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Ballottaggio: Punzo (Patto per Jesi), è ora di cambiare musica

Alfredo Punzo 5' di lettura 15/05/2012 - Capisco (ma non condivido) che in campagna elettorale un po’ si finisce con l’esagerare con le promesse. Capisco pure (ma continuo a non condividere) che qualche “sfacciata balla” bisogna pur sacrificarla sull’altare della comunicazione elettorale, specie nell’ultimo “sprint” prima del ballottaggio! Ma quanto affermato/promesso nell’ultima uscita di Augusto Melappioni è “veramente” notevole e supera qualsiasi decenza. E non gliela faccio a tacere!

Nel suo odierno articolo (“Melappioni, il bilancio partecipato, il cittadino protagonista”) si parla nientedimeno che di “bilancio partecipato” che, se non capisco male, è un “nuovo modo” di spendere i nostri soldi che prevede una costante informazione preventiva su quello che ci si vuole fare con l’obiettivo di raccogliere il consenso (sempre preventivo) della cittadinanza, mediante periodiche e capillari riunioni di quartiere.

Cosa dire; non si può che essere d’accordo, in realtà basterebbe anche meno, è esattamente quello che farebbe l’amministrazione di Bacci e che predichiamo da quando è iniziata questa campagna elettorale: la trasparenza amministrativa e la coerenza dei “conti”.

C’è solo un piccolo (trascurabile?) problema: non credo ad una parola di quello che scrive Augusto Melappioni su questi argomenti.

E sapete perché? Ma perché quello che lui e la sua parte politica han fatto in Sanità tra il 1999 ed il 2005 ed a Falconara tra il 2005 ed il 2006 è l’esatto contrario!

E, se non basta l’articolo che scrissi tempo fa, lo ripeto: sono stati spesi fior di milioni di euro (i nostri) non previsti in nessun bilancio preventivo senza dire nulla agli unici che dovevano saperlo prima: i cittadini. Non entro nemmeno nel merito del “cosa” ci abbiano fatto (anche se ci sono entrato di mio e non sono d'accordo con nessuna delle scelte che ha fatto!). Resta il dato politico che con quei soldi la sua parte politica c’ha acceso debiti per tutti noi, facendoci facile consenso grazie al quale ancora governa.

Non si possono “sparare” balle così. È offensivo. Non solo per me, ma per tutti i cittadini di Jesi. È questa politica “folle”, che fa di tutto per sopravvivere (anche e specialmente “raccontare balle spudorate”), la responsabile di come siamo messi oggi. Credo che ciascuno di voi abbia sentito per radio o per televisione la notizia del giorno (che poi è vecchia, solo che ogni volta cresce la cifra …): ogni italiano donna, uomo, vecchio o bambino (pure quelli che nasceranno domani) ha un debito personale di 32.000 € abbondanti.

Come pensate sia nato questo debito. A Roma? Solo in minima parte! Anche perché Roma è la somma di quel che si fa nel Paese. Questo debito nasce nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni dove i mille Melappioni del PD o del PdL (è la stessa identica cosa, maledizione) hanno fatto quello che hanno voluto con i danari di tutti. E vi chiedono il voto per continuare così. Sennò il “loro” mondo casca, proprio come le mele marce cascano dagli alberi se nessuno le raccoglie quando è ora! E l’ora è adesso!

È facile erogare servizi a gogò senza avere tetti di spesa: è difficile definire cosa debba essere il servizio, erogare quel servizio nella dovuta qualità perché tutti coloro che ne hanno bisogno possano goderne, stando nei bilanci preventivi che le risorse a disposizione impongono! Non è facile. Ci vuole capacità gestionale, rigore morale, onestà intellettuale e – soprattutto – non si fa consenso. Perché per amministrare così, bisogna anche dire ai cittadini come cambiare le nostre abitudini di consumo, specialmente quelle più inutili e dispendiose! Perché bisogna dire agli operatori che i danari pubblici non sono l’albero della cuccagna! Ma è quel tipo di gestione che sarebbe servita. È quel tipo di gestione che serve oggi, l’unica che può tirarci fuori dal girone infernale in cui ci hanno precipitati! Per cominciare almeno a risalire la china di quei 32.000 € di debiti a testa!

In questa cifra, carissimo concittadino nonché candidato sindaco Augusto Melappioni, si riassume tutto il vostro fallimento che consiste nella nostra situazione economica e sociale nella quale oggi dolorosamente ci dibattiamo, e – mi spiace doverlo dire – Monti non c’entra niente. C’entrano invece – appunto - i Melappioni di ogni colore politico e di ogni età, quelli del PD e quelli del PdL. Tutti quelli che si sono succeduti nel governo dei Comuni, delle Province, delle Regioni e del Paese in questi ultimi 30 anni.

È ora di cambiare. Per la sintesi che esprime, mi piace ancora usare lo slogan di Bruno Brunori: Massimo Bacci è innocente. E non c’entra la destra o la sinistra. E non c’entrano nulla nemmeno le “tradizioni” vere o presunte della nostra Jesi! C’entrano – ahinoi - le cose di cui vi dicevo sopra: capacità gestionale, rigore morale, onestà intellettuale. Cambiare si può e si deve perché è necessario. Pertanto, non fatevi abbagliare dalla spudoratezza e la decisione con cui si promette ciò che palesemente non si farà perché … non lo si è mai fatto! Il 20 ed il 21 prossimo vota per il cambiamento! Quello vero. Massimo Bacci.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-05-2012 alle 10:16 sul giornale del 16 maggio 2012 - 1678 letture

In questo articolo si parla di attualità, Alfredo Punzo e piace a lucabutini

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