Quantcast

Fondazione Pergolesi Spontini: coniugare spettacolo, cultura, turismo e lavoro è possibile

Graziosi, Rovaris, Lane, Badiali e Bacci 4' di lettura 30/11/2012 - Con Lucia di Lammermoor si è chiusa la 45° stagione lirica del Teatro Pergolesi Spontini ed è tempo di bilanci.

Alla conferenza stampa indetta a questo scopo hanno preso parte il Sindaco, nonché Presidente della Fondazione Pergolesi Spontini, Massimo Bacci, l’Amministratore Delegato William Graziosi, il Direttore Artistico Gianni Tangucci, con due ospiti di eccellenza presenti a Jesi in questi giorni in vista di future collaborazioni da sviluppare in un futuro prossimo, Corrado Rovaris, Direttore Musicale della Philadelphia Opera Company e dell’Artosphere Festival Orchestra, e Peter Lane, CEO del Walton Arts Center in Arkansas negli Usa.

Dopo la breve introduzione di Bacci che definisce come straordinari i risultati ottenuti sia sotto la valenza culturale che sociale con le ricadute che il lavoro del Teatro produce sul territorio a prendere la parola è Graziosi: “E’ giunto il momento di fare il punto della situazione a conclusione di un anno difficile, ma che ne annuncia uno probabilmente ancor peggiore. Nonostante ciò i risultati raggiunti sono di assoluto prestigio e l’azienda culturale reinveste sul territorio tutto ciò che ricava. Il Festival e la Stagione lirica hanno acceso messo in luce la città a livello europeo, riuscendo a ottenere importanti coproduzioni che continueranno anche il prossimo con capitali europee con cui siamo in contatto come Parigi”.

I numeri forniti sono di rilievo: 9500 spettatori nella stagione ottenuti con teatri che hanno una capienza che va dai 150 posti fino ai 680 del Teatro Pergolesi di Jesi, con una copertura dei posti disponibili dal 90% al 97%, in sostanza quasi sempre il tutto esaurito. Sono oltre 1500 i ragazzi coinvolti nel progetto “Ragazzi all’opera” permettendo ai giovani di conoscere una forma di spettacolo con elevati elementi culturali.

Ma, come più volte ribadito, il Teatro Pergolesi non produce solo spettacolo, ma anche lavoro, ruolo tanto più importante in questo periodo di crisi, mettendo a frutto anni di studio e sacrifici di tanti giovani e delle loro famiglie: con le sole attività di produzione lirica la Fondazione ha offerto lavoro ad oltre 570 persone per un totale di 30.100 giornate lavorative. Oltre la metà dei 529 fornitori coinvolti negli allestimenti sono locali: 184 della Vallesina, 133 delle Marche, 192 nazionali e 20 esteri.

“Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla capacità di lavorare in rete”, continua Graziosi, “visto che la Fondazione anche quest’anno si è confermata essere il primo teatro nelle Marche e tra i primi nel panorama nazionale, per numero di coproduzioni, permettendo la riduzione dei costi di produzione. Per questo chiediamo attenzione alle istituzioni che devono comprendere come la cultura siauna delle chiavi di sviluppo del nostro territorio”.

E’ Tangucci a spiegare che il forte risparmio sui costi è stato possibile grazie alla passione ed allo spirito di sacrificio con cui tutto lo staff si è impegnato, all’ottima credibilità di cui la Fondazione gode nei confronti degli artisti che hanno accettato riduzioni dei compensi e concordati pagamenti ritardati, ricordando che altrove esistono situazioni in cui invece non vengono pagati se non 7-8 mesi dopo quanto previsto. Tagli che si sono necessariamente ripercossi anche sulle giornate di prova osservando come anche la fortuna abbia aiutato non essendoci stato un calo di qualità evidente: “ma non ci si può sempre affidare alla fortuna”.

A questo proposito Graziosi ha evidenziato che in vista dell’aggravarsi delle difficoltà economiche che è possibile prevedere per il prossimo anno probabilmente questi numeri non saranno ripetibili nel 2013 e quindi non potrà essere garantito né lo stesso livello occupazionale né il livello qualitativo: “si sta prendendo in considerazione di tornare alla situazione di budget del 2005”.

Qualche speranza arriva dalle parole di Badiali che ricorda come la Regione abbia inserito i settori del turismo e della cultura, fra i quattro su cui ha deciso di non ridurre le risorse disponibili per il prossimo anno annunciando che presto verrà reso pubblico un bando con 4 milioni di euro disponibili per progetti culturali a cui ovviamente la Fondazione potrà concorrere.

Speranze arrivano anche dagli ospiti presenti che arrivano direttamente dagli USA: il direttore Rovaris che vive da anni negli States, che conosce bene la realtà jesina avendo diretto al Teatro Pergolesi ben sei volte, accompagna nel suo primo viaggio in Vallesina Peter Lane, in missione per comprendere come poter instaurare un progetto di collaborazione fra la Fondazione ed il Walton Arts Center. “Il progetto di un festival in Arkansas nasce dalla stessa esigenza sentita a Jesi: quella di valorizzare territorio con inziative culturali, con il desiderio di divulgare tre concetti fondamentali, che sono l’arte, la natura e la sostenibilità. Anche noi come a Jesi abbiamo voluto puntare molto sui giovani che sono più adatti a veicolare questi concetti”. L’85% degli eventi prodotti sono a fruizione gratuita e questo è stato possibile solo grazie al grande apporto mecenatistico della famiglia Walton, proprietaria della prima catena GDO al mondo, la Wal-Mart.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-11-2012 alle 23:24 sul giornale del 01 dicembre 2012 - 2807 letture

In questo articolo si parla di attualità, paolo picci

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/GJI





logoEV
logoEV