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Punzo (Patto per Jesi): sono un po' deluso

Alfredo Punzo 6' di lettura 25/05/2012 - Confesso, ero ben conscio della bassa probabilità che la Sua reazione, sig. Fiordelmondo, alla mia “provocazione costruttiva” potesse essere molto diversa da quella che è stata.

Ma, sa com’è, nella mia qualità di elettore di sinistra per tanti lustri (fino all’episodio Veltroni) e – soprattutto – di appartenenza all’area progressista e democratica del Paese, pensavo di potermi rivolgere al partito che Lei rappresenta a Jesi con buon diritto ed estrema franchezza. Evidentemente le cose nei partiti (il suo come altri, non mi fraintenda …) sono messe ancora peggio di quello che uno può ragionevolmente immaginarsi!

Devo, invece, rassicurarLa o almeno provare a correggere la Sua opinione su alcune cose che traspaiono dalla Sua risposta in maniera più o meno esplicita:

  • Le assicuro che sono molto concentrato e – soprattutto – preoccupato per quel che mi attende: in realtà - forse per indole o deformazione professionale – sono sempre un po’ preoccupato quando mi prendo un impegno di qualsiasi natura, specialmente se nuovo, e specie quando significa dover imparare un nuovo mestiere, cosa mai facile e dall’esito mai scontato.
  • Non mi pare di aver fatto considerazioni sulla Sua persona, ma solo sul Suo ruolo che, fossi stato io a ricoprirlo (l’avevo scritto con chiarezza), avrei interpretato a tempo debito in maniera nettamente diversa. Si tratta di considerazioni Politiche e non di “suggerimenti” addirittura “elargiti”come dice Lei, né tantomeno “ex post”, modalità che - come avrà potuto leggere in svariati articoli di questo giornale – non mi è affatto congeniale! Ed erano considerazioni rivolte non solo al ruolo che Lei ricopre, ma soprattutto a chiunque tra gli iscritti ed elettori del Suo o di altri partiti del centrosinistra voglia leggerle. Soprattutto se trattasi di cittadini che “soffrono” dei miei stessi malesseri per avere la mia stessa estrazione culturale, sociale e politica e non sentirsi affatto rappresentati!
  • È talmente chiaro che i partiti non sono società per azioni “da scalare” in borsa che mi meraviglio che proprio Lei non abbia colto il senso ed il riferimento del termine che - in maniera volutamente impropria (sennò, perché le virgolette?) - ho usato, ed abbia invece voluto accennare ad “arrampicate” ed “arrembaggi” cui – tra l’altro – non sono aduso, chieda pure in giro! Il tema che – evidentemente – non sono riuscito a farLe arrivare (ed è certamente colpa mia) - è che, come elettore di sinistra, mi sento “orfano”, specialmente in vista delle prossime tornate elettorali nazionali e regionali; e siccome non mi rassegno ad entrare nel novero di quella metà dei cittadini che lo scorso week end son restati a casa, vorrei che nei partiti – mi perdoni ancora se nella mia testa c’è il PD prima di tutti – cambiasse “realmente” qualcosa, e velocissimamente. Ho il Diritto di sperarlo. Ho il Dovere di promuoverla una cosa del genere. Almeno questo credo mi debba essere concesso. E, sempre nella mia testa (con molta dell’Umiltà cui mi richiama, evidentemente, quando la evoca attribuendosela) non posso fare altro che addossare - non alla Sua persona, badi bene – ma al Suo partito ed al Suo ruolo larga parte della responsabilità di aver ridotto me personalmente a dover ridurre gli spazi per le mie occupazioni ed i miei impegni personali per mettersi a 57 anni suonati in un percorso che non avevo programmato di seguire, nella maniera più assoluta. In quanto a ridurre il tutto al “rendere un servizio solo a se stessi”, Lei è proprio fuori strada: avessi avuto vocazioni o ambizioni politiche, mi sarei dato da fare una trentina di anni fa, quando ero nel PC di Berlinguer e Lei portava, probabilmente, ancora i calzoni corti, non le pare? Non so ancora nemmeno bene in che modo dovrò “modificare” la mia giornata (cercherò di capirlo alla svelta) per poter “degnamente” ricoprire il ruolo che mi è stato assegnato. C’è pure il rischio – se mi rendo conto di non potercela fare – di dover rassegnare le dimissioni da consigliere per far posto a chi in lista avrebbe più disponibilità di tempo di me! Sono fatto così. Quindi, lasciamo da parte l’Umiltà e la Serietà: diciamo che … sono attributi che caratterizzano entrambe le nostre persone, così siamo tutti contenti.
  • In quanto alle “favole”, dovrebbe già sapere cosa ne penso, avendo già scritto di “affabulazioni” su questo stesso giornale. Forse su questo tema specifico concordiamo: lo spazio per le favole si è definitivamente esaurito, ahinoi …
  • Da come espone Lei le cose, sembrerebbe che quello che succede nel PD sia cosa che non debba riguardarmi in nessun modo! Non sono assolutamente d’accordo: quello che Lei e/o il Suo partito fa o pensa mi riguarda molto da vicino, per tutto quello che Le ho esposto sin qui; come cittadino innanzitutto; e poi, come elettore appartenente all’area progressista e democratica di questo Paese. E, mi creda, non ci sono “luoghi” privilegiati in cui si possono fare o non fare le “considerazioni” e le “discussioni” cui Lei si riferisce. Perché sono luoghi in qualche modo “chiusi”. E qui, invece, c’è bisogno di ampi spazi aperti, cui la gente possa riavvicinarsi, per almeno tentare di fare un po’ di inclusione (il “fideismo” ed il “leaderismo” cui siamo abituati è una roba diversa …).
  • Ed è proprio la scarsità di questi spazi nel Suo come negli altri partiti una delle ragioni per le quali (ma potrebbe essere solo un mio timore …) il formidabile “contenitore” che ancora è effettivamente il Suo partito rischia di … svuotarsi ancora sotto la pressione movimentista di chi – per ora – si limita a protestare!

Spero, con questa mia replica, di aver ricondotto il mio intervento a quello che voleva essere in realtà sin dall’inizio: l’invito politico ad un serio e costruttivo confronto su come recuperare metà Paese (inclusa Jesi) che non ha votato ad una vita democratica “normale” e soprattutto proficua, adeguata al tragico momento in cui è stato portato non solo il Paese in senso generico ma anche la nostra città (e non ce li ho portati io …), e di cui c’è un dannato bisogno. E chiedo scusa se l’invito l’ho fatto specialmente alla parte politica che sento più vicina al mio sistema di valori! Per me era doveroso che fosse la prima cosa da fare dopo un esito elettorale del genere. Perché vede, sig. Fiordelmondo, per il PD sono e resto purtroppo (soprattutto per me …) un “elettore perso” che, al momento – anche a causa di “risposte” come la Sua di oggi - non intravede nemmeno in lontananza le premesse per essere “recuperato”: e questo, d’accordo, sarà pure un problema mio, ma – dato il Suo ruolo – è soprattutto un problema Suo!






Questo è un editoriale pubblicato il 25-05-2012 alle 19:46 sul giornale del 26 maggio 2012 - 1303 letture

In questo articolo si parla di attualità, editoriale, Alfredo Punzo

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