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Lettera aperta di Mercuri (UNC) ai Sindaci sulla turbogas

Il pubblico 5' di lettura 03/09/2012 - Ivo Mercuri, a nome dell'UNC, scrive ai Sindaci di Jesi, Monsano, Camerata Picena, Maiolati Spontini e Castelbellino, che nei giorni scrosi avevano prodotto un documento rivolto alla Regione in cui chiedevano regole chiare e trasparenti sulle autorizzazioni alle centrali a biomasse.

Egr. Sindaci,
abbiamo apprezzato la vostra lettera aperta al Presidente della Regione Marche riguardante gli otto progetti di installazione di impianti a biogas nel territorio della Vallesina.

Condividiamo molte delle vostre indicazioni e siamo disponibili ad un serio e serrato confronto che, nel rispetto dei ruoli diversi tra Amministrazioni e cittadini, sappia far convergere le forze per impedire questo ulteriore degrado programmato per il nostro territorio.

Il modello vincente è quello sperimentato a Corinaldo (dove è stata battuta la decisione di Edison spa (e non solo di Edison) di installare una centrale a turbogas da 870 megawatt (la potenza di una centrale atomica) o quello di Schieppe (inceneritore a presunte biomasse sostenuto a spada tratta dalla Giunta Regionale, nella persona dell'allora assessore Amagliani e da tutto lo staff dirigenziale di quello che, correttamente, dovremmo definire “l'ufficio al disastro ambientale della Regione Marche”).

In ambedue le vertenze cittadini, comitati, associazioni ed Amministratori locali si sono opposti ai devastanti disegni im(prenditoriali) ed hanno respinto le ingerenze di Governo e Regione.

IL TERRITORIO E' DEI CITTADINI; ED AI CITTADINI SPETTA L'ULTIMA PAROLA.

Ci auguriamo, e lavoreremo per questo, perché anche in Vallesina si possano raggiungere tali risultati.

In Vallesina la necessità di riconquistare il territorio e di mettere al primo posto i diritti dei cittadini e delle generazioni future è addirittura più necessario che altrove nelle Marche.

Come sottolineate nel vostro documento, tutta la parte finale della valle è stata dichiarata zona AERCA ( cioè zona ad alto rischio ambientale).

Ebbene noi crediamo, e contiamo su di Voi, che da lì si debba ripartire.

Non di ulteriori e gravi fonti di inquinamento abbiamo bisogno, ma di risanare il nostro territorio, accedere ai fondi europei destinati allo scopo, progettare e programmare un'ampio e durevole piano di interventi volto alla tutela del territorio, della salute degli esseri viventi ed a dare luogo ad una grande fonte di lavoro ed occupazione.

Il caso biogas è emblematico di una politica amministrativa, quella della Regione Marche, che nel settore ambientale sarebbe esatto definire "schizofrenica".

Come definire altrimenti il comportamento di un soggetto giuridico che da un lato detta regole per la riduzione delle PM 10 (polveri sottili), finendo per discriminare persino i forni a legna delle pizzerie, dall'altro "autorizza", (anche con strumenti decisamente "discutibili", si pensi alla Legge regionale 3/2012 impugnata dal Governo centrale presso la Corte Costituzionale e probabilmente illegittima), fonti di inquinamento pesanti e non necessarie.

Gli impianti a biogas costituiscono una tecnologia obsoleta: persino i tedeschi ci stanno ripensando, economicamente in perdita, moralmente deprecabili.

Anche Benedetto XVI ha condannato l'uso del territorio agricolo per fini non a produzione di cibo. L'unica ragion d'essere di questi impianti è data dai cospicui finanziamenti pubblici.

Stimiamo infatti che per i 25, per ora, impianti approvati in Regione, sia prevedibile, in 15 anni, una spesa pubblica, cioè nostra, di oltre 600 milioni di Euro. E non sembra che sia finita.

Si tratta quindi di operazioni PRENDITORIALI; in cui il diritto d'impresa c'entra come i cavoli a merenda purtuttavia.

Ci sentiamo in dovere anche di segnalare di non poter condividere, nel vostro documento, un'affermazione e di dover sottolineare una grave carenza.

Non condividiamo il vostro giudizio sul PEAR.

Non si tratta di un piano, bensì di “un'esercizio letterario”, talmente incompleto e contradditorio che, sulla base di esso tutto è giustificabile.

Certamente saprete che il Tar del Lazio ha definito conforme al PEAR delle Marche anche le centrali a turbogas superiori ai 100 Mega, mentre Spacca e C. si ostinano a dire, senza evidenti basi giuridiche, l'esatto contrario.

Peggio ancora, il sistema generalizzato di deroghe consente ai funzionari regionali di avere poteri discrezionali, sovente usati perfino contro i cittadini ed i Comuni, talmente ampi da sconfinare in conflitti di competenze con gli altri poteri pubblici.

L'omissione riguarda i diritti dei cittadini e la loro partecipazione alla fase decisionale dei procedimenti.

Come certamente saprete, i diritti alla salute ed alla proprietà, intesa come valore e non solo come nuda proprietà, sono indisponibili.

Cioè sono proprio ed esclusivi dei cittadini e nessun funzionario pubblico, sia esso elettivo che di carriera, può permettersi di eluderli o di calpestarli.

Bisogna applicare in tutti i procedimenti amministrativi i principi europei di Concertazione e di Precauzione, peraltro ben netti anche nella nostra carta Costituzionale.

A voi Sindaci chiediamo di essere i capi della comunità locale e non i terminali (per convinzione o per ordini di partito non importa), di un potere decisamente in crisi, discusso e discutibile se è vero, come è vero, che siamo un paese in drammatica crisi economica e sociale e purtroppo continuiamo ad essere il Paese più corrotto dell'Occidente (forse ci supera la Grecia).

Ai cittadini spetta di conoscere i loro diritti e di esigerli come in tante parti delle Marche stanno facendo con successo sempre più crescente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-09-2012 alle 14:43 sul giornale del 04 settembre 2012 - 1342 letture

In questo articolo si parla di attualità, Ivo Mercuri

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