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Lettere: cari Politici, siate voi stessi il cambiamento che vorremmo (vorreste?) vedere

Fabrizio Teodosi 5' di lettura 15/05/2012 - Sto seguendo con interesse (finché non me lo fanno passare) il dibattito politico che in modi più o meno adeguati sta animando la mia città di origine, alle prese con le elezioni amministrative comunali.

Per puro caso mi sono imbattuto in un comunicato stampa, apparso l'11 maggio sulla testata online "Vivere Jesi", firmato "Maria Sas - JesiAmo".

In estrema sintesi nell'intervento si procede, in modo neanche tanto delicato, ad un'assimilazione sommaria tra la sciagurata e tristemente nota dittatura di Ceausescu ed il già discretamente avvilito PD jesino (!!), invitando i concittadini rumeni a ricordarsi delle disgrazie da loro subite in patria quando andranno a votare per il nuovo Sindaco di Jesi.

E' chiaro ed evidente per quale motivo io preferisca non perdere tempo a commentare nel merito sia questo articolo sia l'inopportunità di certi paragoni ingenuamente (ed orrendamente) strumentali, perchè la cosa si commenta ampiamente da sola ed è davanti agli occhi di chiunque sia dotato di un minimo di cultura (politica e non).

Ci tengo a precisare, oltretutto, che non ho legami di alcun tipo con il PD jesino né mi sento tenuto a dover difendere il suo recente operato.

Ciò che mi spinge, per la prima volta, a condividere pubblicamente le mie riflessioni sono questioni di puro principio, assolutamente generali e lontane da qualsiasi intento propagandistico pro o contro qualcuno: il fine è solo un suggerimento per la classe politica, più o meno nuova.

Dove sta il problema? L'articolo in questione non sembrerebbe la presa di posizione di una singola e rispettabile cittadina, visto che la Sig.ra Sas utilizza il nome della lista civica "JesiAmo" nella firma, per cui dovremmo dedurre che si tratti di un comunicato approvato dal coordinamento della lista stessa, quindi va considerto come una comunicazione alla cittadinanza con una valenza politica da parte di una delle due liste che vanno al ballottaggio.

Se è così, il fatto che a tutt'oggi sia mancata una doverosa presa di distanza a lettere cubitali da parte del capolista, in questo caso il dr. Bacci, che è una persona cui non mancano né cultura né senso della decenza, mi lascia profondamente perplesso.

Nel frattempo la lista avversaria (il PD guidato dal Dr. Melappioni) risponde praticamente con gli stessi mezzi, etichettando ad effetto il candidato sfidante come un "neo-Berlusconi", anche qui tentando la carta del coinvolgimento emotivo di quanti non hanno gradito più di tanto il percorso nazionale degli ultimi venti anni.

Dove voglio arrivare?

La competizione elettorale e lo scontro sul merito dei singoli progetti e delle diverse prospettive (ammesso che ci siano…) è auspicabile, ma l'abbassamento della dialettica a questi livelli di povertà è tutta un'altra cosa e non è un gran segno di cambiamento…anzi, non abbiamo visto altro negli ultimi 20 anni e direi che ormai ne abbiamo tutti fin sopra la testa.

Proprio tutti.

Per "rinnovare" è sufficiente parlare di contenuti, proposte e programmi...è già un enorme passo in avanti rispetto ai soliti vuoti ed estenuanti esercizi di reciproca delegittimazione cui la televisione dell'ultimo ventennio ci ha abbondantemente abituati al di là di ogni umana sopportazione.

Se il lavoro sui contenuti si sta già facendo, come a volte sembrerebbe, perché continuare ad alterare il proprio operato con mezzi che appartengono ad un'epoca che tutti vorremmo tanto lasciarci alle spalle?

I cittadini hanno un'intelligenza adeguata per capire la sostanza e fare le proprie valutazioni, non è necessario offrire loro un contenuto spettacolare aggiuntivo e, inoltre, non richiesto né funzionale.

Poi la campagna elettorale con la demonizzazione "del Comunista" in quanto tale l'ha già fatta la democrazia cristiana 50 anni fa e per 20 anni consecutivi... ad un certo punto hanno smesso pure loro.

Fidatevi, questa storia "dei comunisti" non è più una novità, neanche per Jesi.

Fino a poco fa c'era rimasto solo uno di Arcore a ripetere ossessivamente davanti alle telecamere e nelle piazze questa cosa "dei comunisti", forse per far leva sulle paure residue di un piccolo numero di sfortunati connazionali rimasti ancora traumatizzati dai racconti subiti in tenera età, ma nel resto del mondo proprio non c'è rimasto più nessuno a tirar fuori ancora questo vecchio copione per dare validità alle proprie tesi, ma neanche in America! E’ proprio tremendamente superato. Tra un po' sarà superato pure dare del "neo-Berlusconi"!

Sono solo le cose grandi e ben fatte che rimangono nella parte migliore della memoria, quelle che ricordiamo con piacere e che ci spingono a tentare di fare sempre del nostro meglio: ispiratevi piuttosto ai migliori leader politici, ce ne sono stati tanti e ricominciate a dare il buon esempio su tutta la linea: vi siete presi una responsabilità e la collettività ve ne sarà grata, però sappiate essere all'altezza.

La gente è ancora interessata ai contenuti e al valore delle persone.

Se lo sfidante tiene basso il livello (o è proprio di basso livello...), non dovrebbe essere un problema, anzi dovrebbe essere un prezioso vantaggio: l'importante è non sforzarsi per superarlo con i medesimi mezzi nella medesima direzione. O no?!

O forse un 40% di astensioni, addirittura in una città come Jesi, non è ancora un segnale chiaro?

Io non cercherei di strappare tre elettori all'avversario, piuttosto mi sforzerei di comunicare a quel 40% di cittadini nauseati che la politica può essere all'altezza della collettività che intende rappresentare.


da Fabrizio Teodosi
musicista, libero pensatore





Questo è un articolo pubblicato il 15-05-2012 alle 17:43 sul giornale del 16 maggio 2012 - 1073 letture

In questo articolo si parla di attualità, Fabrizio Teodosi e piace a luigipace

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