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Biogas in Vallesina, la netta contrarietà del Prc di Jesi

rifondazione comunista prc 3' di lettura 10/09/2012 - In questi ultimi mesi stiamo assistendo al proliferare di nuove richieste di autorizzazione per la costruzione di centrali a biogas. Rischiamo di averne ben otto solo nella vallesina. Escalation che ha come protagonisti, in negativo, sia le istituzioni regionali che alcuni investitori facoltosi a caccia di facili guadagni.

Le centrali a biogas, infatti, sono un business altamente remunerativo, in quanto l'investimento iniziale è facilmente ammortizzabile nei primi 2 anni di attività, mentre gli incentivi statali vengono erogati per 15 anni. Quest'ultimi sono agevolazioni per la produzione di energia pulita che vengono recuperati dallo stato attraverso una maggiorazione sul costo dell'elettricità.

La speculazione economica legalizzata è certamente una deriva neoliberista da contrastare, ma a preoccupare sono anche le conseguenze sull'ambiente, sulla salute dei cittadini, sull'agricoltura, sul commercio e sul turismo. Impianti industriali ravvicinati che immettono nell'aria agenti inquinanti all'interno di una zona Aerca non sono assolutamente accettabili. Le istituzioni hanno il dovere di lavorare per bonificare l'ambiente e il territorio della Vallesina e non per renderla ancora più inquinata e insalubre. Le statistiche nazionali, inoltre, ci dicono che l'Italia produce molto di più del proprio fabbisogno interno.

Come abbiamo detto precedentemente, a fare gola alla finanza-imprenditoria sono sicuramente gli incentivi statali, i quali nascono con il fine di aiutare l'agricoltura. L'obbiettivo iniziale della legge, infatti, era quello di recuperare gli scarti della produzione agricola per trasformarli in materia prima per delle piccole centrali di biogas. In questo modo uno scarto di produzione, quindi un costo, si sarebbe trasformato in energia elettrica utilizzabile e commerciabile sul mercato. Il piccolo impianto alimentato con scarti agricoli, inoltre, avrebbe avuto una potenza tale da non mettere in serio pericolo l'ambiente. Questa era l'idea del legislatore.

In pratica i piccoli agricoltori locali sono stati surclassati da alcuni imprenditori (sempre gli stessi) che hanno fiutato odore di soldi facili. I piccoli impianti, che dovevano migliorare il bilancio economico delle aziende agricole, diventano impianti più potenti, più remunerativi e più inquinanti. Il denaro che si aspettano di incassare gli investitori del biogas non ricadrà certamente nell'economia reale ma prenderà strade diverse, presumibilmente aumenterà la liquidità di qualche protagonista della finanza speculativa. Gli agricoltori a questo punto diventano delle vittime. Gli incentivi, infatti, saranno prosciugati dai potenti gruppi industriali e l'agricoltore dovrà subire le ricadute ambientali dovute al nuovo impianto.

Il turismo e il commercio saranno colpiti duramente, in quanto la Regione Marche, invece di investire sulle potenzialità paesaggistiche e culturali del nostro territorio, ha deciso di stare con chi inquina a discapito della salute dei propri cittadini e dei turisti.

Fortunatamente alcune forze politiche e tanti comitati cittadini hanno deciso di non arrendersi e di informare, manifestare e impegnarsi per bloccare le autorizzazioni alla realizzazione degli impianti. Le autorizzazioni per le centrali non sono vincolate alla verifica di impatto ambientale e si basano sulle autocertificazioni provenienti dagli investitori stessi. Questo significa che passaggi fondamentali come le relazioni di ASUR e ARPAM saranno completamente eluse.

Dobbiamo assolutamente mobilitarci per fermare le autorizzazioni in discussione presso gli organi preposti. Per fare questo abbiamo bisogno dell'impegno di tutti i cittadini. Informatevi procurandovi dettagli tecnici migliori e più esaustivi di quelli che abbiamo proposto, ma soprattutto partecipate alle prossime manifestazioni organizzate dai comitati cittadini.

Per quanto riguarda il circolo di Rifondazione Comunista di Jesi cercheremo di informare i cittadini, farli partecipare il più possibile e attivare tutti i nostri rappresentanti sul territorio e da subito aderiamo alla manifestazione indetta per il prossimo 13 settembre dal Comitato “NO biogas Monsano” davanti alla Regione Marche in occasione della conferenza di servizi convocata per il rilascio dell’autorizzazione per l’impianto di Monsano. Auspichiamo che siano in tanti, comitati, cittadini, forze politiche, consiglieri comunali a dare la loro adesione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-09-2012 alle 14:41 sul giornale del 11 settembre 2012 - 1268 letture

In questo articolo si parla di attualità, prc jesi, partito rifondazione comunista

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