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Dagli albergatori un no alla tassa di soggiorno a Jesi

Tassa di soggiorno 2' di lettura 17/12/2012 - La futura, e quantomai probabile, applicazione dell'imposta di soggiorno alle strutture ricettive di Jesi si configura come una nuova tassa per gli operatori di una zona nella quale, tra l'altro, non c'è un turismo massivo ma i flussi sono principalmente legati al segmento professionale-congressuale.

Ancora più grave appare dunque l'intenzione dell'amministrazione comunale di applicare un ulteriore balzello a strutture che dovrebbero essere inserite nell'agenda istituzionale per essere aiutate e promosse e non vessate. Invece di ragionare su un piano di sviluppo turistico locale il Comune pensa al modo più semplice per fare cassa evitando qualsiasi tipo di concertazione con chi rappresenta gli albergatori, la Federalberghi-Confcommercio, e con gli stessi operatori che in pratica solo dai giornali hanno appreso dell'intenzione dell'amministrazione di tassare i clienti di un euro (il balzello sarà applicato non solo ai turisti ma anche a quelle persone che soggiorneranno nelle strutture per altri motivi). Se proseguisse su questa linea, l'azione del Comune si configurerebbe come un vero e proprio blitz ai danni degli alberghi e delle strutture ricettive coinvolte nell'applicazione della tassa di soggiorno. Tale metodo di operatività è aggravato dalla mancata concertazione e dal mancato confronto con la categoria. Inoltre il protocollo che accompagna l'istituzione dell'imposta di soggiorno è alquanto complesso e necessita di una serie di specifiche importanti sulle quali sarebbe più che auspicabile una concertazione della categoria. Nel rispetto dunque di tutte queste considerazioni la Federalberghi-Confcommercio chiede al Comune di Jesi che sia bloccato l'iter di approvazione della tassa di soggiorno, il cui ricavato andrebbe a finire nelle spese correnti e certamente non nello sviluppo turistico, e che si apra un confronto con la categoria per la valutazione di tutte le questioni in oggetto. Senza un adeguato confronto le scelte del Comune saranno da considerarsi unilaterali e prese senza alcun presupposto condiviso con il settore della ricettività locale. Un atto grave, ancor più grave se si considera il periodo di grande difficoltà economica di tutte le imprese comprese quelle turistico-ricettive. La scrivente associazione è disponibile ad un incontro immediato con il Comune per affrontare la questione


da Confcommercio Jesi
Provincia di Ancona
Delegazione di Jesi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-12-2012 alle 16:28 sul giornale del 18 dicembre 2012 - 1351 letture

In questo articolo si parla di attualità, Confcommercio Jesi

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