Abusivismo in spiaggia, Coen: 'Perchè vengono sequestrate le attrezzature ma non le merci contraffatte?'

antiabusivismo in spiaggia 3' di lettura 17/07/2012 - “Lotta all’abusivismo, sequestrate oltre 50 attrezzature da spiaggia e 8 natanti”: titolava così un articolo apparso alcuni giorni fa su Vivere Senigallia. Esiste però un altro tipo di abusivismo in spiaggia, evidentemente permesso, perché sotto gli occhi di tutti e nonostante ciò non perseguito.

Mi riferisco al commercio abusivo che viene praticato nell'arenile, da persone prive di licenza commerciale, con un’evasione fiscale totale.

La filiera della commercializzazione di questa merce è molto semplice: la produzione si concentra in laboratori clandestini in Italia gestiti dalla camorra o da imprenditori cinesi i quali, proprio perché illegali, non adottano le più elementari norme antinquinamento. Vengono impiegati operai ovviamente in nero senza alcuna garanzia o tutela sindacale.

La merce esce dal sito di produzione senza alcun documento, raggiunge i grossisti, che a loro volta la distribuiscono ai venditori abusivi, il tutto senza pagare un euro al fisco. In tempi in cui si chiedono agli italiani sacrifici fiscali senza precedenti, fa veramente male vedere che chi sarebbe preposto a far rispettare le leggi chiude non uno, ma entrambi gli occhi.

Dove sono i nostri solerti amministratori, pronti ad inviare la Polizia Municipale ed i tecnici del Comune (così citava l’articolo apparso su Vivere Senigallia) a sequestrare ombrelloni e sdraie ai bagnanti, quando si tratta di sequestrare agli abusivi? Il danno prodotto da questo genere di commercio poi, non si limita all’evasione fiscale ma, esercitando una concorrenza sleale, o quando si tratta di “falsi”, mette in crisi anche aziende sane del nostro tessuto produttivo.

Riporto qui di seguito un brano di un articolo apparso su “La Discussione”: “ C’è un altro nemico contro cui combattere in Italia, oltre al fenomeno dell’evasione fiscale. Un nemico che colpisce soprattutto le eccellenze del nostro paese, e che mette a rischio un milione di posti di lavoro. I dati dell’industria della contraffazione per il 2011 sono quelli di una realtà in forte crescita. Prezzi vantaggiosi, concorrenza sleale, e soprattutto, niente tasse: nella crisi questo settore ci sguazza e sottrae fette di mercato alle aziende regolari: In un recente convegno a Napoli, il vicepresidente del C.S.M., Michele Vietti, ha definito la contraffazione la più redditizia attività illecita delle organizzazioni criminali …..”.

Viene a questo punto da domandarsi perché i commercianti regolari vengono (giustamente) controllati e se è il caso sanzionati, e niente di tutto questo accade agli abusivi? Perchè vengono chiesti ai cittadini sacrifici fiscali per rimettere in sesto le dissestate finanze statali e si permette di evadere ad altri? Perché in una lotta all’abusivismo in spiaggia vengono sequestrate attrezzature ai bagnanti (dura lex sed lex) ma non vengono sequestrate merci contraffatte e di provenienza illecita? Chissà se l’adozione di due pesi e due misure da parte di chi preposto a far rispettare la legge, Assessorato al Commercio in primis, non sia dovuta a motivi di opportunità politica?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-07-2012 alle 17:49 sul giornale del 18 luglio 2012 - 3231 letture

In questo articolo si parla di ettore coen, politica, spiaggia, coordinamento civico, antiabusivismo

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