Terremoto, Fli Senigallia: 'Rinunciamo alla parata'

Futuro e liberta 1' di lettura 29/05/2012 - Avremmo fatto volentieri a meno di parlarne in una simile occasione, con l’Emilia e vaste zone del nord piegate sotto le macerie degli ultimi eventi sismici che hanno flagellato quei territori, colpendo persone, edifici, ed il cui freddo bilancio va ad appesantire la difficoltà imposta dalla crisi economica.

Certo in questo particolare momento sarebbe auspicabile, e il circolo di Futuro e Libertà di Senigallia lo chiede insieme a tanti altri, un vero richiamo alla sobrietà fatto non solo di parole di vicinanza e cordoglio per le vittime, ma di un reale gesto che unisca la solidarietà che sempre, e troppo facilmente, si manifesta in simili circostanze, all’aiuto vero per le popolazioni colpite dal terremoto.

Siamo a ridosso della Festa della Repubblica e la consueta, e doverosa, parata militare prevista a Roma graverà per una spesa che alcuni quantificano essere intorno ai tre milioni di euro. E’ l’occasione per riavvicinare gli italiani alle Forze Armate ma rinunciare ad un così importante appuntamento, per destinare uomini e soldi alla ricostruzione aiutando le popolazioni dell’Emilia a rialzarsi, sarebbe la più grande ed alta testimonianza di unità della nazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-05-2012 alle 22:39 sul giornale del 30 maggio 2012 - 1546 letture

In questo articolo si parla di politica, Futuro e libertà

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Paul Manoni

30 maggio, 03:06
Concordo.
Mi e' capitato spesso in passato di partecipare alla parata del 2 Giugno, o a manifestazioni simili. Non penso di essere motlo distante dal vero, se dico che molti di quei militari, giovani e meno giovani, che marceranno di fronte alle autorità riunite a Roma, ne farebbero volentieri a meno.
Così come ritengo che alla luce dei bisogni di alcuni italiani in difficoltà in questi giorni (ore!), a causa del terremoto in Emilia, i nostri militari sarebbero molto volentieri intervenuti in soccorso ed aiuto.
Sono rimasto piuttosto allibito quando ieri sera ho sentito che il Presidente della Repubblica, ha dichiarato di voler comunque festeggiare il 2 Giugno, seppur "sobriamente". La ritengo l'ennesima dimostrazione della distanza della politica e delle istituzioni, dai reali problemi degli italiani...E che problemi!
Tanto per fissare alcuni punti. La prossima visita di Benedetto XVI a Milano, costa alle casse del Comune circa 10 milioni di euro. Utilità di queste parate autoreferenziali pari allo zero.

Pablo Utente Vip

30 maggio, 10:38
..e c'è anche un precedente: dopo la tragedia analoga che colpì il Friuli, non ebbe luogo la parata militare nel giugno 1976. Quella rinuncia permise di utilizzare mezzi e uomini per sostenere ad aiutare le popolazioni colpite dal sisma. Con un pò di coraggio in più da parte di tutti la stessa cosa poteva ripetersi anche in questa circostanza. Ma ora, distolti dal calcio scommesse, pare non ci sia più tempo di pensare a cose serie.

Pablo Utente Vip

30 maggio, 13:11
Dal blog di Gianmario Mariniello (www.gianmariomariniello.it) riporta le midure adottate dal Governo per il sisma in Emilia:
A copertura degli interventi previsti a seguito del sisma in Emilia è stato deciso l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per autotrasporto così come l’utilizzo di fondi resi disponibili dalla spending review.
Durante la giornata – ha stabilito il dm – le bandiere saranno a mezz’asta e si osserverà un minuto di raccoglimento in tutte le scuole. Sono inoltre auspicate iniziative da parte delle associazioni del commercio per la chiusura degli esercizi durante le esequie e modifiche palinesti tv.
Il cdm, sull’emergenza terremoto, ha varato un decreto ministeriale di rinvio dei versamenti fiscali e contributi a settembre.
Per sisma in Emilia il Cdm ha varato l’estensione dello stato di emergenza alle Province di Reggio Emilia e Rovigo. Al Presidente della Regione sono affidati i compiti di Commissario per la ricostruzione. Ai Sindaci dei Comuni colpiti dal sisma sono affidate le funzioni di Vice Commissari.
Il governo ha previsto, per decreto, la deroga del Patto di stabilità, entro un limite definito per i Comuni, delle spese per la ricostruzione.