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Punzo (Patto per Jesi): mi piacerebbe provare a ... “scalare” il PD jesino!

Alfredo Punzo 9' di lettura 24/05/2012 - A qualche giorno dal verdetto della tornata elettorale che ha eletto Massimo Bacci nuovo sindaco di Jesi, ho provato a fare una serena analisi dei dati (sia locali che nazionali), delle dichiarazioni e degli atteggiamenti delle parti politiche in causa. Con lo scopo di trarne qualche indicazione sul futuro.

Ovviamente, salto a piè pari sia l’emozione che la “sorpresa” personale di ritrovarsi nel Consiglio Comunale di Jesi e vi risparmio anche l’analisi dettagliata del voto – magari seggio per seggio, che però chiunque può fare da solo come ho fatto io – per stabilire cosa abbia determinato in termini numerici la vittoria di misura di Massimo Bacci su Augusto Melappioni. Ormai l’han capito pure i sassi quel che è accaduto! Mi preme qui solo ricordare che:

  1. Gli astenuti son stati la maggioranza: circa un terzo al primo turno e circa la metà degli aventi diritto al voto in occasione del ballottaggio. I dati dicono che l’incremento degli astenuti al ballottaggio non è stato una semplice “aggiunta” di non votanti agli astenuti del primo turno; la scenario dell’astensione è stato, in realtà, più dinamico; nel senso che una quota di astenuti del primo turno si è “fatta convincere” (probabilmente dal risultato del primo turno) a votare al ballottaggio, mentre una quota di cittadini – ovviamente più importante, dato l’incremento netto di astenuti - che aveva invece votato al primo turno, al secondo è restata a casa.
  2. I partiti tradizionali hanno perso tutti, nessuno escluso. Se invece delle percentuali (ingannevoli, dato il numero di astenuti) date un’occhiata ai valori assoluti degli elettori rispetto al 2007, concluderete che la gente ha “voluto” punirli in maniera drastica, senza alcuna possibilità di equivoco. Chi, in altre realtà, tra i partiti tradizionali ha eletto il Sindaco, c’è riuscito perché a concorrere non c’era NIENTE DI NUOVO e, quando uno dei contendenti ha vinto sull’altro, fermo restando la forte astensione con tutto ciò che significa, si è cantata vittoria e si è finto di ignorare o, peggio ancora, proprio non lo si è capito, che si è trattato della vittoria dei “moribondi” contro i “malati terminali”! Un’epica lotta, quella tra il centrosinistra ed il centrodestra, tra autentici dinosauri! E che di Giurassico si sia trattato, lo confermano i commenti ormai “grotteschi” nei toni e nella sostanza, sia locali che nazionali, che vengono dalla dirigenza di destra, sinistra e centro.
    Si fa – praticamente – quasi finta di niente; al più si riduce tutto a “colpe” locali, come nel caso di Jesi in cui se è vero come è vero (e bisogna dargliene atto) che Fiordelmondo – il segretario comunale del PD - sta valutando le cose e sta pensando a cambiamenti radicali di rotta incluse le sue dimissioni, già la posizione di Lodolini - il segretario provinciale - è un po’ più sfumata mentre Ucchielli - il segretario regionale - parla di innegabile vittoria del centrosinistra e del Modello Marche, senza rendersi conto che ormai nessuno sa più cosa sia esattamente, ammesso che lo si sia mai saputo in termini concreti; come peraltro nessuno sa esattamente cosa sia l’ancor più improbabile “fotografia di Vasto” o di non so dove! Esattamente come fa Bersani - il segretario nazionale - che ormai sembra vaneggiare con la storia della “vittoria senza SE e senza MA …” o dell’aver “non-vinto” (o “non-perso”, scusatemi ma son io che mi son perso …) a Parma! Viene da chiedersi di cosa mai parlino dato che non si capiscono nemmeno tra di loro!
  3. Hanno vinto i Movimenti: e meno male che ci sono stati i Movimenti, altrimenti la maggior parte di quelli che li hanno votati avrebbero ingrossato le file degli astenuti, portandone il numero ben al di sopra della metà dei cittadini (i tre quarti è una stima adeguata …), che già è un dato drammatico! A Jesi, è bastato far intravedere una possibile vittoria alternativa al centrosinistra che gli incerti della coalizione pro-Melappioni (che in verità avevano già votato al primo turno in maniera disgiunta, preferendo altri candidati sindaco) al momento del “dunque” lo hanno abbandonato definitivamente votando Bacci o standosene a casa, una parte non irrilevante del M5S ha preferito Bacci alla non partecipazione e qualche cittadino che era restato a casa al primo turno è andato invece a votare Bacci al ballottaggio.


E, tanto per essere chiari, avessimo perso invece che vincere per gli stessi 363 voti, questa mia analisi non sarebbe cambiata di una virgola!

Cosa deduco da tutto questo.

Intanto, quei Movimenti che hanno avuto la fortuna, la cocciutaggine o l’intuizione che li ha portati a vincere le elezioni, come le liste civiche che hanno sostenuto Massimo Bacci, devono compiere un altro atto di “follia” (che ci verrà molto facile e spontaneo, potete scommetterci), assolutamente in controcorrente con la politica a cui siamo stati abituati: REALIZZARE I PROGRAMMI ESPOSTI IN CAMPAGNA ELETTORALE, mò ci vuole, SENZA SE E SENZA MA! È l’unica maniera per migliorare le condizioni della città e restituire fiducia agli elettori, specialmente quelli che son restati a casa!

L’altra conclusione che traggo consiste nel fatto che – siccome alle Politiche ed alle Regionali voglio poter andare a votare, siccome ritengo estremamente complicato mettere su una rete di “civiche” e siccome l’alternativa M5S non mi attrae perché, pur condividendone parecchi stati d’animo e parecchie analisi, non ne condivido parecchie posizioni sul merito delle cose – bisogna pensare SERIAMENTE all’ipotesi di “SCALARLI” questi partiti, semplicemente proponendosi ai loro iscritti ed elettori per cambiarli dall’interno. Perché l’atteggiamento della dirigenza attuale è quello di chi ancora non è “pago” di aver allontanato una rilevantissima parte dell’elettorato dalle urne e dalla democrazia. Perché ritengo che l’unico modo per scongiurare guai peggiori per tutti recuperando la funzione non surrogabile dei partiti sia realizzare un deciso e rapido ricambio del personale politico e, con esso, del modo di far politica.

Ciascuno può farlo secondo le proprie Visioni Valoriali. A me, per esempio, interessa particolarmente la tradizione progressista e democratica espressa dalla sinistra moderata di tipo europeo. Perché vengo da lì, lì sta la mia formazione, lì sta la mia esperienza e vicenda umana e sociale. In altre parole, non ne posso più di “non votare” PD e starmene a casa. L’ultima volta che son tornato a votarli, risale al tentativo di Veltroni di restituire al partito una identità valoriale definita. Vi ricordate quando decise di “andare da solo” alle Politiche? Prima e dopo Veltroni (ovviamente, rapidamente “ammazzato”) s’è visto un partito proteso unicamente ad includere tutto e tutti, dal SEL e l’IdV ai vari PC (quello con la “R” e quello con la “d” e la “I”) fino all’UDC ed al FLI , al punto tale che oggi come oggi non si capisce nulla su cosa sia e cosa voglia fare il PD su qualsiasi cosa.

È la ragione prima – se ci pensate solo un attimo – per la quale al nostro livello locale jesino Fiordelmondo, Olivi e Vannoni (solo per citarne alcuni, non me ne vogliamo gli altri …) hanno praticamente “paralizzato” ed “annichilito” il partito, con la benedizione dei livelli di dirigenza provinciali e regionali, che è diventato peggio della DC dei tempi della “balena bianca”, esprimendo l’unico candidato possibile, quello emerso dalla vana “lotta al coltello” per prevalere gli uni sugli altri. Peccato però che il candidato che ha prevalso fosse del tutto inadeguato alla situazione. Che richiedeva – invece – altro! Fossi stato io Fiordelmondo, ne avrei “espulso” un congruo numero di questi “maggiorenti” di partito che rappresentano solo se stessi, e avrei promosso un candidato vero, e ce n’erano diversi in giro! E, soprattutto, sarei andato alle elezioni “da solo”. D’accordo, con ogni probabilità il PD avrebbe perso lo stesso ed in maniera anche più sonora (ma non è detto…)! Tanto da dover pensare lo stesso alle dimissioni: ma vuoi mettere “dimetterti per le tue scelte…”? E vuoi mettere aver dato corso ad un serio cambiamento? Ma ci sarebbe voluta “un’altra politica”, che è appunto il vero “guaio” di questi partiti! Ed è per questo che mi son messo in una lista civica a sostenere un candidato semplicemente “adeguato” alla bisogna!

Sono impazzito? Sono presuntuoso? Non credo; ho fatto solo una lettura – d’accordo, la mia lettura – dei fatti! Uno la può condividere o meno, ma mi aspetto di NON essere demonizzato per questo.

Mi piacerebbe, tuttavia, moltissimo sapere se a qualcuno (specialmente tra gli elettori ed i simpatizzanti di TUTTO il centrosinistra, non solo del PD) interessa o meno aprire una seria riflessione ed un sereno e costruttivo dibattito politico su questo. A me interessa molto. Mi interessa “ricostruire” una Visione Valoriale “definita” per ogni singolo tema della sinistra progressista e moderata italiana (la Solidarietà ed il Welfare, il Modello di Sviluppo con le annesse e delicatissime questioni del Modello Economico, il Lavoro e la Tutela dell’Ambiente, la Formazione e la Ricerca, la gestione sociale di tutte le Diversità umane, etiche e sociali, e così via …). Una Visione che oggi è smarrita, che NON C’E’! Perché credo che questo Paese meriti molto più di quanto questa tornata elettorale e questa politichetta gli sta propinando da troppo tempo!

Soprattutto perché le cose, come dimostra questo piccolo episodio elettorale locale, qui a Jesi, si possono, NIENTEDIMENO, cambiare! Non credete? Io si.






Questo è un editoriale pubblicato il 24-05-2012 alle 21:32 sul giornale del 25 maggio 2012 - 2367 letture

In questo articolo si parla di attualità, editoriale

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