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Fioretti (Uil): campanili(smi) da abbattere, tempi e cittadini maturi, solo molti sindaci “soffrono” di nostalgia

Uil 3' di lettura 16/05/2012 - E’ curioso come in questi giorni le affermazioni, ragionevoli e condivisibili, di un sindaco della Vallesina (ndr: Giancarlo Carbini, Sindaco di Maiolati Spontini) abbiano potuto suscitare tante prese di posizione e scatenato una sorta di competizione al “giustificato motivo”.

A dir la verità, più che di un’affermazione si tratta di una proposta, che è quella di unificare il suo comune, di circa 6 mila abitanti, con altri due piccoli comuni confinanti. E anche di fare altrettanto tra gli altri comuni della Vallesina, cosi da ridurre il numero delle amministrazioni dalle attuali 14 a 5 e tutti con popolazione superiore ai 5 mila abitanti, ridisegnando la geografia amministrativa dell’intera vallata.

Ora, le voci di opposizione sarebbero state più che comprensibili se tutto ciò fosse avvenuto qualche lustro fa, quando ancora l’espansione dell’amministrazione pubblica era considerata una virtù, portando a strutture mastodontiche difficili ora da smantellare: esempi ne sono la mancata riduzione ad un unico Ersu regionale che ha portato nei giorni scorsi alla nuova nomina di quattro consigli di amministrazione, oltre alle divisioni in consiglio regionale sulla analoga questione degli Erap che, alla fine, si è deciso di rinviare. Stiamo parlando, appunto, di oggi, quando tutto ciò di cui si sta discutendo e su cui non si riesce a decidere, sarebbe già dovuto avvenire da un pezzo.

Certo, cozzano un po’ tali resistenze di fronte ad un realtà che, invece, ci impone scelte decisive ed immediate e, nel caso dei comuni, alle preoccupazioni, seppur sicuramente legittime, di Legautonomie, che riferisce addirittura come i pesanti tagli ai comuni significheranno per alcuni di questi, addirittura, dover restituire risorse allo Stato. E’ anche vero che le recenti amministrative ci hanno ricordato quanto il nostro territorio sia frammentato – basti pensare al comune di Frontino, di circa 300 anime, di cui 271 elettori, dove i 188 votanti hanno permesso di rinnovare il consiglio comunale, composto da sindaco e sei consiglieri. Tutto ciò darà luogo ad un rapporto amministratore/cittadino di circa 1 a 50, un amministratore per 50 abitanti. Non c’è che dire, un vero lusso di questi tempi!

Il problema vero è che un mondo nuovo non può essere affrontato con metodi vecchi. Anche i campanari –figura caratteristica della vita dei nostri borghi - sono stati quasi del tutto sostituiti da marchingegni elettronici che vengono programmati per far suonare le campane all’orario e nelle modalità stabilite. Nel nostro mondo cambiato non c’è più campanile che regga e i vecchi campanilismi devono essere definitivamente abbattuti. Lo chiedono i cittadini innanzitutto, sapendo che i soldi risparmiati riducendo la macchina burocratica possono essere spesi in servizi efficienti e rispondenti ai bisogni. Gli unici a non averlo capito sono ancora molti (troppi) amministratori che “soffrono” di nostalgia.


da Graziano Fioretti
Segretario Generale Uil Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-05-2012 alle 22:30 sul giornale del 17 maggio 2012 - 696 letture

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