Imu, il Sindaco Mangialardi ha inviato una lettera al Ministro dell'Economia e Finanze

Maurizio Mangialardi 5' di lettura 31/05/2012 - Di seguito la lettera che il Sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, ha inviato al Ministro dell'Economia e Finanze in merito all'applicazione dell'Imu.

Gentile Ministro,
gli organi di stampa hanno recentemente dato conto della contrapposizione che si è determinata tra l’Associazione Nazionale dei Comini Italiani e l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale da un lato e il Ministero dell’Economia dall’altro in ordine alla quantificazione del gettito complessivo dell’IMU e ai conseguenti tagli alle risorse destinate ai Comuni.

Mi rifiuto di pensare che l’asprezza con cui, a tratti, i Sindaci hanno espresso le loro ragioni, fosse determinata dall’imminente scadenza elettorale, come pure ha affermato il Sottosegretario all’economia Vieri Ceriani. Le preoccupazioni in ordine alla sovrastima del gettito IMU sono infatti state rappresentate dall’Anci sin dalla prima ora e, in ogni caso, i toni di chi amministra i territori in un momento drammatico come quello attuale, sono condizionati dalla preoccupazione per le tensioni sociali che potrebbero esplodere nelle comunità di riferimento e non certo da esigenze di propaganda elettorale.

So bene, anzi sappiamo tutti quali siano le condizioni della finanza pubblica e come e perché si sia arrivati alla situazione attuale. E’ vero il Paese era sull’orlo della bancarotta per le mancate scelte di chi l’ha preceduta in questo Suo attuale compito. E tuttavia ritengo sia necessario, nel riflettere sulle posizioni lontane tra l’ANCI e il Ministero, portare la Sua attenzione su alcuni aspetti di carattere generale e che ritengo fondamentali. Il primo è che non condivido nella maniera più assoluta la decisione di introdurre l’IMU che, mi passi l’espressione, avrei indicato con un diverso acronimo ISM, Imposta Statale Multipla. Le assicuro avrei scelto diversamente convinto che vi erano e vi sono altre possibilità da mettere in pratica. La seconda è che ancora una volta i Comuni sono chiamati ad esercitare la funzione di esattori per conto dello Stato, perché di quanto sarà incassato, agli Enti Locali non resterà praticamente nulla. Ancora una volta, così come per il Demanio, saremo chiamati a sostituirci allo Stato nel chiedere soldi alla comunità amministrata per poi riversarla allo Stato, con buona pace del federalismo fiscale.

Nel merito della questione del possibile gettito della nuova imposta non sono in grado di dire se gli oltre 21 miliardi di euro stimati dal Governo saranno effettivamente incassati o se invece mancheranno all’appello i 2,2 miliardi calcolati da Ifel. Quello che so per certo, e che desidero comunicarLe, è che nel caso del mio Comune, il gettito IMU ad aliquote base stimato dal Suo Ministero è di euro 11.586.000 mentre quello stimato dal nostro Ufficio tributi è di euro 8.649.000. Tale differenza, di quasi 3 milioni, si riflette naturalmente sull’entità dei tagli (ex art 13, c.17 del D.L. “Salva Italia”) commisurati all’entità del maggior gettito IMU in rapporto alla vecchia ICI. Della attendibilità delle nostre stime, accurate e fondate su dati certi, non vi è alcuna ragione di dubitare. Mi chiedo pertanto come potranno essere garantiti gli equilibri del nostro bilancio quando verrà accertato che il gettito IMU corrisponde a quello da noi stimato, ma i tagli sono stati commisurati alle stime largamente sovradimensionate del Ministero.

Conosco bene le “garanzie” al principio dell’invarianza delle risorse contenute nell’art. 4, c. 5, lett. i, del D.L. 16/2012, che recepiscono le previsioni dell’accordo sancito dalla Conferenza Stato-città e autonomie locali del 1 marzo 2012. Su esse farò affidamento quando, nella variazione di Bilancio che a breve approderà in Consiglio, adeguerò le previsioni di entrata, così come la norma prevede, ai “numeri” del Ministero (maggiori entrate da IMU per quasi tre milioni e minori entrate da Fondo di Riequilibrio per identico importo). Nel fare affidamento su tali garanzie tuttavia non potrò non inorridire all’idea di iscrivere a Bilancio somme che mi sono state “dettate” e che sono certo mai saranno accertate. Ma soprattutto rabbrividisco al solo pensiero che il permanere degli equilibri di bilancio del mio Comune potrà essere conseguito solo in seguito ad una revisione al rialzo delle aliquote, ovvero i tre milioni di euro che ragionevolmente mancheranno all’appello dovranno essere coperti con entrate proprie da corrispondere da parte dei contribuenti senigalliesi. E’ come se fin da ora dovessi “augurarmi” che, così come la norma prevede, il Governo, entro il 10 dicembre, provveda alla “modifica delle aliquote, delle relative variazioni e della detrazione”, quando so che già oggi il carico fiscale cui sono sottoposti i miei concittadini è ai limiti della sostenibilità.

Unica speranza è che, sebbene il gettito IMU sia stato, per il Comune di Senigallia, certamente sovrastimato dal Suo Governo, quello di altri Comuni sia stato, con simmetrico errore, sottostimato e che dunque, per una singolare coincidenza l’ammontare del gettito complessivo corrisponda a quello a suo tempo stimato. Se così fosse le condizioni di equilibrio sarebbero ripristinate mediante la revisione della ripartizione delle assegnazioni sulla base dei gettiti effettivamente realizzati.
E allora Le chiedo se Lei, visto che il Governo continua a ribadire la bontà delle proprie stime affermando che quelle dei Comuni sono “dubbie ed indimostrabili” e frutto di “un campione non rappresentativo”, può rassicurarmi sul fatto che il gettito complessivo stimato sarà effettivamente realizzato. Se così sarà estenderò con piacere le Sue rassicurazioni ai miei concittadini. Fino ad allora, io e loro, resteremo molto, molto preoccupati.

Cordialmente.
Maurizio Mangialardi






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2012 alle 14:56 sul giornale del 01 giugno 2012 - 4106 letture

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