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BPA presenta il nuovo DG, giovane e ottimista: “Ripresa dal 2013, ma occorre cogliere la sfida dell’internazionalizzazione”

Rispoli, Mariotti e Tartaglia 5' di lettura 13/09/2012 - Banca Popolare di Ancona sceglie il nuovo Direttore Generale nel solco della continuità affidando l’incarico a Nunzio Tartaglia, già da 3 anni Condirettore Generale al fianco di Luciano Goffi, che ora si trova a sostituire.

La presentazione ufficiale, sebbene la notizia fosse stata diffusa nei giorni precedenti, è avvenuta giovedì nella sala consiglio della sede della Banca. Il Presidente Corrado Mariotti comincia con un caloroso ringraziamento nei confronti del Direttore Generale uscente, placando le voci di contrasti, dopo anni di lavoro in tandem: “E’ vero che il cambiamento è stato repentino e inaspettato e che inizialmente ho colto solo l’aspetto negativo, ma poi a freddo ho apprezzato maggiormente gli aspetti positivi e capito che questa invece è una grande opportunità per le due banche e soprattutto per il territorio”. Goffi avrebbe lasciato comunque la Banca il 31 dicembre quando a seguito dell’attuazione del piano di tagli e ristrutturazione del gruppo, che prevede circa 1600 esuberi su scala nazionale, coerentemente non aveva chiesto deroghe: “Un uomo del suo spessore e delle sue capacità, non poteva rimanere fermo alla sua età”, continua Mariotti, “ed il fatto che sia stato scelto da Banca Marche può essere solo un elemento positivo per il territorio di cui Goffi conosce bene protagonisti e persone. Ciò permetterà a Banca Marche di essere da subito operativa e continuare a lavorare per il territorio e le aziende senza rallentamenti e pause che sarebbero forse state indispensabili se fosse arrivato esterno, seppur perfetto sotto il profilo professionale, che avrebbe dovuto spender tempo per conoscere la realtà per lui nuova. Ciò avrebbe appunto penalizzato territorio e aziende e di riflesso anche noi, visto che la metà dei nostri clienti sono anche clienti di Banca Marche”.

La scelta di BPA è avvenuta con naturalezza e rapidità cadendo su Tartaglia, un giovane, solo 40 anni (“molti dicono che occorre lasciar spazio ai giovani, noi l’abbiamo fatto”, osserva Mariotti), ma già con un lungo e ricco curriculum, che comincia con la laurea alla Bocconi conseguita nel 1994, prosegue con il Master in Business Administration presso l’INSEAD di Parigi nel 2000, tre anni presso la McKinsey, nota società di consulenza internazionale nel settore bancario, fino al 2003, quando è approdato in BPU Banca, oggi UBI Banca, dove ha scalato le posizioni fino a divenirne oggi Direttore Generale.

“Descrivo questa mia nuova esperienza”, è Tartaglia a parlare, “con tre parole: onore, responsabilità e continuità.

Per me è un grande onore assumere l’incarico, alla mia età, in questa grande banca, la 5° nell’Italia centro meridionale a livello di gruppo, con 250 sportelli distribuiti in 7 regioni, 1700 dipendenti e 20 miliardi di masse gestite.

Ma è anche una grande responsabilità che sento perché oggi non è semplice fare gestire una banca, che vive del territorio che la circonda e quindi subisce la crisi come tutti gli altri. In questa situazione economica oggi per una banca da un lato aumenta il costo della raccolta e dall’altro sale l’impatto delle insolvenze. Ogni mese dobbiamo lottare per avere ricavi più altri dei costi, ma sono fortemente convinto di vivere in un sistema economico complesso in cui le banche sono il fulcro. Oggi gestire una banca richiede quindi una doppia responsabilità perché ogni volta che si dice no ad una richiesta di mutuo o finanziamento ci si rende conto che si impedisce a qualcuno di lavorare e produrre per incrementare la ricchezza del territorio, ma d’altra parte se si risponde si troppo facilmente si rischia di mettere a rischio l’equilibrio economico di un’azienda fondamentale allo sviluppo del territorio stesso. A mio modo di vedere oggi la buona gestione di una banca deve condurre non a fare profitto, ma a rimanere in piedi e per fortuna la nostra banca ha un azionariato sensibile a questo e non è rivolta ad una ricerca spasmodica del profitto.

Continuità infine perché ho lavorato per tre anni a fianco di Luciano Goffi da cui ho appreso molto e di cui mi riprometto di proseguire il lavoro al fianco del territorio: credo che questa continuità rappresenti la miglior garanzia per la banca, per i suoi dipendenti, per i suoi clienti e per tutto il territorio”.

Arriva anche il momento di lanciare lo sguardo avanti e Tartaglia è ottimista per il futuro e per chi saprà affrontare la sfida, nella consapevolezza delle difficoltà che permarranno. “Credo che si possa cominciare ad essere ottimisti, alla luce del rischio fortissimo che abbiamo corso a partire dalla primavera dell’anno scorso quando c’è stato il pericolo serio di un default ingestibile del paese. Per questo quando sento di un calo del Pil del 2,6% alla fine non mi lamento, perché un default incontrollato come quello che abbiamo evitato avrebbe significato un crollo del 20-30% per recuperare il quale sarebbero serviti decenni: basti considerare quanto avvenuto in Argentina. Ora questo rischio è scongiurato grazie ai provvedimenti presi in ambito europeo ed in Italia, dove sono iniziate ad avviarsi riforme importanti, ma dove osservo anche un inizio di cambiamento culturale. Certo l’ottimismo non deve cancellare la consapevolezza che ci attendono anni di duro lavoro, che anche dopo la ripartenza che prevedo nel corso del 2013 per tornare a crescere occorrerà allargare gli orizzonti, aver la capacità di valorizzare i propri prodotti, di innovare e di cercare nuovi mercati. Le aziende devono capire che non ci si deve fermare a difendere le fette della nostra torta, alla quale mirano altri commensali, ma puntare anche alle altre torte che sono disponibili fuori dei nostri confini”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-09-2012 alle 21:54 sul giornale del 15 settembre 2012 - 11704 letture

In questo articolo si parla di attualità, banca popolare di ancona, paolo picci

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