Monsano: un comune a misura d'albero

Gianluca Fioretti, Rodolfo Santilocchi, Davide Neri 3' di lettura 11/12/2012 - Querce plurisecolari e olmi centenari sono i protagonisti del progetto "Gli Alberi di Monsano", primo del genere nelle Marche, nato su iniziativa dell'Amministrazione Comunale di Monsano in collaborazione con la società cooperativa H.O.R.T., spin off dell'Università Politecnica delle Marche.

Il progetto, nato con l'intento di indagare la stabilità degli alberi presenti all'interno del territorio monsanese per monitorarne lo stato di salute e, dunque, salvaguardare il patrimonio arboreo comunale senza dimenticare la tutela della salute pubblica, si è svolto parallelamente a un percorso didattico che ha coinvolto circa 350 alunni, dai 4 ai 14 anni, finalizzato a far riflettere i bambini sull'importanza dell'elemento albero e favorire la conoscenza del patrimonio arboreo del paese.

350 sono gli esemplari esaminati nel corso del progetto, alberi per ognuno dei quali è stata compilata una scheda diagnostico-valutativa dove sono stati analizzati, oltre alle caratteristiche identificative e dendrometriche, la forma, i difetti, le anomalie strutturali, il fusto, il colletto, il castello, la chioma. A conclusione di ogni scheda, sono state indicate le prescrizioni necessarie, l'urgenza dell'intervento e le tempistiche per i futuri monitoraggi. A chiusura del progetto, al comune è stato consegnato un "database interrogabile", applicazione che permette ai tecnici comunali di sapere quando e come intervenire su una certa pianta. Si tratta di una vera e propria banca dati per il controllo e la gestione dell'intero patrimonio arboreo del comune.

"Il progetto - spiega il sindaco di Monsano, Gianluca Fioretti, - rientra nella politica di messa in sicurezza del territorio che stiamo portando avanti anche con la bonifica da cromo esavalente dell'area ex Sima industrie, con altri progetti di efficenza energetica. Con "Gli Alberi di Monsano" è stata creata un'anagrafica completa delle essenze arboree presenti nel territorio, per avere un quadro completo della vegetazione, in modo da programmare, se necessari, interventi agli alberi al momento opportuno."

"Questo progetto, nato per caso, - continua il professor Rodolfo Santilocchi, docente di professore ordinario e docente di agronomia e coltivazioni erbacee presso la facoltà di agraria dell’Università Politecnica delle Marche, - si è rivelato davvero coinvolgente, una scommessa vinta che ci ha dato grande soddisfazione. Soprattutto per il fatto di aver coinvolto i bambini, che sono stati così stimolati a riconoscere le varie tipologie di vegetazione presenti nel territorio."

"L'albero è un concetto importante di ambiente - commenta il professor Davide Neri, Presidente della società cooperativa H.O.R.T. e professore associato e docente di Arboricoltura e vivaismo forestale, Arboricoltura 1 e Arboricoltura 2 presso l’Università Politecnica delle Marche - si deve entrare nel ciclo vitale dell'albero per poterne capire se e quando debba essere sostituito e capire quanto spazio occorre alle radici dell'esemplare, affinchè possa avere un benessere prolungato nel tempo. Inoltre, il progetto prevede anche la realizzazione di un parco nell'area verde attrezzata, poco sopra la chiesa di Santa Maria, da collegare alla sottostante scuola di via Falcone."

"Lo stato generale degli alberi analizzati è buono - spiega poi Jacopo Facchi, Dottore di ricerca presso l’area di Botanica del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Facoltà di Agraria dell'Università Politecnica delle Marche - il territorio è sano dal punto di vista botanico. In particolare, è da segnalare la presenza di un olmo di circa 150 anni, presente nei pressi del Centro di Aggregazione giovanile del paese e le tre querce secolari in via San Martino e Via Vallone."

Per quanto riguarda il percorso didattico intrapreso da gennaio a maggio di quest'anno, il responsabile Luca Kogoj ha sottolineato come "tutti i bambini del paese siano stati coinvolti in questo senso di appartenza al territorio e al suo rispetto. Agli interventi in classe sono seguite uscite didattiche per osservare e riconoscere le piante, raccogliere dei campioni e analizzarli. Il progetto è stato talmente apprezzato dalle insegnanti, che tutt'ora sta proseguendo una collaborazione."








Questo è un articolo pubblicato il 11-12-2012 alle 17:42 sul giornale del 12 dicembre 2012 - 784 letture

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