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Comitati in piazza ad Ancona: biogas, 'Fermarsi ora!'

Comitati No Biogas Marche 4' di lettura 22/09/2012 - "Fermarsi ora! O sarà troppo tardi." E' questo l'appello che lanciano i Comitati 'No biogas' delle Marche che scendono in piazza della Repubblica ad Ancona, proprio davanti alle Muse, sabato 22 settembre. Quercetti: "Per i nostri diritti inequivocabili siamo trattati a pesci in faccia. Se entro lunedì non avremo risposte dalla Regione andremo avanti per azioni legali. Non siamo contro le energie rinnovabili, ma qui sul biogas non c'é trasparenza: non si possono bypassare leggi."

L'ex assessore Maurizio Quercetti parla da cittadino di Camerata Picena e dice a riguardo: "Per i nostri diritti inequivocabili siamo trattati a pesci in faccia." E' per questo che sabato 22 settembre scendono in piazza per dire 'No al Biogas'.

"Ad oggi - ha proseguito Quercetti - non c'é stato nessun blocco alle autorizzazioni, né una sospensiva. A Camerata Picena stà nascendo un fungo velenoso." Quello che i comitati riuniti provenienti dalle Marche chiedono é che la direttiva comunitaria, come quella nazionale sia applicata per tutelare diritti basilari quali la tutela dell'ambiente, ma anche della salute e della legalità. La legge 3 della Regione, la quale afferma che "Gli impianti sotto una certa taglia non debbano essere assoggettati a valutazione" sembra, stando ai Comitati, non prenda in considerazione l'impatto ambientale. A fargli eco altri tre rappresentanti dei Comitati: Floriano Rondina del comitato di Fano, Davide Battenti del Comitato di Monsano e il Sig. Capotondi del Comitato di Osimo. Alcune delle città toccate dalla problematica degli impianti biogas.

Martedì scorso intanto é stata studiata una proposta, da parte dei Comitati, sulla sospensione degli impianti che auspicano sia accolta dalla Regione e che permetta, con tanto di atti, di bloccare la realizzazione di questi impianti. "La Regione - hanno ribadito i Comitati - può fermare ciò adottando l'autotutela. Ma se entro lunedì non avremo risposte dalla Regione andremo avanti per azioni legali ".

Tante le questioni messe sul piatto della bilancia: gli impianti biogas, inanzitutto stando a dei documenti presentati dai Comitati, non sarebbero gestiti da aziende agricole (peraltro stando ai documenti neanche attive), prerogativa richiesta per gli incentivi pubblici, che dunque non produrrebbero direttamente le biomasse per la combustione, ma dovrebbero procurarseli con ulteriore inquinamento. Su questo Maurizio Quercetti é chiaro: "Il concetto di energia pulita non esiste. Comprendiamo che il diritto all'impresa deve essere garantito, ma vogliamo trasparenza, non lobbies."

Gli impianti di biogas in questione, cantierabili già a Camerata Picena..., costerebbero dai 4 ai 5 milioni di euro e produrebbero utili per circa 2 milioni di euro l'anno. Per quanto concerne la questione dell'occupazione non sembra che questi impianti, stando ai Comitati, favorisca l'incremento di posti di lavoro: si parlerebbe, infatti, dell'impiego di due addetti per ogni impianto a Biogas. Un ruolo decisivo lo giocherebbero anche gli incentivi pubblici che saranno garantiti a quegli impianti, gestiti da società agricole, che siano attivi a partire dal 30 aprile. E c'é qualcuno che asserisce all'interno dei Comitati che vi sia in alcuni casi una 'corsa' a finire i lavori, perché altrimenti si perderebbero gli incentivi pubblici per ben 15 anni consecutivi.

"A nostro parere ci sono già normative tali - ha affermato in conclusione Massimo Gianangeli del comitato tutela ambiente vallesina di Jesi - da sospendere questa situazione sia a livello nazionale che comunitario. Prima del buonsenso parlano le leggi vigenti in materia." Secondo i presenti non avrebbe senso, inoltre, tornare indietro a danni fatti, ovvero una volta che sia stato costruito ed avviato l'impianto. Perché "potrebbe essere - ha continuato Gianangeli - lo Stato stesso a chiedere i danni alla Regione, dal momento che si violano normative esistenti. Esponendo, dunque, l'Ente a danni erariali." In sintesi quello che si vuole é che gli impianti biogas si fermino ora, prima che sia troppo tardi. "Ci deve essere una valutazione ambientale" chiariscono i Comitati da parte di enti tecnici come l'Arpam e non solo. Intanto la Corte dei Conti é già stata informata, ma si procederà con vie legali qualora entro lunedì non si avrà una risposta dalla Regione."








Questo è un articolo pubblicato il 22-09-2012 alle 15:14 sul giornale del 24 settembre 2012 - 1231 letture

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