ultimo consiglio comunale a Chiaravalle, è stato approvato il bilancio per l'anno in corso 2012 che introduce l'IMU, l'imposta municipale (Legge n.214/11 del 22 dicembre 2011) approvata in Parlamento con una maggioranza bulgara con i voti di PD, PDL, UDC e FLI.

Evidenziamo gli aspetti più importanti:

a) La vera novità dell'IMU rispetto all'ICI è il concetto di abitazione principale. L’abitazione principale era stata totalmente esentata dall’ICI nel 2008 dall'allora Governo Berlusconi. Dal 2012, con l’IMU, l’abitazione principale torna ad essere oggetto d’imposta. Attenzione a non confondere abitazione principale con prima casa. Per abitazione principale si intende il fabbricato nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Cioè ad esempio se un soggetto possiede una casa a Chiaravalle ove risiede, ma ad es. per motivi di lavoro, ha il suo domicilio in un'altra abitazione nello stesso comune o in un altro comune, nessuna delle due unità immobiliari potrà essere considerata abitazione principale. Inoltre le aliquote previste per l’abitazione principale si estendono anche alle pertinenze: magazzini, locali di deposito, cantine, soffitte, garage, rimesse, tettoie, chiuse o aperte.

b) Per gli anni 2012 e 2013, c’è la possibilità di una maggiorazione sulla detrazione pari a 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare destinata ad abitazione principale fino ad un massimo di 400 euro (8 figli). Attenzione: la maggiorazione della detrazione per la presenza di figli non ha alcun rapporto con il concetto di figli a carico. La maggiorazione spetta comunque anche se il figlio lavora e ha redditi propri. L’importante è che il figlio dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’abitazione principale dei genitori.

c) La base imponibile sul quale viene applicata l’aliquota per la determinazione dell’imposta si ottiene moltiplicando la rendita catastale (o il reddito dominicale) con il moltiplicatore dato dalla categoria catastale, rivalutato del 5% se fabbricato (del 25% se terreno). I moltiplicatori sono:
- 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
- 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
- 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10 e D/5;
- 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D (con esclusione della categoria D/5), tale moltiplicatore sarà elevato a 65 a decorrere dal 1º gennaio 2013;
- 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1;
- 130 per i terreni. Per i coltivatori diretti iscritti alla previdenza agricola il moltiplicatore è ridotto a 110.

Quindi la formula per il calcolo della base imponibile per un immobile fornito di rendita catastale sarà dunque: Rendita al 1° gennaio 2012 + Rivalutazione del 5% x moltiplicatore della categoria dell’immobile; per un terreno agricolo: Rendita al 1° gennaio 2012 + Rivalutazione del 25% x coefficiente 110 o 130).

d) La legge che istituisce l’IMU ha stabilito le seguenti aliquote d’imposta:

- 0,4% per l'abitazione principale, modificabile dello 0,2% in aumento o diminuzione;
- 0,2% per i fabbricati rurali (ad uso strumentale del coltivatore diretto), i comuni possono ridurla a 0,1%;
- 0,76% per i terreni che non producono reddito fondiario e per quelli concessi o affittati a terzi, modificabile fino a 0,4%;
- 0,76% per i restanti casi, modificabile da 0,46% a 1,06%.

e) Se il Comune non delibera aliquote diverse, si intendono vigenti le aliquote previste per legge.

f) Il gettito dell’IMU relativo alle abitazioni principali e ai fabbricati strumentali all'attività agricola va interamente ai Comuni, mentre è riservata allo Stato la metà dell’imposta dovuta per tutti gli altri.

g) Per l'anno 2012 il Comune di Chiaravalle ha adottato le aliquote base come prevede la legge.

Con questo cosa accadrà? Si sono penalizzate le fasce più deboli della popolazione, i redditi bassi, i piccoli commercianti e le attività legate all'agricoltura. Per le prime abitazioni si poteva applicare l'aliquota minima dello 0,2% al posto dello 0,4%. Non ci vuole una laurea in Economia per capire che l'IMU non fa distinzione tra un cittadino che guadagna poche migliaia di euro con un altro cittadino che ne guadagna 100 mila ed entrambi vivono in abitazioni che hanno la stessa rendita catastale: ambedue pagheranno lo stesso importo.

Quindi l'aliquota allo 0,4% metterà in serie difficoltà soprattutto i redditi bassi, le persone sole, le famiglie monoreddito, le giovani coppie ed i precari che ancora pagano il mutuo. Inoltre si poteva aiutare quelle categorie che riguardano i commercianti, gli artigiani, il ceto produttivo che caratterizzano il vero tessuto economico della città sempre più a rischio chiusura. Ulteriore scandalosa ed inaccettabile iniquità riguarderà gli agricoltori diretti, che da un potenziale 0,1% saranno costretti a pagare un vero salasso sui propri beni strumentali. Per questo noi della Fiamma Tricolore nei prossimi giorni ci attiveremo per chiedere l'abbassamento dell'aliquota sull'abitazione principale e sui beni strumentali che riguardano le categorie più colpite da una crisi voluta dalle banche a dai loro burattini.


da Movimento Sociale Fiamma Tricolore




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2012 alle 15:11 sul giornale del 15 maggio 2012 - 947 letture

In questo articolo si parla di attualità, Movimento Sociale Fiamma Tricolore, fiamma tricolore

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