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Tonini Cardinali: a perdere è stata la coalizione, mai visto il Pd così assente

Partito democratico a pezzi 7' di lettura 26/05/2012 - Ad una settimana dal ballottaggio delle elezioni per il Sindaco e Consiglio comunale di Jesi, mi permetto molto sommessamente di fare alcune considerazioni, premettendo di aver appoggiato Augusto Melappioni.

Lasciamo da parte il discorso generale della voglia di cambiamento e del voto di protesta che si è avuto in tutta Italia e da cui Jesi non poteva essere estranea.

Passiamo invece alle cose specifiche della nostra città.

Ciò che più mi ha sorpreso durante la campagna elettorale è stata l’assenza della coalizione di centro sinistra e del suo maggior partito: il PD.

Non mi è mai capitato in tanti anni di militanza politica (fino al 2002, anno in cui non sono più iscritto ad alcun partito) di vedere una coalizione che a mala pena ribatteva agli attacchi degli avversari politici: si e no tre/quattro comunicati stampa unitari e un comunicato del Segretario del maggior partito della coalizione uscito ad appena tre giorni dalla data del ballottaggio.

I cinque partiti della coalizione erano scollegati tra loro, tutti intenti a portare l’acqua al proprio mulino (sono stati presi più voti durante il primo turno, quando un gioco determinante l’ha avuto la caccia alla preferenze da parte dei candidati a consigliere comunale) senza una strategia comune: e di questo il maggior responsabile è il Partito Democratico che, essendo il più grande, doveva fare da amalgama e traino nei confronti di tutti gli altri.

E’ perciò che mi sento di dire che il vero sconfitto non è Augusto Melappioni, ma l’intera coalizione, per i seguenti motivi:

1) Le primarie: o il risultato delle primarie si accetta, o non si fanno per niente. Ho avuto l’impressione che la candidatura di Melappioni, emersa senza dubbio dalle primarie, abbia comportato il venir meno di un appoggio convinto da parte di una certa area del Partito Democratico in primis, e di conseguenza da parte di alcune forze politiche della coalizione. Non che abbiano remato contro (almeno spero) ma si sono in un certo modo “disimpegnati” e hanno condotto la campagna elettorale con lo stesso entusiasmo con cui si va ad un funerale: d'altronde l’avevano fatto capire impedendo la presentazione di una lista che si richiamasse esplicitamente a Melappioni e avrebbe potuto raccogliere consensi oggi mancati;

2) La discontinuità: il risultato è anche il pegno da pagare per una Amministrazione comunale precedente che non ha certo brillato nel suo modo di agire: non lo dico io, lo dicono i risultati avuti. La presenza di certi assessori uscenti in alcune delle liste ha vanificato il messaggio di discontinuità con il passato. Discontinuità invece richiesta dalla gente che ha votato tanti giovani, non solo di età ma anche di impegno politico, rimanendo fedeli al centro sinistra purché si arrivasse a un ricambio della classe dirigente e degli esponenti. Molti di questi assessori non sono risultati neanche eletti in consiglio comunale, e la presenza di altri che vi sono riusciti, ha, soprattutto nei quindici giorni del ballottaggio, fatto venir meno negli elettori la speranza del rinnovamento e cambiamento rispetto al recente passato. Non nascondo la difficoltà di convincere la gente che comunque la squadra dei consiglieri comunali sarebbe stata composta da persone nuove: a volte ci sono risuscito, altre ho avuto un netto rifiuto frutto dell’ingombrante presenza di elementi della precedente amministrazione e del timore che questi potessero condizionare anche la nuova. E pensare che nel 2002 quando lasciai il mio ultimo incarico di assessore, l’ho fatto in ossequio proprio del principio della discontinuità e dell’esigenza di rinnovamento, portata avanti allora da chi oggi, caparbiamente, ha voluto a tutti i costi ricandidarsi nonostante due mandati consecutivi di assessore. Anche da questo atteggiamento si vede la affidabilità di certi personaggi: o un principio vale sempre, o non vale solo quando non va a proprio discapito;

3) Le modalità della campagna elettorale: l’entusiasmo pari a quello che si prova ad andare a un funerale ha poi generato tanti errori. L’unico veramente convinto di quanto si andava facendo, e gliene va pienamente dato atto, è stato L’Italia dei valori. Per il resto poche prese di posizione congiunte da parte della coalizione; poche manifestazioni a sostegno del candidato sindaco (ma come si fa a non organizzare nemmeno una assemblea degli iscritti fra il primo e secondo turno al fine di ricompattare e “ricaricare le truppe”; ma come si fa a non organizzare una manifestazione di chiusura della campagna elettorale, fatto questo che è stato interpretato come un arrendersi di fronte ad una sconfitta che,in tale modo, veniva data per scontata: ma come si fa a non controbattere certe “falsità” che gli avversari andavano dicendo, scrivendo e propagandando?

4) Le assenze: mi hanno molto stupito nelle poche manifestazioni pubbliche tenutesi, l’assenza di esponenti che invece avrebbero dovuto esservi: dove erano i cosiddetti big della componente PD della ex Margherita (soprattutto quelli che rivestono ancora ruoli in Provincia e Regione, oltre ovviamente agli esponenti locali); dove era il Presidente della Regione (forse impegnato ancora una volta a favorire il suo fabrianese a scapito di Jesi come spesso è avvenuto in questi ultimi tempi); dove erano certi personaggi che oggi rivestono ruoli nella Giunta regionale e che sono stati eletti anche con i voti di Jesi. Ho visto personalmente solo un Consigliere Regionale PD (che non nomino per non far torto ad altri eventualmente attivi nella campagna elettorale) sempre presente e, da quello che ho potuto constatare, concretamente impegnato a sostenere la coalizione di centro sinistra e del candidato Sindaco; dove erano certi personaggi che hanno nel recente passato rivestito la carica di Sindaco o Amministratore del nostro Comune.


Per tutti i motivi sopradetti posso sostenere che lo sconfitto non è Augusto Melappioni, ma sconfitti sono stati modi di fare, comportamenti, errori ed omissioni commessi durante queste settimane.

Mi dispiace che questo vada a discapito di chi poteva essere un buon Sindaco per la nostra Città ma soprattutto di quei giovani pieni di entusiasmo e di competenze che, se il risultato fosse stato diverso, avrebbero potuto costituire per la nostra Città una nuova classe dirigente sostenuta, anche se esternamente, dall’esperienza di chi li aveva negli anni passati preceduti e dall’entusiasmo di poter finalmente scuotere Jesi dal torpore e dall’isolamento in cui si era cacciata negli ultimi anni.

Un parola va al Segretario del PD: anche lui è stato vittima di tutto quanto sopra esposto. Posso capire che in tali casi si vada a cercare il capro espiatorio. Sicuramente i responsabili di questa situazione sono tanti altri, e non può essere uno solo a pagare. E’ un invito affinché rimanga alla guida del PD, uscendo dalla gabbia in cui certi personaggi e situazioni l’hanno cacciato. Questo è il primo sforzo che deve fare: ha la possibilità e la capacità di farlo, e soprattutto persone che lo seguiranno, giovani e meno giovani. Trasformi l’amarezza della sconfitta in grinta e soprattutto in determinazione per le scelte che dovrà prossimamente prendere cogliendo le opportunità che anche una sconfitta possono dare.

Da ultimo e da cittadino di Jesi, al nuovo Sindaco un in bocca al lupo per l’impegnativo e non facile “lavoro” che lo attende.


da Fabrizio Tonini Cardinali
ex Assessore al Bilancio





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-05-2012 alle 13:46 sul giornale del 28 maggio 2012 - 2081 letture

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